I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.
(Y)MCO
Abragad(abra:-)
Ago in un pagliaio
AlBerté
Alle (oh oh)
Besto(fBakers)
Dispenser
Dodo
Dott. Senzalimiti
Eagle&hawk
Enrico Il Bianco
G(a)iammy
GattoVI
i in nz
Il Cavalieri
Il Principe
Il Re
Il Tequila
Il valore del Marco
io_lapprof & C.
ironicosclero
Isa Blog&Blonde
Ivano Fossati
L'invidiato EirKermit
La Marchesa
LarvOttimo
M&Ddi2+<>1
Mister Franchini
Normalacid
Orangecat
Paciugo
Pinomarino
Preferirei di no
Prof. Ulysses
SimonaDeRoma
Stefano Costanzi
Tom
Uguale&Diverso
Vanity Hair
Vibelicious Power
VittyMe
oggi
novembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
visitato *loading* volte
Dopo l'uffico e prima della palestra, un salto in centro e scatta la terapia antipaturnia: lampada e double shopping.
Bianco e blu: très chic; rosso e bianco: già sorrido.
Io però in realtà volevo quelle di Dorothy... Somewhere over the rainbow Somewhere over the rainbow Some day I'll wish upon a star Somewhere over the rainbow


Over The Rainbow
(H. Arlen, E.Y. Harburg)
Way up high
There's a land that I heard of
Once in a lullaby
Skies are blue
And the dreams that you dare to dream
Really do come true
And wake up where the clouds are far behind me
Where troubles melt like lemondrops
Away above the chimney tops
That's where you'll find me
Bluebirds fly
Birds fly over the rainbow
Why then, oh why can't I?
If happy little bluebirds fly
Beyond the rainbow
Why, oh why can't I?
P.S.: E a proposito di rainbow, un grazie a Avi (già Massiccetto Salvato) e soprattutto a Mauro (Fissatore Smemorato) per la terapia antipaturnia in palestra!
Sono talmente bulimico che mi vomito addosso la mia stessa fame.
Un quarto d'ora prima saltellavo di piccola felicità come un deficiente mentre ero al telefono nel Burger King di piazza Duomo, fregandomene della mia timidezza e lasciando libero per trenta secondi un piccolo orso da circo, cosa che mi sarà capitata si e no tre o quattro volte nella vita. Gli sguardi del movie-trio stesso erano un po' tra il compatimento e lo stranito.
Poi...
"...come cambia le cose la luce della luna
come cambia i colori qui la luce della luna
come ci rende solitari e ci tocca
come ci impastano la bocca
queste piste di polvere..."
(Ivano Fossati, da "La pianta del tè")
E' naturale. Ci si vede e ci si sente e si chiede come stanno questo e quello.
E io che non so che dire. Perché non so che pensare.
Arrivo a casa e dopo una ventina di minuti ok: so cosa pensare. Ma purtroppo sono pensieri opposti, o meglio inconciliabili. Quindi intanto che uno di due estremi prende il sopravvento e schiaccia l'altro e me, prendiamone atto: la sensazione anche stavolta è di esserci cascato.
Solo uno su mille, anzi mille e uno.
Eppure.
Eppure boh.
"Fra noi c’è già chi ha scelto e mastica denaro
Fra noi c’è già chi ha scelto e mastica denaro
Uomini possenti e cercatori d’oro
Uomini possenti e cercatori d’oro
Ma l’oro in bocca toglie valore ai denti
Ma l’oro in bocca toglie valore ai denti
Il cielo si tocca solo con le ali
E un pesce qualunque più di me conosce i mari
E' tardissimo ma se mi gira appena chiudo qui vado a farmi il solito giro sulla darsena.
Ma prima metto il costume (inutile, probabilmente) di Paperinik che un'altra delle piccole casuali coincidenze che ultimamente mi capitano mi ha regalato. Eh eh eh...
Ai vermi la terra e l’odore è già dei fiori
Agli uomini rimangono soltanto le parole
Attenti alle parole allora attenti alle parole
Attenti alle parole allora attenti alle parole
Attenti alle parole allora attenti alle parole
Attenti alle parole allora attenti alle parole
Che tutto corre verso il lato di minore resistenza
e tutto corre verso il lato di minore resistenza
e tutto corre verso il lato di minore resistenza ah ah ah ah
tutto corre verso il lato di minore resistenza
e tutto corre verso il lato di minore resistenza ah ah ah ah
tutto corre verso il lato di minore resistenza
e tutto corre verso il lato di minore resistenza
tutto corre verso il lato di minore resistenza"
(Pinomarino, da "Canzone n.°8")
Devo comprarmi un antifurto.
Da applicare a me stesso.
Oh come ho fatto bene, oh come ho fatto bene, oh come ho fatto bene ad andare stasera al Borgo!
Ma quanti buoni gamberetti e quante belle sorpresine e quanti scatenati balletti stasera al Borgo!
La compagnia giusta e un po' di casualità e un po' di impegno da parte mia hanno trasformato una mia giornata paturnia-da-allarme-rosso in una delle serate più serene e divertenti di sempre stasera al Borgo!
Quindi grazie:
* a Beppe (amico da decenni e compaesano, ritrovato 6 mesi fa al Borgo dopo mesi di sospetti senza conferme) & Luca & Antonio & C. da cui sono arrivati la proposta della serata al Borgo, la compagnia alla tavola rotonda, i complimenti radical chic, gli zoccola tour, le palpatine al cotone fantaaaaaastico, le radio e i mangiadischi riparati, la proposta di partecipare a un costituendo gruppo di drag non depilate e con tanto di pizzetto (io ho già prenotato Dalida e Loretta)...
* a Andrea e Stefano, altri due del mio paesello nel cremonese che poco dopo essere entrati hanno beccato me e Beppe che sulle note di una Carrà facevamo gli schienalisti (nel Borgo Estivo = Karma non ci sono i cubi ma si può salire a ballare sugli schienali semicircolari dei divani). Noi della vecchia guardia non dovremmo fare di queste sorprese ai giovani virgulti che arrivano a sorpresa dalla campagna e con i quali fino a 4 anni fa cantavamo nel coro della parrocchia...
* a altri incontri più o meno a sorpresa e in particolare: il Numero Nove (che è sempre secondo solo a Sergio Muniz, ma che in canotta e bermuda ha perso qualche punticino: uno così deve avere anche polpacci da urlo, asciutti come dei trofei, non degli ordinari birillotti tondi anche così poco pelosi), Ale (modello - che io sappia solo del viso!
- del protagonista di 'sto po' po' di bel fumetto on line V.M. 18) che non vedo per mesi e poi in una settimana ci troviamo tre volte, senzalimiti (e senzacapelli!), Lester GraceJones (compagno di corso dello IED), il Collega VenetoTirato con cui ci si scambia occhiate indagatrici e sfuggenti da un mese e con cui stasera ci abbiamo aggiunto un bel "Ciao", lo stilista più che emergente (che mi fanno notare mi ha squadrato due o tre volte - ma secondo me era interessato a copiare il modello dei miei pantaloni di CoSTUME NATIONAL - e al quale mi consigliano di dare il curriculum ed eventualmente qualcos'altro
per propiziarmi l'assunzione e mica lo escludo). E in questo gruppo soprattutto grazie a G., anche lui ora coi capelli cortissimi e con cui, grazie alla chiarezza che c'è stata soprattutto sul finale, è stato un bel riabbracciarsi e che resta indubbiamente un uomo molto affascinante. Certo nelle mie due sere al Borgo con lui tre mesi fa me la tiravo pure un po', con cognizione di causa e di merito, mentre in questa serata nessun tiraggio; però sono stato contento comunque di passarla soprattutto a fianco...
* a me stesso, che da mezzanotte e un quarto sono rimasto lì da solo e che come mi ero prefisso ci sono rimasto fino all'una, sforzandomi di sorridere senza paura anche se proprio senza motivo, anzi. Un sorriso rivolto a nessuno in particolare, quindi a tutti. Anche a chi qualche settimana fa mi ha regalato una delle più belle sere (al Borgo e in generale) che abbia mai passato, che per questo mi è tornato così spesso in mente e davanti agli occhi in questa sera in cui non c'è e forse non c'è mai stato.
(Da "Franchesca Page", film inutilissimo. Ma questa battuta vale il film.)
"Stai buttando la tua vita nel cesso.
E io sono stufa di pagarti la bolletta dell'acqua!"
Quattro o cinque un po' amici un po' compagni un po' arrapa(n)ti un po' sudati,
una coca pagata e un martini compreso nel biglietto,
uno scrittore, uno scrivente e un non so,
quattro ciotoline di farro con verdure e gamberi,
tre fazzolettini di carta non per asciugarsi le lacrime ma la coca esplosa,
un incontro con battuta nel bagno, come al solito non presa al volo,
un film,
tante risate e un ritmo serrato e tre baci gay e molti più assalti della mia solita invidia travestita da insofferenza, come quando al Borgo partono i lenti e io scappo,
tre sms ricevuti da due mittenti,
uno inviato in risposta,
qualche decina di facce note fra gente che vedo al Borgo o alla Babele o chissà dove anche solo a questo festival del cinema,
i miei altri tre festival a Milano e il mio unico a Torino che come link riempiono il mio schermo di ricordi,
Deja vu
(Rossana Casale)
Autunno immagina e io io dubito
dei suoi tramonti delle sue città
o il tempo va o andiamo noi
comunque un punto fermo non c'è mai
si muoverà o muovo io
in ogni caso non è il gioco mio
un altro sms atteso e ovviamente non arrivato,
i fiumi esistono ma lontanissimi
un mondo senza alcuna verità
un ciondolo al collo con cui giochicchio mentre mi chiedo cosa farmene e che senso abbia,
o cambierà o cambia noi
comunque uguali non saremo mai
un eppure, un per fortuna, un embè, un purtroppo,
è deja vu
è deja vu
la vita è forse questo nulla più
il tempo va o andiamo noi
comunque un punto fermo non c'è mai
un eppure, un per fortuna, un embè, un purtroppo,
è deja vu
è deja vu
la vita è forse questo nulla più
e come un angelo
in fondo a un baratro
non vedo altro che un deja vu
(G. Morra / S. Fabrizio / M. Fabrizio)
nessuna cinelacrima invece, contro le mie previsioni
,
un documentario,
più miei sbadigli che altrui scene di sesso,
un ritorno da solo e poco meno che notturno, che mi piace,
tre passi fino alle due ruote,
due giornali dimenticati,
un gelato,
tre tram lenti e una foto col cellulare e tanti mms inviati visto che ne ho in promozione e devo aspettare che sblocchino la strada in questa Milano già calda e piallata,

"Nessuna illusione per ora
il male che ci ha presi cammina ancora
si fa sentire
specialmente alle gambe
specialmente ora
un crampo alle gambe di pochi secondi e altri al cuore, uno di pochi giorni e uno di molti anni, inguaribili e orgogliosi e fatali,
Milano è una città del futuro
e chi ci vive non sa come sta
però stanno tutti insieme
stanno tutti là.
un là dove stasera non ci sono io,
Milano è una città del futuro
per me Milano se n'è andata già
ha imbarcato tutta quella gente
e adesso
chissà dove sarà.."
(Ivano Fossati, da "Milano")
un viaggio verso verso il ricordo un'altra Milano, quando ci sono arrivato, chissà dove sarà, chissà dove sarò,
"cadono le stelle
allora è vero
e io non so se ci sarò
dove andrò non lo so
se lo merito o no..."
(Samuele Barsani, da "Replay")
un mio SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII urlato dentro di me e sgorgato in lacrime quattro anni e mezzo fa dentro l'Ariston vuoto,
i pensieri confusi per la stanchezza e il sonno, il sonno, il sonno, il sonno,
un colpo di sonno, che in bici non mi era mai capitato,
nessun incidente ma una rotaia di tram pericolosamente infilata,
il numero trenta,
tre piani di scale.
"...e a proposito di scale
niente vale quanto vale
avere qualcuno sull'uscio
per cui tornare..."
(Pinomarino, da "Caporal maggiore")
Buonanotte a Simone
da Simone
Pippo Pollina mi è piaciuto fin da quando ho sentito per la prima volta la sua "Finnegan's Wake" con Battiato (consigliatissimo l'ascolto di "Rossocuore"). Talvolta le sue canzoni partono, partono... ma non decollano mai, in altre occasioni invece colgono nel segno, e talvolta anche molto bene.
Ma non è solo nella sua musica il suo valore. Infatti, quando leggo certe cose (cliccate qui, è un po' lungo ma vale la pena leggerlo) sono contento di avere comprato quasi tutti i suoi cd, anche quelli che forse non meritavano l'acquisto.
"Perché viviamo nell’era della divina apparenza
Della ferita profonda inferta al sole della coscienza.
Perché tutto ci piace e tutto ci assottiglia
E ci riduce al prezzo incollato sul tappo della bottiglia.
Perché viviamo al guinzaglio dell’indifferenza
Dei tabulati dei grafici in borsa e dei capricci della scienza.
Gente di Praga e Dublino
È forte l’odore del vino
Il sole tramonta a Sion
Due minuti più tardi che a Riom.
Sonno risveglio la quiete
Il pino la quercia l’abete
Der starke Geruch von Most
I go quickly to the silly Post
And I get lost."
(Pippo Pollina, da "Finnegan's Wake")
(Sabato a Pordenone ho comprato due tavolette di cioccolato da degustazione da regalare. A mio sorella ho dato quella al latte con granelli di sale, l'altra era nella scatola dei "Regali in attesa" fino a poco fa, quando... )
Il mio letto pigramente senza lenzuola mi sostiene ormai da mezz'ora in un confuso e già semionirico stato di dormiveglia, ma poi in preda a strane agitazioni pensose mi rialzo e con un ghigno sardonico
me la sto mangiando... Robin Hood by night.
E' al tabacco: lievemente piccante e dolce, vellutata e calda, rassicurante e eccitante... Se fosse un uomo sarebbe Filippo Nigro.
Che sicurezza, il cioccolato, nel bene e nel male. E' come il mare.
E' come gli uomini.
Non cambiano.
Gli uomini non cambiano
Prima parlano d'amore e poi ti lasciano da sola
Gli uomini ti cambiano (No, no....!!!
)
Fanno i soldi per comprarti
E poi ti vendono
La notte gli uomini non tornano
E ti danno tutto quello che non vuoi
Ma perché gli uomini che nascono
Sono figli delle donne ma non sono come noi
Amore gli uomini che cambiano
Sono quasi un ideale che non c'è
Sono quelli innamorati come te
(B. Dati - G. Bigazzi - M. Falagiani per Mimì)

"E da quel punto in poi
sentimmo sotto di noi
svolgersi il sentimento,
largo e intento
ad una tutta sua meditazione,
non curante
che sopra la sua pelle si ballasse.
Le foglie coi barattoli, le casse
con i tronchi senza cuore.
E lo scandaglio calava dalle prore,
poi ritornava su
chiedendosi "Perché, perché il ritorno?" [...]
Tornare, per raccontare
il furore e il gelo
delle notti aurore.
Bianca e assai provata,
scampata per un pelo per poter ritornare..."
(Pasquale Panella per "I ritorni" di Lucio Battisti)
Stamane sul soffitto in ufficio c'è una farfalla, enorme (apertura alare sui 13-14 centimetri), scura, bellissima e inquietante. Fa un po' tropici torridi e un po' "Silenzio degli innocenti" e pone inquietanti interrogativi sugli essere che popolano queste lande di Berlusconia dove lavoro.
Piccole casualità: ieri sera avevo parlato di elefanti.
Così mentre vado in bagno a lavarmi le mani la riguardo per l'ennesima volta, il juke box involontario che è in me ha il sopravvento e canticchio piano piano sorridendo...
"Sono l'elefante
e non ci passo
mi trascino lento
il peso addosso. [...]
Dentro di me dentro di me
ho un cuore di farfalla
e non potrai vedere mai
quanto lui ti assomiglia..."
(Michele Zarrillo)
Allo specchio mi guardo e smetto. Non mi regolo i capelli da una settimana, ho la barba di 2 giorni e le occhiaie di 2 secoli. Non dovrei cantarmi addosso.
Domenica ho offerto un aperitivo per il mio compleanno al Lelephant. "Nomen omen": tra i presenti c'erano alcuni elefanti morti. L'espressione l'ha usata Marco (uno di loro) che dopo aver ricevuto l'invito via sms mi ha chiesto al telefono "Ma ci sarà il cimitero degli elefanti?" (Il senso è chiaro, no? non chiedetemi di esplicitarlo! E se proprio devo farlo prima allontanate i bambini dallo schermo!
)
In effetti ho sorriso sotto il pizzo. Tra gli invitati c'erano sei pachidermi e ne sono venuti tre (più uno che non si capisce nè che animale sia nè se sia vivo!)
Uno degli assenti era Ale.

Ale ha gli occhi più belli che mi sia mai trovato accanto. Sì, più di quelli di G., che pure sono (perché mi verrebbe da dire erano?) un laghetto turchese e profondo, contornato da un bosco fitto di rughe che sorridono.
Ma gli occhi di Ale sono verdi con delle fiamme nocciola intorno alla pupille e delle ciglia talmente lunghe e curve che gli sbattono contro le lenti degli occhiali. Una roba da stare lì e accontentarsi di essere guardati. Nei giorni in cui lo facevo, l'anno scorso, Bungaro cantava al Festival di Sanremo un paio di versi che mi avevano dato su un piatto d'argento una bella citazione per un sms per lui:
"Guardastelle guarda
è un cielo di fiammelle
è un cielo di fiammelle..."
Ho amato due persone, forse tre. Lui è nel gruppetto. L'ho amato anche perchè siamo uguali, nel nostro misto di purezza lirica alla ricerca di Quello Per Cui Vale La Pena Aspettare Una Vita e di fisicità animale da sfogare col primo che passa. Io però ho 11 anni in più e forse anche per questo sono riuscito e riesco a governare la seconda per permettere alla prima di indicarmi e di seguire la strada. Lui, invece, ancora oggi non riesce completamente a collegare entrambe alla sua sessualità e si vede ancora dalla "parte sbagliata" (...e mollali 'sti preti!). Qui era nato lo scontro in lui e fra noi.
Ho riattaccato da pochi minuti, dopo quasi mezz'ora di telefono. Mi ha chiamato dopo aver ricevuto una mia risposta un po' così. Ale 'ste cose le fa.
Nelle notti di maggio non può bastare sapere che sopra il mio cimitero di elefanti ci sono anche cieli di fiammelle.
Però quando mi capita di alzare gli occhi e di vederli è come se ci fosse qualcuno che sotto braccio mi porta a letto e mi rimbocca le coperte.
Riabbasso lo sguardo, mi giro e non c'è nessuno.
Solo la mia voglia di mare e di cioccolato e questa canzone che sono io e il mio modo di amare, oltre l'amore che (non) ricevo.
Solo io, io e questa canzone che mi accompagna a letto in una notte di maggio, molto diversa da quella in cui tanti anni fa sono nato.
Le notti di maggio
Se questa è una canzone con cui si può parlare
se in questa notte di maggio io ti penso ad ascoltare
certe piccole voci che a volte vanno al cuore
in questi momenti con l'aria che si muove
io conosco la mia vita e ho visto il mare
e ho visto l'amore da poterne parlare
Ma nelle notti di maggio non può bastare
la voce di una canzone per lasciarsi andare
amore su quel treno che è già un ritorno
amore senza rimpianto e senza confronto
che conosci la tua vita ma non hai visto il mare
e non hai l'amore per poterne parlare
Ma è una notte di maggio che ci si può aspettare di più
Se questa è una canzone con cui davvero si può parlare
in questa sera ferita da non lasciarsi andare
in questa notte da soli che non ci si può vedere
e non ci si può contare ma solo ricordare
io conosco la mia vita e ho visto il mare
e ho visto l'amore vicino da poterlo toccare
Ma nelle notti di maggio non può bastare
la voce di una canzone per lasciarsi andare
nelle notti come questa che ci si può aspettare
se non una canzone per farsi ricordare da te
per farsi ricordare da te.
(Ivano Fossati)
As usual, ho da postare aggiornamenti di una settimana decisamente intensa oltre che frenetica. Oggi non penso di farcela; se il tempo e la voglia arriveranno, ci leggeremo nei prossimi giorni.
Intanto: pausa.
"In such stubborn times
I have run from the arms of lovers
I have run from the eyes of friends
I have run from the hands ok kindness
I have run just because I can"
(Mary Chapin Carpenter, da "The moon and St. Christopher")
Ci sono volte in cui non ti viene altro.
Ci risiamo. Non ci sto dentro e mi manco.
Stamane sulla navetta verso l'ufficio ho fatto anche una ronfatina. Sussurrata e gentile, ma mi ha risvegliato a me stesso.
La tipa seduta davanti si è girata e mi ha guardato attraverso i poggiatesta. Il suo sguardo senza sorriso era un misto di curiosità e disapprovazione; lo stesso che ho ostentato io vedendo il suo naso, palesemente rifatto. E sorridendo.