lettere da sopra il replay

I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.

Eccomi

Utente: replay
Nome: S.
Generosità in tensione, che solo in quanto corvo Joe a pedali torna indietro.

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28/02/2006
Rovinato dall'iPod

In bici pedalavo al ritmo de "I provinciali" dei miei favolosi Bau.
A Famagosta ho salito le scale e attraversato il parcheggio dei bus con una falcata che parevo Madonna coi tacchi che sfila, ma era colpa delle note di "Sorry".
Sceso dalla navetta, ho raggiunto l'ufficio sulle cadenze di "Fa chic". Mi veniva pure da scuotermi la chioma come fossi Marcella.
Il guaio sarà quando scaricherò sull'iPod (ebbene sì, io quoque) la nuova canzone sanremese della Oxa: rischio di fermarmi immobile e ieratico sulle scale mobili della metropolitana, a misurare a ampi gesti lo strano universo che mi circonda e di cui mi sento sempre meno parte...

Postato da: replay a 11:31 | link | commenti (4) |

24/02/2006
For the heart and nerve

Sono già sotto le coperte, con il pc sulle ginocchia a leggere qualche mail in arretrato. Ai piedi del letto, dal televisore mi arrivano le luci colorate di un distratto gala del pattinaggio su RaiDue, scelto tanto per avere qualche immagine gradevole oltre a delle musiche spesso improbabili. Mentre la medaglia d'oro Shizuka Arakawa danza penso "Ma io questa l'ho già sentita... non così, ma l'ho sentita... anzi la so!" E comincio a canticchiare "You raise me up", che ho nella versione originale, quella dei Secret Garden, con tanto di Liam O'Flynn alle uillean pipes e soprattutto con la voce d'angelo di Brian Kennedy, omone erotogeno per quanto un po' truzzo che canta da eonuco (comunque in assoluto una delle più belle voci al mondo).
"You raise me up, so I can stand on mountains
You raise me up, to walk on stormy seas
I am strong, when I am on your shoulders
You raise me up... To more than I can be..."
"You"? "You" chi?
"Raise me up"? No, no... niente "raise me up", stasera poi...
Rabbuiata la tele, realizzo che l'Irlanda è probabilmente il posto che amo di più al mondo e che tra i giorni più belli della mia vita ci sono i due che ho passato a Inishmore (dove ho comprato l'unico anello che porto sempre e che si vede qui in alto nello sfondo del blog). Nonostante ciò ci sono stato solo una volta, più di sette anni fa, e solo per undici giorni. In fondo da sempre corro dove non devo andare. E continuo a farlo. E' come se girassi intorno alla meta, tenendola sempre a portata di mano e di vista ma distraendomi a ogni vetrina dei saldi e a ogni richiesta di indicazione viaria che mi viene richiesta.
Volevo scrivere un curriculum, stasera, invece ho fatto un po' di chiamate, a pochi metri da qui e anche al di là dell'oceano. Ci ho guadagnato risposte sorprese e risposte mancate, ricordi di baci e promesse di abbracci... e come al solito senza rispettare i programmi eccomi a letto.
Mi vedo riflesso nello schermo spento del televisore, 35 anni che sembrano buttati via e invece sono solo buttati da qualche altra parte. Dove? E se fossero stati dove volevo, sarebbero stati al posto giusto?
Da piccolo parlavo come un bambino
e vedevo le cose con gli occhi di un bambino...
Ora che sono cresciuto parlo come un uomo
e vedo le cose con gli occhi di un uomo...


The Moon And St. Christopher


Wh
en I was young I spoke like a child
And I saw with a child's eyes
And an open door was to a girl
Like the stars are to the skies
It's funny how the world lives up to all your expectations
With adventures for the stout of heart
And the lure of the open spaces.

There's two lanes running down this road
And whichever side you are on
Accounts for where you want to go
And what you are running from
Back when darkness overtook me
On a blindman's curve.

I relied upon the moon
I relied upon the moon
I relied upon the moon and St. Christopher.

Now I've paid my dues 'cause I have owed them
But I've paid a price sometimes
For being such a stubborn woman
In such stubborn times
I have run from the arms of lovers
I have run from the eyes of friends
I have run from the hands of kindness
I have run just because I can.

Now I've grown and I speak like a woman
And I see with a woman's eyes
And an open door is to me now
Like the saddest of goodbyes
Well it's too late for turning back
And I pray for the heart and nerve.

I relied upon the moon
I relied upon the moon
I relied upon the moon and St. Christopher
to be my guide.
                 
(Mary Capin Carpenter,
                        
ma da ascoltare nella versione di Mary Black, spledida e dolcissima Mannoia d'Irlanda)

Ora spengo tutto, me la metto in cuffia in loop e spero di addormentarmi, presto.
Sognando di essere svegliato domattina da Armin Zoeggeler.

Postato da: replay a 23:19 | link | commenti (11) |

15/02/2006
Sette canzoni

Giammy mi ha coinvolto in questo suo post.
"Replay, che mi ha fatto innamorare di Patrizia Laquidara"
Ma perché mi punisci  per un merito che mi dici che ho? Va beh...
"Fate una lista di sette canzoni che al momento vi piacciono particolarmente, non importa il genere nè niente, devono solo essere canzoni che davvero vi piacciono. Postate poi il tutto assieme alle istruzioni nel vostro blog".
"Al
 momento".... ok, allora fotografo il momento.
(N.B.: Cliccando sopra i titoli delle canzoni si aprirà una pagina con il testo.)

* Ivano Fossati: "Denny" (I.Fossati- B. Cantarelli) *
Non mi ha ancora stancato, anzi. E la canto anche benissimo. Per AvreiVoluto: quasi quanto "Carmen"!

* Giorgia Fiorio: "Avrò" (Ferrato - Menegale - Soffici)  * Il mio 45 giri!
Mi hanno riparato il mangiadischi di quando ero piccolo e così la ascolto sul 45 giri dell'epoca (1983). Quando al Borgo l'ho risentita dopo circa vent'anni sono rimasto impietrito... troppi ricordi... e la sapevo ancora tutta. Ma tutta tutta tutta. E oggi che la Fiorio è diventata una dei più quotati fotografi italiani anche a livello internazionale, ritengo ancora che quella canzone sia irresistibile, perfetta su misura per lei e che la sua voce fosse bellissima. E - mi stupisco a scriverlo - lo era anche lei.

* Garbo: "Cose veloci" (R. Abate) * 
Vista su una VHS una decina di giorni fa una sua esibizione al Festivalbar '86, ho ritirato fuori un suo cd e "Cose veloci" ha ancora molto da dire, anche se ha 22 anni. Per chi non lo conoscesse, si sappia ad esempio che Garbo (AKA Renato Abate) è l'unico che insieme a Mimì e Fiorella ha vinto per due anni consecutivi il premio della critica a SanRemo ('84: "Radioclima", '85: "Cose veloci"). E ancora oggi la sua voce buia canta cose interessanti, solo meno veloci. Poi allora era un figoncino da paura e io cominciavo a capire da che parte stavo.

* Viola Valentino: "Sei una bomba" (R. Brioschi - R. Fogli - G. Morra) *
Merito di Paciugo che mi ha regalato un cd con le versioni originali anni '80 dei maggiori successi di Viola, che io invece avevo solo in nuove esecuzioni, piuttosto fedeli ma irrimediabilmente meno frizzantine.
"Festa, Festa, Festa...
Festa... Se ti svegli un mattino
e ti dorme vicino l'uomo giusto per te

Sei una bomba amore-re ma tu di che segno sei
non ti accorgi che mi piaci nella testa che cos'hai
Come faccio a dirti che più ti penso e più mi vai
se ritrovo il mio coraggio solo quando non ci sei
Sei una bomba e tu lo sai e fai il divo quando vuoi
lo sguardo un po' da duro dimmi non lo cambi mai
E comunque amore mio il sistema non lo so
ma son certa che con te  io prima o poi la spunterò.

Se mi ascolti fai festa..."

* Laura Pausini"Tra te e il mare" (B. Antonacci) *
Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Ebbene sì. Non mi dispiace. Il colpevole è Esteban, muchacho argentino che frequento via msn e telefonate da circa 6 mesi, ovviamente commesso e toh, occasionalmente modello... e indovinate di che parrocchia è!  Per Natale gli ho mandato un pacco con qualche regalino fra cui il live a Parigi della Laurotta Nazionale. A luglio sarà in Italia e sarà ospite da me (lui, non la Pausini!) e essendo un fan sfegatato della suddetta, mica posso farmi trovare impreparato, no?

* Rufus Wainwright: "Cigarettes and chocolate milk" (R. Wainwright) *
(Cliccate qui e godete; anche in versione scarnificata solo con piano e voce è una meraviglia, proprio nel senso di stupore, bellezza, straordinarietà.)
La ascolto spessissimo, ma è tornata nel mio lettore cd per questo post di Innismor. Rufus è secondo me uno dei 4 o 5 veri geni assoluti e completi attualmente presenti sulla scena mondiale e questa canzone, dal suo secondo album "Poses", è - insieme a "Lusitania" di Fossati che apre "Discanto"- il più bell'incipit di album mai realizzato. Che sia gay e molto carino stavolta è davvero del tutto ininfluente.

* Baustelle: "La malavita" *
Tutto il cd. Solo ogni tanto salto "Perché una ragazza d'oggi può uccidersi?". Per il resto sono sempre dell'idea che sia in assoluto il più bell'album di musica italiana uscito negli ultimi 4 o 5 anni.


Giammy finiva con:
"e indicate altre sette persone per scoprire che cosa ascoltano al momento."
Preferisco vivere. ;-)

Postato da: replay a 13:40 | link | commenti (30) |

14/02/2006
San Valentino, va beh

Le cure del SuperDottore Morfeo Il Magnifico hanno un effetto antidepressivo e addirittura "euforizzante" che dura ben più di qualche giorno, tanto più che comincio a considerare che siamo al quarto replay (al prossimo, li inserisco nel curriculum!). E non è per il caffé al cardamomo che ormai potremmo considerare un nostro "preliminare".

"Y por me parte sobra el arte
L
o que me das, dàmelo, y dàlo bien
Un poco asì, un poco a quién
Pero cuando tu boca me toca, me pone, me provoca
Me muerde y me destroza
Toda siempre es poca y muévete bien
Que nadie como tu sabe hacer... café
Morena gata, iay, me mata!
Me mata y me remata
Vamos p'al infierno
Pon que no sea eterno
Suave bien, bien...
Que nadie como tú me sabe hacer... café 
Y es que cuando tu boca me toca, me pone, me provoca
Me muerde y me destroza
Toda siempre es poca y muévete bien, bien, bien...
Que nadie como tu me sabe hacer... uh... café
Bien, bien, bien, bien, bien, bien... 
Bien, bien, bien...
Bien, bien, bien, bien, bien, bien... 
Café...
Bien, bien, bien, bien, bien, bien...
Café...
"
                 (Miguel Bosé, da "Morenamia")


Volevo andare di corsa in palestra ieri sera, dopo la sua visita; invece ho preferito spostare e ci andrò oggi dopo il lavoro, con più calma, fermandomi poi anche un bel po' al thermarium. Pur non fregandomene quasi niente di queste feste comandate, meglio passare la serata di ieri da casasingle a scrivere mail in Argentina, sparare cazzatine e consigli di cuore su msn e intanto vedere RIS (con tanto di Filippo Nigro in gran spolvero) senza nemmeno sistemare il letto prima di tornarci a dormire, piuttosto che stare in casa stasera, con San Valentino in agguato. E così mi viene in mente il 14 febbraio dell'anno scorso, con G., il suo libro con dedica, la cena e il mio boomerang...
"Quanto tempo sprecato
per riuscire a spiegarti
che ti amavo davvero..."
     (F.Ciani - F.Berlincioni - F.Fasano, da "Avrei voluto" per Anna Oxa e Fausto Leali)
E manco ci amavamo davvero...

Postato da: replay a 09:34 | link | commenti (14) |

07/02/2006
||

Un po' di quello che mi serve?

Solitamente il simbolo sul tasto è quello. Due astine affiancate. Io sono lì in mezzo, stretto. Troppo stretto. Premo pausa.

Per un po' penso che me ne starò al largo. E alla larga, anche da qui.

Nota 1: Essendo a casa mia, mi arrogo il diritto di decidere che magari domani sarò ancora già qui a leggere e scrivere stronzate.Più di un po' di quello che mi serve? Pausa è pausa, e stop è stop.

Nota 2: Essendo a casa mia, metto qui un paio di immagini a far da guardie custodi anche se magari si può pensare che non c'entrano niente.


(Ringrazio comunque  Morfeo il Magnifico per lo still life della prima foto, scattata stavolta con il suo consenso un memorabile pomeriggio di tre settimane fa.
E per la seconda grazie a mio nipote, da cui mi arriva il pupazzetto che aveva ricevuto doppio in regalo. Secondo me è proprio il Principe Azzurro. E lui ha già capito tutto.)

Postato da: replay a 01:26 | link | |

05/02/2006
Che Ivano che fa

Signore e signori, buonasera. Ma passiamo subito ai programmi della serata:

Stasera Ivano da Fazio su Raitre alle 20.10.


(...e almeno un altro volto a voi noto, confuso nel pubblico fra il manipolo di scemi con cuffietta di lana scura e occhiali da sole... , che non sembrerebbe ma sono quelli che si occupano del suo sito - quello aggiornato, completo, appassionato..)

Postato da: replay a 13:30 | link | commenti (12) |

04/02/2006
Denny

Lavo i piatti e intanto da dietro le spalle continua ad arrivarmi "Denny", ben più che per la centesima volta oggi. Da un paio d'ore è in loop e cerco, aspetto l'effetto "a forza di ascoltarla mi abituo così la pianta di infilarsi troppo in me". Fallisco, niente da fare. Questa va a finire con altre 4 o 5 tra quelle che mi commuoveranno sempre e comunque.
Seduto come al solito al tavolo in cucina, pieno di carte, scontrini, promemoria, in una mano la tazzina e nell'altra i fili tirati e smagliati dei pantaloni di un piagiamaccio, vedo intorno cose da cucire e stirare, pareti da finire di arredare e cose da fare per preparare una serata tra amici domani, mentre dal cellulare si illumina una manciata di sms a cui rispondere... E così (banale e patetico) penso che a volte son pieno di camicie e persone e abbracci intorno ma "nessuno sa e nessuno nemmeno capisce", penso che il mio letto ora è più sicuro ma più vuoto che mai, che la mattina mi bevo sempre la mia tazzona di thè e non c'è nessuno a cui portare un caffé d'acqua sottile. 

Ripetiamo insieme...
Ma tutto questo è già più di tanto.
Ma tutto questo è già più di tanto.
Ma tutto questo è già più di tanto.

 

"Denny"
                           (Ivano Fossati, Pietro Cantarelli)

Non c'è giustizia né pace
Qua intorno
Tutte le ore di un anno
E tutto il tempo del giorno
Io giù da un letto sicuro
Mi butto alle sei
Un caffè d'acqua sottile
Ti porto

Nessuno sa e nessuno
Nemmeno capisce
Nessuno vede l'amore
Nessuno lo intuisce
Io fra i tuoi occhi splendenti
Ci sto perduto nel mezzo
Se accendessi un'altra luce
Non la vedrei

Non c'è lavoro ne pace
Qua intorno
Non c'è futuro nè paga
Qua in fondo
C'è il mio capo al cancello
Che aspetta
Un'altra sigaretta
Poi vado

E lui di certo non sa
E di certo non capisce
Lui non lo vede l'amore
E nemmeno lo intuisce
Io fra i tuoi occhi splendenti
Sto perduto nel mezzo
Se si accendesse un'altra luce
Non la vedrei

Certi giorni non so nemmeno
Come pregare
Certe volte non so davvero
Cosa aspettare
Certe notti sono sicuro
Che sbaglio io
Toccami la mano e lo saprò

Non c'è giustizia né pace
Qua intorno
Tutte le ore di un anno
E tutto il tempo del giorno
Io giù da un letto sicuro
Mi butto alle sei
Un caffè d'acqua sottile
Ti porto, Denny

Nessuno sa e nessuno
Nemmeno capisce
Nessuno vede l'amore
Qualcuno lo intuisce

Sto tra i tuoi occhi splendenti
Perché l'attimo è ora
Toccami la mano e ti sentirò
Toccami la mano e capirò
Accendi quella luce e la vedrò

Postato da: replay a 00:39 | link | commenti (15) |

03/02/2006
"L'arcangelo"

Mi sono perfino preso un giorno di ferie. L'ho comprato alle 10.30 e da allora è nel lettore cd, con una pausa per vedere Fiorella che fa la sussiegosa da Augias su RaiTre.

Boh... un po' mi ha spiazzato. Dal primo singolo, dall'altra canzone e mezzo sentita in anteprima e dal testo letto di "L'amore fa" mi aspettavo il peggio, e invece ecco un bell'album. E un bell'album di Ivano Fossati, mica paglia.
Molto molto molto superiore a "Lampo viaggiatore", con "Il battito " che è un monumento scontroso, affascinante, superiore ma meno ruffiano di "C'è tempo", senza minuscoli lampi di talento immediato come "Cartolina" ma nemmeno senza canzoni da compitino inutile come "Ombre e luce" o impegnate/(s)forzate come "Contemporaneo" o "Pane e coraggio". E' un album molto spontaneo, uniforme, certo ispirato.

Suoni e arrangiamenti hanno poche novità, ma da Fossati a 50 anni ci dobbiamo aspettare novità in quello? Già una chitarra che richiama "La mia banda suona il rock" ne "L'arcangelo" è un sorriso sorpreso. Non è più l'epoca del Capolavoro Maximo "Discanto" ma è ovvio (e secondo me legittimo) che lo scopo di quest'album non sia la novità della ricerca sonora. E in effetti non ci sono nemmeno le idee del tour acustico, dove comunque era tutto a cura di Cantarelli che è lo stesso che qui si occupa degli arrangiamenti.

Non è (più) un Fossati che racconta storie allegoriche (come ad esempio "Terra dove andare") ma che ci fornisce direttamente le conclusioni ("Cara democrazia"), non più un Fossati che scava nell'essenza delle cose e dei sentimenti che lo tormentano o lo rendono felice, ma che racconta i loro effetti che vede intorno ("L'amore fa" ha davvero dei passaggi di testo molto imbarazzanti, ma la musica lo salva rendendola perfino gradevole; non sarà una canzone di quelle che seleziono appena infilo il cd nel lettore, ma non sarà nemmeno una di quelle che salto... e "Lampo viaggiatore" invece saltava che era un piacere).
Dopo il primo ascolto sono stato divertito da "La cinese" e rassicurato da "Il battito" e "Baci e saluti", che sono fossatiane fino al midollo. E tutto questo è già più di tanto.

Poi c'è "Danny", che ovviamente attendevo al varco.
(Dall'intervista su "La Stampa":)
D: "E' delicata «Denny», sull'omosessualità. Ma il cinema, e le leggi in alcuni paesi, l'hanno superata, non c'è più scandalo e vergogna. C'è ancora bisogno del pudore che lei racconta?
Ivano: «Magari la realtà è migliore del sogno di una canzone. Non ci sono solo le leggi, ma i sentimenti umani che spesso non si uniformano alle leggi. L'intenzione era che fosse delicata al punto da non aver bisogno di scomodare il termine "diverso" che non sopporto».
Un amico della mailing list del "nostro" sito ha scritto: "la didascalia tracima sulle intenzioni dell'autore, tradendole? era necessario chiarirlo? non si finisce per svalutare il valore intrinseco del pezzo? e poi, quante canzoni sono state scritte per amori gay e poi vissute dal fruitore della musica per amori non gay, e viceversa? l'etichetta gay/non gay può giustificare il contenuto, nel senso che sono diversi tipi di amore? o è amore e basta, magari atteggiandosi differentemente il rapporto con sè, l'altro, gli altri?"
Le canzoni non devono essere spiegate ma a volte contestualizzate sì. Qui si capisce da una sola parola di un solo verso che si parla di un amore tra due uomini, ma se non si dicesse o si capisse che si tratta di un amore così un paio dei versi più belli non avrebbero il senso, la poesia, la forza che hanno. "Se accendessi un'altra luce non la vedrei" ha quel senso perché è un amore gay, non perché è un amore clandestino qualunque.
E poi "Io giù da un letto sicuro": quell'aggettivo, Dio santo la potenza icastica di quell'aggettivo!!! Racconta, giustifica  e rivendica più di dieci
manifestazioni sui PACS!
Forse nel valutare questo album pago un debito di gratitudine artistica che ho verso Ivano Fossati come verso nessun altro, ma un aggettivo lo sa
infilare così solo uno su mille.
Anzi, solo uno come Fossati.

Bentornato Maestro.

Postato da: replay a 18:53 | link | commenti (4) |