lettere da sopra il replay

I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.

Eccomi

Utente: replay
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Generosità in tensione, che solo in quanto corvo Joe a pedali torna indietro.

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24/11/2005
Stasera, ubiqui a Milano

"Miele nel vino tu sei piccola Venere
l’indifferenza ti fa altissima
E chiamai disordine quelle armonie in me
credevo all’abitudine
Le parole amore mio,
serviranno a fingere che voglia non ho più di te..."
                                    (Radiodervish, da "L'esigenza")

Ricordo ancora quando quattro anni fa per me erano degli sconosciuti, solo uno dei tanti nomi in scaletta. Al premio Tenco la prima canzone che hanno cantato è stata "Rosa di Turi". Alla fine ho chiesto a Mapa, di fianco a me, un fazzoletto; mi sono voltato per prenderlo e anche le sue guance erano rigate di lacrime. Ancora adesso mi chiedo il perché, visto che il testo, nemmeno completamente comprensibile, non raccontava niente di me.

"Il loro primo live che ho visto mi ha inchiodato e è stato uno dei 3-4 concerti più emozionanti a cui abbia mai assistito. Luci spente, solo fiamme di cera, i suoni di Michele (tanto caruccio, pure, che non guasta! ), un violoncello e la voce e le movenze feline di Nabil."
Questo scrivevo in questo post dello scorso dicembre. A distanza di quasi un anno confermo. Live possono essere sconvolgenti, soprattutto per chi non li ha mai visti, perché la voce di Nabil che ride e singhiozza si completa con le sue braccia aperte, le sue mani che rincorrono l'aria e seguono la chitarra di Michele, i loro abiti neri e il violoncello che arriva sempre traditore, là sotto in fondo...
Chi è a Milano o anche vicino, ci faccia più di un pensiero.

(Stasera i RadioDervish alle 21.30 alla Salumeria della Musica, posto non adattissimo a concerti di questo tipo ma va beh, in via Pasinetti 2 - angolo via Ripamonti. 15 euro, ma ne valgono quanto costerebbero 10 concerti di Nek in prima fila.)

 

Ah, in alternativa ahimé concomitante a meno di cento metri, alla Casa 139 (in via Ripamonti, 139) c'è il concerto dei Perturbazione (ingresso 8 euro, con tessera ARCI). Se riesco dopo il primo di là, mi faccio anche metà di questo.


Last but not least... e stavolta non sono nemmeno da solo!

Postato da: replay a 16:39 | link | commenti (11) |

21/11/2005
Qualche cosa che vedo

Serata al Borgo, anche stavolta senza accompagnatori accompagna(n)ti da salvare (citazione nascosta) prefissati. Sapevo che probabilmente avrei trovato qualcuno, poi comunque restando a ciondolare e sfaccendare in casa avrei forse fatto danni.

In effetti incrocio almeno 6 o 7 conoscenze, dai vecchi incontri di chat agli ex colleghi,dagli ex compagni dello IED a altro (Dio santo, il labiale di Popper Sfondato l'ho letto, evidentemente erano lì insieme... ma che razza di gente mi sono portato in casa, ma per fortuna non in camera da letto?) ... e ci faccio altrettante chiacchiere, più o meno prolungate.
A volte mi piace stare lì, a pensare leggero su qualche cosa che vedo, mani in tasca (che quelle di questi jeans C'N'C poi sono bellissime) a osservare chi osserva, a riconoscere chi riconosce, a fare quello che sembra che se la tira per quelli così approssimativi da credere una cosa simile.(Non so neanche come chiamarlo, visto che quando ho scoperto che nemmeno il nome vero mi aveva detto l'ho praticamente lasciato perdere con un cortese ma chiaro "io non vorrei farlo, ma se vuoi questo è un vaffanculo".) Distolgo lo sguardo, anche se mi ha visto. Nessuno saluta nessuno, ovviamente.
Non lo vedevo da circa due anni e mezzo. Adesso che ci penso non ricordavo con precisione se non vaga nemmeno il viso. Anche al lago, mentre salvavamo la tartaruga, non aveva voluto essere fotografato in volto quindi nelle foto che mi sono rimaste ci sono solo le sue gambe e le sue mani. Ha la stessa bellezza allampanata, delicata, un po' felina e nonostante il velo effeminato che di solito mi infastidisce, direi ancora irresistibile. Purtroppo gli è rimasto anche il vezzo autolesionista di tenere in testa un cappello, a volte di forma improbabile.

Dopo i dieci mesi di vedovanza e clausura seguiti all'abbandono di Marco, lui è stato il primo ragazzo con cui avevo pensato possibile una storia (che per me è un passo raro, sempre più ponderato e sempre meno frequente) e per il quale avevo pianto di rabbia e dispiacere. E da allora ogni volta che ascolto "Ogni cosa che vedo" dei La Crus mi viene in mente lui, visto che ci eravamo incontrati alla presentazione di quel cd alla Feltrinelli.

Esco dal Borgo e in auto mi aspetta il cd del ritorno. All'andata era Dalida, per riscaldarsi; al ritorno scelgo sempre qualcosa di già notturno. Per caso, stasera sono ancora i La Crus con le loro ultime "Infinite possibilità". Quel cerchio che si era aperto due anni fa si era già chiuso con quella mia frase. Ora con questa canzone, probabilmente la migliore che abbiano mai cantato, lo fotografo da lontano...
"vedo le stelle nel vetro cadere ogni ora anche senza di te
lasciamoci senza parlare
non ti accorgi che è tutto perduto
se chiudo gli occhi
il tuo sangue si gela all'istante
vedo il ghiaccio che cola
dentro la tua bocca ancora
dentro la tua bocca ancora"

Postato da: replay a 01:53 | link | commenti (14) |

20/11/2005
Make it a blogbuster night!

E uno!
All'ingresso partiamo con dieci minuti di coda. Intanto ne esce Massimo a fumare, scambiamo qualche parola con lui e un paio di suoi amici. Ma questo l'avevo già incontrato.

E due!
Ho visto qualche sua foto sul suo blog e forse l'ho anche incrociato al Borgo. Stavolta l'ho riconosciuto per l'impressionante parco-monili che aveva sulle braccia (me ne aveva parlato senzalimiti): inquietante e geniale.

E tre!
Il Larvotto live! Uno dei blogger che leggo con maggior piacere, finalmente in carne e pizzo. Molto più mefistofelico dal vivo che sulle foto, in cui ha invece un'aria più rassicurante. Scena volontariamente stupida, lo fermo: "Ciao... ma tu sei il Larvotto!" "Sì, ciao... tu chi sei?" "Non importa, ti leggo e ti ho riconosciuto; ci tenevo a salutarti." "Ma anche tu hai un blog?" "Sì, ma non importa... fa più scena così, no?:-)" Invece non so come ma mi ha beccato lo stesso (vedi commenti a qualche post sotto).

E quattro!
Indosso una (ovviamente splendida) t-shirt a maniche lunghe con applicazioni e cuciture e sovrapposizioni per niente minimal di C'N'C, come afferma la scrittina sul mio capezzolo sinistro. Mi ferma un ragazzo. "Vedendo l'odiato logo sulla tua maglia, mi viene un sospetto che so chi sei. Anche io ce l'ho, qui sulla manica... l'ho rubata in ufficio." "Ma allora sei scatafashion!" "Esatto!" "Piacere, Simone. Eh, io purtroppo non posso rubarle in uffico ma ho appena fatto degli affaroni su eBay." "Sì, sì, vai, vai..." The end.

E cinque!
Berretto e felpa con cappuccio (ma lo noto solo dopo, in effetti l'avevo letto in un suo post). "Ciao... scusa... ma tu hai un blog...? Replay?" Anche se lui non ha descrizioni nè foto sul suo blog, a questo punto non era difficile. "Not4me!:-)" "Ma come hai fatto, subito, non vale...! Piacere Roberto" "Simone" e brevi chiacchiere sul locale, la musica, la gente...

Nel caso non si sia ancora capito, sono finalmente andato alla Discocantina di cui tanto e in tanti diversi blog avevo letto. Serata, mi dicono, più affollata del solito forse per l'esibizione live di una ragazza mezza icona e mezza trash e mezza boh. Sinceramente, non ho distinto una parola di quello che ha cantato ma altrettanto sinceramente mi è parsa una scemenza.
Non mi è dispiaciuto, anche se certo non mi sono trovato a mio agio come al Borgo o al Lelephant. Il difficile sarà trovare ancora qualcuno che ci venga, visto che gli altri 4 con cui sono andato han detto (tranne uno con riserva) di non volerci più mettere piede, non fosse altro che perché una barista che prepara dei cocktail con mani così zozze e toccacciando comunque con noncuranza ghiaccio e mixer non l'avevano mai vista. Su questo concordo, ma ci tornerò lo stesso... magari berrò prima a casa o terrò una bottiglietta in macchina.
Mentre mi facevo riaccompagnare alla macchina da Fratel Ivan mi sono accoccolato sul sedile dietro, ho appoggiato la testona al finestrino e l'unica cosa che sono riuscito a pensare tra un microsonno e l'altro è stata che è da troppo che non si va a teatro. E anche che non si tromba. E anche che tutto sommato potrebbe andare peggio.

Postato da: replay a 04:41 | link | commenti (11) |

19/11/2005
Simone anzi Carmen

Stasera cena con i compagni dei corsi serali dell'anno scorso allo IED. Riesce a raggiungerci anche Daniela (coprotagonista di questo vecchio post). Lavora sempre soprattutto dal Re, negli ultimi mesi è stata anche dall'Importabile Animalier e nei giorni scorsi è stata chiamata dalla Guantaia Miserina. Dopo la pizza le strappo un passaggio al Lelephant e mi chiede: "Ma perché hai mandato così pocchi curicculum? Hai visto che le promesse che ti hanno fatto nel tuo uficcio non le hanno mantenute? E' sempre così, anche da noi, ma almeno io sono libera profesionista e secondo me dovresti tentare. Che guarda che saresti bravissimo, te l'avevano detto anche gli insegnanti ai corsi! Pensa che io dalla Guantaia avevo mandato il curicculum un anno fa! E' vero che la Laura dice che è un ambientacio disorganizzato e tutto approsimativo, ma magari mentre si ferma la stagione dal Re provo anche lì. Se stasera c'era le chiedevo bla bla bla...."
E parla e quasi non la ascolto, penso solo che in effetti come al solito "chi l'è bòn, l'è cujòn" e nel mio caso è anche Simòn, ovviamente. Sono isolato, come se fra me e le sue parole e la Milano di stasera, per una volta limpida e arieggiata più che "livida e sprofondata", ci fosse un paravento. Quello livido e sprofondato sono io, che al di qua del paravento sono avvolto dalla voglia di correre e fare bene come so fare ma anche da una brutta arrendevolezza pigra e malata, che si trasforma in voglia di mandare affanculo tutto e tutti.
Arriviamo al Lelephant. Mi farei accompagnare dentro da lei volentieri: entrando con una ragazza così bella rischierei la reputazione ma forse guadagnerei punti come quando al Borgo Morfeo il Magnifico in topless mi abbracciava ballando! Invece è di corsa e così scendo al volo e ok, ciao dai ci sentiamo così magari qualche giovedì vengo anche io e poi quando spedisco lo segnali alla tua capa baci baci stammi bene a Miami...ciao ciao.
Da solo all'incrocio, mi fermo un attimo come a fronteggiare l'esercito dei fumatori esterni del Lelephant, davanti a me.
"Mi sento solo in mezzo alla gente
osservo tutto ma non tocco niente..."

Un freddo boia, quattro chiacchiere di circostanza con un paio di facce note mentre aspetto Fratel Ivan che credevo già lì e invece arriva dopo mezz'ora in cui lo scazzo aumenta insieme al freddo. Troppo pieno dentro, ci fermiamo solo cinque minuti, il tempo al volo di slumare un occhialuto interessante che sembra ricambiare ma stasera non è sera, il naso è tappato, le mani sono ormai secche e gelide e ho più freddo dentro che fuori... quindi via. Sarà anche che covo l'influenza, ma certo ora sono completamente storto. Ivan e gli altri decidono dove spostarsi, io mi scuso e con pochi riguardi "saluto tutti senza inchino e vado via sfumando" verso l'ultima corsa della linea rossa. Con gli occhi che lacrimano più di un po' passo nelle viuzze lì a fianco, non ho nemmeno una colonna sonora in testa (che guaio, eh, gemelline?  ) e mi sento un'Elisa di RivaLacrimosa tanto patetica quanto sincera.
Resto in mia assenza fin sotto casa, dove il bar all'angolo è ancora aperto e così entro a prendermi già la brioche per domani mattina. Il venerdì sera ci lavora Fiore, il mio vicino del piano di sotto.
"Ciao Simo'. Cazzo che faccia! Se non fosse solo mezzanotte direi che hai fatto le 5 in un postaccio. Dai, dai, brioche omaggio così almeno finisci la giornata con una cosa andata bene! E dormi, eh, Simo'!"
Mi strappa un discreto sorridere agli altri, mentre penso che ormai divento sempre più trasparente e che di ogni mia crepa se ne può accorgere anche lo sguardo di un normale osservatore.
Ok, adesso ho la colonna sonora per stanotte. I commenti a un post di AvreiVoluto me l'avevano riesumata oggi e ho il cd già pronto: in casa mi aspetta Carmen, che poi è ancora Simone, interprete di se stesso.


Carmen

Vedi com'è
una lama dentro il cuore
non sfugge così facilmente
allo sguardo di un normale osservatore
anche un mediocre investigatore
e un cacciatore di affanni
non s'inganna così.

Vedi che storia
cosa ci può suggerire
un discreto sorridere agli altri
e l'applauso ha un effetto banale
se non l'idea di un'uscita di scena
prima del gran finale.

Ah... cosa ci è capitato
e come avranno riso in platea
del nostro amore orgoglioso
del nostro amore indiscreto
arrabbiato
impietoso
sfacciato
del nostro amore troppo affamato
che s'inchinò a baciarci sul cuore
e a noi questo bastò.

Ah... saranno state duemila ore sì e no
una storia d'amore normale
un disegno fatale
qui c'è da ripensare fino a morire
al nostro amore orgoglioso
spezzato
ferito
umiliato
insicuro
e senza più fiato
che non si può raccontare
che ci rende insicure
io non so camminare... quell'amore
che si chinò
a baciarci sul cuore
la sua lama d'amore
era ferma e sicura
e a noi questo bastò.

(Ivano Fossati e Ornella Vanoni / Ivano Fossati,
da ascoltare solo nella prima versione, quella implacabile del 1987,
e non in quella da fiction del 2003)
 

 

Postato da: replay a 00:37 | link | commenti (19) |

18/11/2005
E uno!

Ormai mi conosco, il guaio è che adesso la testa ci torna sempre, o comunque troppo spesso.
E io come al solito sto ancora un po' qui, nella nebbia e vicino al fiume, a pensare se e come avvicinarmi a quel mare che mi fa paura un po'.
Ma niente di grave. E' come quando avevo 16 anni e stava per arrivare il festival di Sanremo o il disco nuovo della Oxa... avevo qualcosa da aspettare, una prossima tappa. Ora ci sono ancora questi conti alla rovescia, so quali sono le cose che sto aspettando ma non so né quando né come saranno. E nei giorni come questi in cui le attese e le scadenze si sommano in maniera imprecisa, faccio fatica anche a fare l'orso comico che sono, faccio fatica a far prevalere la parte razionale e rigorosa di me, così forte e presente... ma non abbastanza.
Ma non è di questo che volevo parlare. Io cercavo un incipit, e invece è uscito il mio solito avviato replay. Un nick che era una canzone che mi ha cambiato la vita e che ora invece mi ricorda che vado e vado, ottengo qualcosa ma poi devo riavviare. E allora ci sono le stesse pedalate e
le mie insegne che mostro (sai che meraviglia!;-) e i loro segnali che seguo (non riesco a non fidarmi, imparo ma mai abbastanza) e i sogni tridimensionali che di notte farò (anche di giorno, questo è il dramma) e il profumo delle mani che tornerò a sentire su di me (davvero?). E il resto.

Ok, il blog è tratto :-), vediamo come va.

S.


(L'immagine è un dipinto di Andrea Boyer.
E alcune parole non le ho scritte io, ma sono mie.)

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Non butto via i libri delle medie, prima di disfarmi di una camicia devo farmi passare il magone, ho ancora tutte (N.B.: tutte  ) le mail che ho inviato e ricevuto da quando ho il pc, trascrivo molti sms...
Quindi potete immaginare che effetto mi fa questo primo anno di blog.
Eh, sì: un anno fa, più o meno a quest'ora, stavo scrivendo il primo post, che ho riportato qui sopra. Questo luogo è un'altra parte della mia vita, al suo fianco; è un po' virtuale e un po' virtuosa, ma anche tutto il contrario, con incontri e scontri, cazzi e scazzi.
Fa un certo effetto vedere che quello che ho scritto nel primo post vale ancora, anche se per motivi diversi. E' ancora così, sono ancora così. Mi fa piacere che io sia sempre io, ma durante lacoda strumentale, in fondo, affiora il dubbio che non essere invecchiato in realtà significhi non essere cresciuto.

Buon compleanno a noi, caro Replay.

Simone

Postato da: replay a 15:00 | link | commenti (8) |

16/11/2005
Due mesi diversi

E io ancora mi commuovo a raffica.


Questo è l'arrivo del mio nipote speciale, scritto dagli occhi e dal sorriso di suo padre pochi giorni dopo le lacrime della sua nascita.
                (Mi scuso per le X.)


...Da un paese lontanoLo zio Simone e Elia - scattata il 16 ottobre 2005
così lontano
che per arrivarci
si prendon tre autobus,
due navi e un deltaplano...
...e che è in alto,
così in alto
che per salirci
si fan diciotto scale
e un gran salto...
...e che è colorato,
ma così pieno di colori
che le cornacchie son arancioni
e le nuvole sembran
mazzi di fiori...
...e che è dolce,
d'un dolce così esagerato
perché giuro,
le stelle son frittelle
e le case son fatte
con mattoni di cioccolato...
...Da questo paese,
dove il sole tramonta
solo su ordinazione,
le mamme son di Xxxina
e i papà di Xxxone,
e se nevica,
son fiocchi di caramelle
e se si ride,
si ride solo a crepapelle,
anche quando campane matte
diffondon pernacchie
e non rintocchi...
...da lì siam sicuri
è arrivato E l i a,
con la luna in tasca
e il cielo negli occhi...


        16 settembre 2005...
             è nato E l i a

Postato da: replay a 16:56 | link | commenti (12) |

Sospetti benedetti

Secondo me da qualche giorno sono stato intossicato. Di bromuro.
E mi va bene, eh, con tutto quello che ho da fare!

Postato da: replay a 00:23 | link | commenti (14) |

15/11/2005
Minore di

Ieri per un attimo sono tornato lo studente di matematica che ero stato.
Tanto caruccio, con quell'accento do Brasil che già mi rischia di mettermi in "Voglia di Miguel Bosé Mood", però sarà forse che non comprende bene la lingua... ma come si fa a non capire questa semplice disequazione?

 

"Ho la tessera FNAC e ho un piccolo sconto. Lo prendiamo qui il caffè, no? Oppure anche da me, che tanto sei ancora quasi sulla strada verso il collegio."

<

"Sì,  poi che viene tardi me fermo lì a dormire." 

 

Postato da: replay a 13:14 | link | commenti (5) |

13/11/2005
Minchia che nervoso - reloaded

Il Piccolo Panda in Mercedes: "Ma come fai a venire a Milano per metà pomeriggio che c'è il blocco del traffico?"
Replay: "Blocco? Maddeché?"
"Sì, fino alle 20 solo le euro 4 posso circolare."
"Occazzo. Va beh, arriverò per le 20, niente salto in palestra né in centro."
"E quindi non riusciamo a vederci se tu arrivi per quell'ora, mi sa."
"Eh, no. (Pensando: almeno un effetto buono il blocco del traffico ce l'ha!) Ma scusa, anche tu sei bloccato. Come fai a fare il servizio fotografico per la merdina aka Rospetto Rompipapà? Me lo mandi al festival senza copertina?"
"No, lui può girare perché è un personaggio pubblico e io idem come suo manager."
"Dimmi che stai scherzando. Ma pubblico di chi? Quello è solo uno che è il figlio di un miliardario, canta male, scrive peggio e ha pubblicato due singoli non in vendita."
"Si, ma io come titolare di Società di Edizioni musicali ho ottenuto la liberatoria che come personaggio pubblico può girare anche in questi casi."
"Senti, chiudiamo qui la telefonata che rischio di diventare sgradevole."

Postato da: replay a 15:51 | link | commenti (12) |

12/11/2005
Culo facile

Riecco quella sensazione che tutti ti stiano prendendo per il culo.

"Come se fosse facile convincersi a non ridere troppo di sé..."
                                            (Ivano Fossati, da "Lunaspina")

Postato da: replay a 23:25 | link | commenti (16) |

11/11/2005
Troia eccettera

Da tempo non capitava una giornata così di merda, in cui dalle piccole cose alle grandi non ce n'è una che va dritta. Stasera pretendo di essere risarcito almeno con un Sergio Muniz.

Sopra tutte, ho da poco in gola un paio di notizie molto difficili da digerire e da gestire in attesa preoccupata fino alla fine del mese, arrivate da casa dei miei (che almeno Elia riesca a sentirla, che non debba solo immaginare che cos'è la musica, non mi interessa se non sentirà la mia voce, sarei disposto a tacere per sempre purché lui possa sentire la musica).
Poi ho qui sotto sullo schermo del pc i primi effetti delle ennesime promesse non mantenute, con assoluta noncuranza, dai capi della mia società (ma "I problemi sono delle opportunità" ci diceva la splendida Francesca l'anno scorso ai corsi IED, quindi stasera comincio anche io a fare lo scorretto e a stampare i curriculum e fischiettando la settimana prossima li spedisco).
Eccetera eccetera eccetera. Almeno una decina di eccetera.
Piccolo gran finale di metà pomeriggio: adesso anche le idizie si mettono a remare contro. E' ora di merenda, quindi eccomi davanti alla macchinetta dei gelati. Premo sul pulsante del Solero all'arancia, quello che preferisco (anche perché è quello che ha anche meno calorie di tutti, eh eh...). Ovviamente scende un Cornetto Algida, bisunto già dall'incarto.
"Ma la troia!"
Sguardo di disapprovazione dell'ometto con il biscione dorato sul bavero che mi fuma vicino.
Mi mangio il cioccolato in alto, la puntina ripiena sul fondo e - altro sguardo di disapprovazione ancora maggiore dell'ometto con il biscione dorato sul bavero- con gesto sommamente soddisfatto infilo con decisione il cadavere monco del cornetto nella sabbia del portacenere, a sciogliersi lentamente.

Postato da: replay a 16:48 | link | commenti (7) |

10/11/2005
Minchia che nervoso

Penso ai C|O|D che non riuscivano a pubblicare "Preparativi per la fine", A PinoMarino che deve raggiungere un certo numero di copie (e io ce la metterò tutta come al solito per diffondere il suo verbo), a Maria Pieratoni Giua di cui mi dicono prodigi ma che ha arrancato e non esce ancora, a David Gray che prima di diventare il meritato milionatore di dischi che è ha fatto il cantautorucolo a cui tutti sbattono sempre le porte in faccia ...
Penso che rispetto il lavoro del Piccolo Panda in Mercedes, che sa che ha venduto merda, e penso anche che comunque ha fatto bene, visto che vendendola si è fatto più soldi in un meno di un anno di quanti ne farei io in dieci. Penso che però non rispetto proprio la merda in questione, visto che sa di essere tale anche se tirato a lustro, botulino, Porsche Cayenne, moroso che l'ha mandato dov'è a forza di milionate di euro e fintume etero (che tanto è il segreto di Pulcinella).
Penso che se davvero sentirò l'altra nuova merdina (artisticamente parlando, magari il Rospetto Rompipapà è anche una personcina a modo) che al festivalone emette una roba che si intitola "Le mie abitudini" "Stringimi", beh allora mi incazzerò come una biscia. E penso che, se mi continuano i buoni rapporti con il PPinM, l'anno prossimo giuro trovo i soldi, lo convinco e ci provo io e allora vediamo non solo chi merita di canatre e chi no ma chi ci perde meno dignità. 
Che poi tanto, se gli va bene, ce li ritroveremo tutti tra pochi anni a fare i naufraghi su qualche isola delle talpe o da Paolo Limiti a fare addormentare le vecchiette o direttamente dal dimenticatoio alla spazzatura. Spazzatura di cui tra vent'anni si riderà come si ride oggi delle meteore con le spalline imbottite e la carriera da sempre scaduta.

E non è rosa che cerchiamo non è rosa
e non è rosa o denaro, non è rosa
e non è amore o fortuna
non è amore
che la fortuna è appesa al cielo
e non è amore

Chi si guarda nel cuore
sa bene quello che vuole
e prende quello che c'è

Ha ben piccole foglie
ha ben piccole foglie
ha ben piccole foglie
la pianta del tè

               (Ivano Fossati, da "La pianta del tè")

(Penso anche che nelle ultime due settimane sono stato un po' puttana come lo sono ora, ma in modo diverso, a avere sbattuto fuori questo sfogo. Ma questo, come quello del post sopra, è un altro discorso e entrambi finiscono qui. Amen.)

Postato da: replay a 16:42 | link | commenti (4) |

08/11/2005
Per Marco perché

Il Cavaliere e Replay - Sanremo, 21 ottobre 2005

Perché è un bravo ragazzo, perché manda in lista le vignette di Ellekappa, perché ha degli avambracci da urlo, perché legge questo blog dal lavoro e io lo becco su ShinyStat, perché ama Berlusconi quanto me (cioè quanto io amo le donne e lui gli uomini  ), perché è un diggèi coi fiocchi, perché si ricorda di me quando sul bus sente Loredana che canta "Folle città", perché mi ha autorizzato a sputtanarlo mettendo questa foto che ci ritrae insieme, perchè ogni tanto chiude gli sms con "Mi manchi".
E perché oggi compie gli anni e mi va di fargli questa scemata di regalargli un post tutto per lui.La Papessa e Replay - Sanremo, 21 ottobre 2005

(...e perché ha una moglie all'altezza, una Madonna tonica e naturale in versione Tiburtina, ma con due occhi di mare e sempre un abbraccio per me.)

 

 

 

Postato da: replay a 14:27 | link | commenti (14) |

"Tanto ci potrai trovaree quiiii..."

(Nota, poiché so che più di uno non se n'è accorto: come sempre, ogni parola sottolineata nel post rimanda direttamente al relativo sito.)

Visto che se ne parla nei commenti a un paio post sotto e visto che ogni tanto qualcuno mi/si chiede che cos'è e com'è, voilà il pippone su Borgo (foto di Fabrizio Calzaretti), Blend (foto di Nacky), annessi e connessi. Già ne avevo parlato in altri post (questo e questo ad esempio). Comunque sul cos'è vi rimando al sito Join The Gap e il discorso è analogo per la serata Blend all'OndAnomala (dove ho perfino fatto il mio primo e unico strip! 

 

Onda - Blend (Foto di Nacky)

 

Premessa: non si vive di solo Pinter e Fossati, anzi! Come mi ha insegnato "Casa Howard" (per me libro e film della vita) l'equilibrio non significa misura, che quella porta alla sterilità, ma un continuo puntare in tutti i contrappesi che dobbiamo far convivere (appena posso recupero la frase esatta, che purtroppo non so a memoria). Quindi, tanto per fare un esempio, tra i miei cd preferiti ci sono quelli di Fossati e di Bosé, quelli della Goggi e dei C.O.D., quelli dei Massive Attack e Everything But The Girl e di Dalida. Non si puo' vivere solo di aragosta e caviale, ma è vitale alternare con polenta, funghi e cotechino (da bravo cremonese); in questo modo si gustano entrambi, la diversità e l'alternanza li esaltano.

Per quanto riguarda il Borgo e la serata Blend: in entrambi ci vado una o al massimo due volte al mese e restano, insieme al Lelephant, i locali dove mi trovo più a mio agio (cosa accaduta di meno al Binario 1, al Plastic, al G-Lounge e soprattutto al Ricci e al Billy, ma devo ancora provare il Glitter-Dalì che ha conquistato recentemente altri blogger e che ora è chiuso per ristrutturazione o si è spostato, non l'ho capito).
Join The Gap (Foto di Fabrizio Calzaretti)Al Borgo c'è talmente di tutto (dall'impiegato con polo e pantalone con la piega fino all'armadio con canottiera in metallo e tanga che esce dai boxer leopardati) che c'è posto per chiunque e quasi tutti sono meno (s)fatti che in altri locali. E anche la musica non mi dispiace, anzi: dalla commerciale/revival all'R'n'B, due salti si riescono sempre a fare (no house, per fortuna, che su un ossessivo unz unz unz unz unz unz si può solo zompare tipo scimmioni o, a meno di riuscire a estraniarsi e immaginare note autonome nella propria testa, si sclera dopo dieci minuti come succede a me). Quest'estate, poi, anche se era un po' più dispersivo, passarci la serata  mi è piaciuto ancora di più perché oltre alle piste con i due soliti tipi di musiche c'era anche tantissimo spazio per camminare, sedersi e chiacchierare ad un tono di voce normale... un mix fra un bar nel boschetto e una discoteca, insomma. Come ha ben detto un carissimo amico di Torino è "un luogo dove, se si vuole, si può guardare e farsi guardare": vi pare poco? Al Billy invece dovunque mi giravo mi veniva da distogliere lo sguardo! 
La riapertura invernale ha anche portato ampliamenti e miglioramenti e così gli spazi e la "viabilità" interna ne hanno guadagnato (devo verificare però che i pavimenti dei bagni siano ancora dorati, che altrimenti non gliela perdono).

La Cesira! (Foto di Nacky)Sulla serata Blend del giovedì all'OndAnomala, invece, rimando al sito che, nella "filosofia" e nelle foto, descrive meglio di qualsiasi mio commento lo spirito "etero-friendly" della serata. Citazione e baciamano d'obbligo almeno per la Cesira, supportata da degno staff, che dice pane al pane e cazzo al cazzo come forse dovremmo fare tutti più spesso. E riuscire a farlo nei modi e nei tempi giusti non è facile e per riuscirci bene come fa lei/lui, oltre alla professionalità, allo spirito e alla battuta pronta bisogna avere intelligenza e sensibilità. Tramite una piccola catena di amici comuni, in più di un'occasione ho avuto la dimostrazione che Eraldo (cioè la Cesira quando è totalmente maschia), anche smessi i panni scintillanti e la parrucca, è dotato di entrambi e "tutto questo è già più di tanto". (Un verso storico di Fossati e una show-drag, questo sì che è Blend!)

Epilogo: gli amici, anche non milanesi in visita per qualche giorno e anche etero, sono sempre stati più che contenti quando li ho portati all'OndAnomala il giovedì o al Borgo la domenica (ehm... cioè... un paio in effetti non ci metteranno più piede, ma altri ci sono tornati con tanto di morosa al seguito... ma forse è perché sanno che lei lì sarebbe meno "insidiata"  ). Quindi vale anche per i miei piccoli lettori: se passate di là fatemi un fischio, che "tanto ci potrai trovare qui.... con le nostre notti bianche ma non saremo stanchi neanche quando ti diremo ancora un altro sì..."

 

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07/11/2005
Dammi 4 parole

Indeciso fino all'ultimo, poi ci sono andato. Da solo.
Con la possibilità, nemmeno probabilità, di trovare qualche sorriso noto, ma ci sono andato. Da solo, appunto, e impegnandomi: "Dovrò pur riuscire a stare al Borgo almeno una volta per un'ora e mezza da solo, no?"
Tutto sommato ho fatto bene, sono tornato da poco più di mezz'ora. In auto riascoltavo i Baustelle e mentre camminavo dal box a casa non avevo una colonna sonora audio reale che mi cadenzava il passo, come piace alle gemelline del Borgo, ma mi ricantavo a mente l'ultima canzone sentita. Intorno solo il silenzio qualunque delle normali notti milanesi, con un paio di auto e il rumore di un camion dell'AMSA che raccoglie le foglie secche, e in testa si sono fermate e trasformate in mantra le quattro parole del ritornello: perfetto, estremo e poco consolatorio riassunto delle mie ultime ore. E forse anche spiegazione e origine degli umori dei miei miei ultimi anni.
"Estetica anestetica
provincia cronica"
         (Baustelle, da "I provinciali")

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