I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.
(Y)MCO
Abragad(abra:-)
Ago in un pagliaio
AlBerté
Alle (oh oh)
Besto(fBakers)
Dispenser
Dodo
Dott. Senzalimiti
Eagle&hawk
Enrico Il Bianco
G(a)iammy
GattoVI
i in nz
Il Cavalieri
Il Principe
Il Re
Il Tequila
Il valore del Marco
io_lapprof & C.
ironicosclero
Isa Blog&Blonde
Ivano Fossati
L'invidiato EirKermit
La Marchesa
LarvOttimo
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Paciugo
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visitato *loading* volte
(A volte nella vita si cambia registro, improvvisamente ci si trova a viaggiare, un po' per volontà e un po' per costrizione, su un binario diverso affiancato a quello seguito fino a poco prima... )
"Difficile non è nuotare contro la corrente
Ma salire nel cielo
E non trovarci niente"
Vorrei avere la sua certezza di trovarci tutto, mentre io talvolta non sono più così sicuro e sono preso dallo sconforto di trovarci meno di qualcosa.
Era una delle persone che mi conosceva meglio, da un paio d'ore finalmente mi conosce anche per le cose che non potevo dirgli. Ma che non avrebbero intaccato il bene che mi voleva. Né quello che io ho voluto a lui.
"Difficile non è partire contro il vento
Ma casomai senza un saluto..."
(Ivano Fossati, da "Lindbergh")
Allora ciao, don Enos.
Ieri in palestra il festival delle cule.
Con una (quasi) new entry.
Oh, finalmente qualcuno di educato (cioè... più o meno... poco prima nella thalasso era stato ben poco conforme al galateo...
) Anche se aveva finito circa un quarto d'ora prima di me, infatti, era ancora appena fuori dal portone d'ingresso, lì che fumava. Sembrava avermi aspettato, così ci siamo presentati e fino a Piazza Piemonte abbiamo fatto due chiacchiere. E saluti...
Lui: "Ci ribecchiamo in palestra, allora..."
Io: "Sì, adesso vado a casa, mi faccio una bistecca e mi tuffo a letto..."
Spero sempre in fulminanti e liberatorie eccezioni, eppure ormai è così e non mi dispiace affatto.
Meglio una di più che una di meno,
ma soprattutto in prima battuta meglio una di meno che una di troppo.
(Questa me la segno, che mi piace proprio e me la tengo come motto. Finché non trovo Ivan Segreto che mi aspetta a sorpresa sotto casa, ovviamente.)
Stasera riparte una trasmissione che mi obbligherà a accendere il televisore in prima serata. A parte il festivalone, non accadeva da mesi.
Snobbate gli zigomi singhiozzanti di Spagna, i dreadlock di Simone Patrizi (ammesso che si sappia chi è), l'improbabilità del naso di Califano, il brizzolato Cloneey-style di Safina (un altro stranoto), l'inconsistenza prescindibilissima di Silvia Mezzanotte (ah, beh...) e dedicate tutto il vostro affetto a colei che iniziò a sospirare un decennio prima di Milène Farmer, colei che riuscì a cantare come se niente fosse dei testi improbabili (vedi sotto) facendo sorridere
senza far sghignazzare.
Spellatevi le mani per colei che sapeva di fare musichette popolari che non avevano niete da invidiare alle cagate di Gigi D'Alessi & Tatangele & Monie Russo & C., colei che si accontentava di fare compagnia a chi va in bici e a chi lava i piatti (mentre i tipi appena citati credono di essere "artisti"), colei che negli anni '80 era una donna splendida e sempre elegantissima, una vera trend-setter, e ancora oggi è una signora con un suo fascino maturo, che porta con naturalezza e convinzione qualche segno degli anni.
(Lo dico dopo essermela ritrovata a fianco l'estate scorsa alla Feltrinelli, durante lo showcase di Gennaro Cosmo Parlato; vedi foto.)
Insomma: a Music Farm Vote for VIOLA VALENTINO!
("Comprami" la sanno tutti, di "Romantici" avevo già parlato qui, nei commenti per i più nullafacenti ho trascritto qualche altro estratto meno noto. "Meno noto"... forse! E solo per ora...
.
Ah, ringrazio pubblicamente paciugo per il prezioso cd che mi ha regalato qualche settimana fa e che è stato indispensabile per la trascrizione dei testi, oltre che per la felicità delle mie orecchie.)
*** AGGIORNAMENTO ***
La lite fra Viola Valentino e Loredana Berté mi ha fatto male. Finora mi sentivo un po' Loretta Goggi dentro. Ora sono anche un po' Viola Valentino:
"Io a un certo punto le motivazioni della giuria non le ho più ascoltate. Io non ho le vostre voci. Però la cattiveria no, non me la spiego e non la accetto."
(VV ieri a Spagna, Jenny B e Silvia mezzanotte durante il serale di Music Farm.)
* Ho appreso da pochi giorni con sollievo la notizia che, dopo tanti anni di onorato ma ormai appesantito e malretribuito servizio, per queste elezioni la Corte d'Appello non mi ha nominato presidente di seggio. Così posso scrivere questo post inutile.
* Ho fatto il test (che è solo un test, ma ideato e redatto con serietà e quindi comunque più che interessante) che trovate cliccando qui e ho avuto la conferma che non è ben definibile a chi sono più vicino ma che è certo a chi sono più lontano.
* Ieri mentre ero in palestra l'iPod in modalità random mi ha regalato questa canzone (vincitrice dell'Eurofestival nel 1960). Mi è sembrata un ritrattino mica male di qualcuno, tanto che temo di avere dato uno spettacolino piuttosto divertente mentre facevo la Standing Gluteus a tempo di cinguettii e cesellature, che la Jacqueline Boyer è meglio dei passerotti di Biancaneve.
Tom Pillibi
Tom Pillibi a deux châteaux
Le premier en Ecosse
Tom Pillibi a deux châteaux
L'autre au Monte-Negro
Il a aussi deux grands vaisseaux
Qui vont au bout du monde
Chercher des ors et des coraux
Et le plus beaux joyaux
Il a d'la chance, Tom Pillibi
Et moi je pense que je suis son amie
Il est si riche que je l'envie
Il est si riche, sacré Tom Pillibi
Tom Pillibi a deux secrets
Qu'il ne livre à personne
Tom Pillibi a deux secrets
Moi seule, je les connais
La fille du roi lui sourit
Et l'attend dans sa chambre
La fille du roi lui sourit
Et la bergère aussi
Il a d'la chance, Tom Pillibi
Et moi je pense que je suis son amie
Quelle bonne étoile veille sur lui?
Quelle bonne étoile? Sacré Tom Pillibi
Tom Pillibi n'a qu'un défaut
Le mal n'est pas bien grave
Tom Pillibi n'a qu'un défaut
Le mal n'est pas bien gros
Il est charmant, il a bon cœur
Il est plein de vaillance
Il est charmant, il a bon cœur
Mais il est si menteur
Que rien n'existe de tout cela
Mais je m'en fiche quand je suis dans ses bras
Car je suis reine du grand pays
Où il m'entraîne, sacré Tom Pillibi
* Ho letto sul Corriere questa dichiarazione di Vladimir Luxuria (pseudonimo di Wladimiro Guadagno, candidato di Rifondazione comunista alla Camera) sulla lombosciatalgia che ha colpito Silvio Berlusconi nei giorni scorsi:
"Lo dico senza ironia e senza intenti provocatori, ma avendo sofferto anch'io di lombosciatalgia in passato, so che una delle cause principali è portare i tacchi per lungo tempo. Consiglio un periodo di riposo adottando delle scarpe più comode senza alcun tipo di rinforzo."
Standing Ovation.
P.S.: Qualcuno sa se anche i capelli posticci e il troppo make up possono avere controindicazioni? No, perché così lo mettiamo in guardia.
Io almeno mi limito alla linea Le Beau Male di Gaultier. Che magari non sarà di sinistra ma certamente è maschia. E ovviamente chic anche senza tacchi.
Il mio amore grande e piccolino oggi compie sei mesi.

In una notte -in quella notte - il suo arrivo mi ha insegnato più di quanto abbia imparato in 35 anni.
In sei mesi le sue presenze e il pensiero dei cammini che faremo mi ha fatto diventare più paziente, tollerante, esigente.
E soprattutto, almeno a tratti, felice.
Guai a chi mi tocca E l i a. E quelli come noi.
Ieri e oggi, almeno, ho ricevuto mail e sms interessanti.
1)
La S.V. è invitata alla presentazione del volume
"Dopo la mia stanza - Persone, habitat etc..." di G.
Tal giorno, tal ora, con cocktail - Triennale di Milano
Interverranno, oltre all'autore: Tizia , Caio e Sempronio
Etc. etc. etc.
Ora: si va alla presentazione del libro di una specie di ex con cui si è rimasti in sporadici ma decisamente cordiali rapporti? L'invito (arrivato anche cartaceo) è proprio "ad personam" o mi ha buttato a mucchio nell'elenco dei destinatari?
In effetti nell'aprile scorso in occasione del suo evento per il salone del mobile era stato impeccabile. E anche io.
Quello che non c'era mai stato era finito per quei bellissimi 8 specchi che tutti eravamo là a omaggiare... Mi aveva cagato educatamente, era sinceramente contento di vedere che ero comunque passato, ma poi dopo meno di due minuti era scivolato a salutare il gruppetto successivo che entrava. Giusto, ma ma non ci ero rimasto troppo bene, sinceramente.
Questo Natale si è messo a disegnare collane e ne ho acquistate due (per mamma e sorella, poi quella per la mamma me la sono tenuta io e la metto al polso come bracciale a 5 giri, ma è un particolare trascurabile
). Sorprendendomi, davvero spiazzandomi me ne ha anche regalata un'altra, realizzata apposta per me. Secondo me della mia assenza anche stavolta manco si accorgerebbe, però magari ci guadagno... che so... una piastrella o una maniglia o male che vada una caipiroska. Ma sì, mi sa che ci faccio un salto, devo solo trovare qualcuno che mi accompagni.
Poi volete mettere quanto fa chic fare l'ex-marito dell'autore, quello che un po' distaccato ma ancora tanto caro e corretto presenzia agli eventi mondani dell'uomo con cui ha condiviso poco più di un battito di ciglia?
2) Da qualche migliaio di km di distanza mi arriva una mail che mi ringrazia per un pacchetto che è giunto a destinazione nell'altro emisfero dopo avere attraversato l'oceano. E la mail bastardamente finisce con:
"BENE ADESSO É TROPO TARDE DEVO ANDARE A DORMIRE PER CHE DOMANI DEVO LAVORARE E MOLTO SE POSSO TI CHIAMO
ALTRA COSA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
MOLTE GRAZIE PER IL REGALO DI LAURA PAUSINI PERO
MOLTEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
TI VOGLIO DA VERO BENE
UN BACIOOOOOOOOOOOOOOOOO MOLTO GRANDEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
UN BESOOOOOOOOOOOOOOOOOO MUY GRANDEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
S.!!!!"
Qualche sera fa eravamo anche in chat&cam su msn, visto che come al solito il lunedì il suo show room è chiuso. Che effetto vedere qui il buio e là il sole, io col pigiamone e lui in smanicato, jeans strappati e scarpe senza calze, io in casa con sullo sfondo dell'immagine in cam i piatti da lavare e lui con i vari passaggi dei clienti dell'internet point in cui era. Uno straniamento bello ma che mi ha disallineato e lasciato appeso e proiettato a una mezza inquietudine.
Tra poco più di tre mesi dovrebbe arrivare, un po' son contento (anzi, lo sono davvero moltissimo) ma un po' temo il prossimo fine giugno: spero solo di non cascarci come una pera cotta (per quello che vedo e per come oramai dalla scorsa estate lo sto conoscendo le premesse ahimé ci sono tutte). Uff...
E poi è che chiunque mi salutasse augurandomi una buonanotte così e in uno spagnolo liquido e musicale, come ha fatto lui chiamandomi al volo transoceanico sul cellulare, potrebbe poi farmi fare qualsiasi cosa:
"no te demores que la noche es un vaiben
donde se pierden los sonidos de tu piel
no te demores por que el angel de la soledad
se muere de silenzio si no estas"
3) Un mese fa scarso mi era arrivato un altro sms extracontinentale, dal superdottore turista in Australia:
"che bella l'estate! saluti dall'australia in una stupenda notte piena di zanzare... :-)"
E ora:
"Sono tornato, SIGH! Tutto bene, S.? Che mi racconti? A che ora torni a casa quest'oggi? :-) Morfeo"
Uhm... se tornassi all'orario solito non sarei a casa in modo da coincidere con la sua pausa fra il turno diurno e la guardia notturna.
Devo inventarmi un motivo da scrivere sulla richiesta di permesso da mandare ai capi.
Ecco, "Visita a domicilio" mi sembra perfetta. Anche perché dopo le sue visite mi passa sempre tutto, infatti. 
Milano, Feltrinelli di Piazza Piemonte (MM1 Rossa Wagner, tram 16, bus 61 e 67):
*** Oggi Mercoledì 8 marzo, ore 18.30:
E' da vedere anche se sta zitto, giusto per bearsi di quegli avambracci. E comunque la canzone di Sanremo è stata una delle migliori del festivalone.
Io ci sarò, perchè voglio appurare live se proprio gli somiglio: domenica al Borgo per la terza volta mi hanno scambiato per lui. In effetti qualcosa in comune con il Marione ce l'ho... ma solo qualcosa... Detto questo, metto la mano sul filo di perle e signorilmente reprimo la voglia di spettegolare.
*** Domani Giovedì 9 marzo, ore 18.30:
"La malavita" è il più bell'album di artisti italiani che io abbia sentito fra le uscite degli ultimi 4 anni almeno etc. etc. Sui favolosi Bau ho già detto di tutto, di più e più volte (qui e qui, ad esempio).
Se stavolta non riesco a farmi fare gli autografi mi incazzo. E mi raccomando, il dress-code è il solito: per tutti aria snobbish e sorriso vago e un po' annoiato, poi giacca nera smilza e cravattino per gli uomini e abitino "late sixties" per le donne (quelle biologiche
, intendo).
"E l’amore l’ho lasciato
Morto
Marcio
Disperato
Nero
Ero
Coca
Fa lo stesso
Faccio sesso col revolver
Sparo
Giuro"
(Baustelle, da "Revolver")
E infatti un minuto prima di mezzanotte ero già via, fratellastro sfigato di Cenerentola.
"... con una Bic profumata
da attrice bruciata
«La guerra è finita»
scrisse così...."
(Baustelle, da "La guerra è finita")
Questo mi verrebbe da scrivere mentre inarco un sopracciglio, questo scriverei... se non fosse che questa non è una Bic profumata ma è la tastiera di un computer, se non fosse che ci vorrebbero il coraggio e l'irresponsabilità che (per grazia ricevuta) non ho, se non fosse che domani mi aspetta un lavoro di merda con dei colleghi di merda in un posto di merda ("Non sono una signora..."
), se non fosse che ho già pronta una camicia nuova inutilmente bellissima con cui specchiarmi nell'ascensore.
"Voglio essere ricordato
nella prossima era
come un glaciale geroglifico
come un bassorilievo
come un graffito inesplicabile
perché del tutto inutile..."
(Ivano Fossati, da "Il battito")
Come due veri omaccioni di fatica che parlano di calcio & motori & veline tettute, mentre traspostavamo i suoi mobili più grandi dal box al primo piano Manu mi raccontava delle sue avventure con superdotati in Germania e io invece un po' amaramente censivo la mia ultima prestazione di un certo tipo allo scorso luglio.
Quindi stasera al Borgo metto questa maglia.

(Nel caso non si legga bene, preciso che attorno al disco centrale in paillettes c'è la scritta
'80 VOGLIA DISCO PARTY
e non penso proprio che il doppio senso nelle intenzioni degli stilisti fosse involontario.)
Chi ha occhi (e qualcos'altro
) da intendere intenda.
Il film della mia vita (Troppo enfatico, anche se vero. Rifaccio.)
Se c'è un film per me, allora è "Casa Howard", che poi mi ha portato a leggere e rileggere il libro di Forster. Il motivo è in questa manciata di frasi:

"Ad ogni svolta del discorso ci si trovava di fronte alla realtà e all'assoluto.
L'uomo d'affari, il quale presuppone che questa vita sia tutto e il mistico, che ne asserisce la nullià, non riescono, ciascuno dal canto suo, a cogliere il vero. La verità, essendo viva, non sta a metà strada di nulla. Bisogna soltanto trovarla con puntate continue in entrambi i regni e, sebbene la misura sia il segreto ultimo, sposarla all'inizio significa assicurarsi la sterilità."
(E.M. Forster, da "Casa Howard")
Tengo da sempre il piede in due scarpe: la mia sensibilità e la mia razionalità. Una fatica. Così ormai la ricerca e il mantenimento di questo equilibrio fra "sense and sensibility" sono il mio impegno principale e quelle parole di Forster illuminano i miei dubbi e le mie scelte.
Cerco sempre di riaggiustare il peso di tutto quello che può farmi sbilanciare troppo.
E se so che non ce la posso fare fuggo.
Il dramma avviene quando non riesco a fuggire.
Il rischio, pericolo e vantaggio, è che talvolta da me fugge chi questo equilibrio non l'ha.
Questo pensavo mentre correvo verso la navetta e riordinavo le cose da fare prima di andare stasera, ovviamente da solo, al concerto di Pino Marino.
Questo pensavo mentre correvo e ascoltavo Mary Black cantare, dolcissima, e io con lei a bassa voce...
"I have run from the arms of lovers
I have run from the eyes of friends
I have run from the hands of kindness
I have run just because I can."
(...sempre da "The Moon And St. Christopher" di Mary Chapin Carpenter)
"...ho attraversato il vento
ma non ho mai capito
chi per amore insegue
e chi invece va inseguito
io corro perché solo così posso
lasciarmi indietro il dubbio
e dal manubrio riconosco
il punto livido del mondo
e un uomo è piccolo
come piccolo son'io [...]
quello che vedi lampeggiare
non credere sia il mare
non passa mai la vita intera
sotto il traguardo provvisorio di una sera
tu fa attenzione ad ogni curva a ogni discesa
io sarò sempre al centro esatto della strada
in equilibrio sulla riga
che divide in due metà la vita mia"
(Pino Marino, da "L'uomo a pedali")
Pino Marino è uno della manciatina di artisti italiani che sullo scaffale dei miei cd sta sulla mensola dei preferiti. A Mdi2 che, quando ne avevo parlato circa tre mesi fa, mi chiedeva "Che genere fa?" rispondo che applica l'ironia elegante di Gaber alla rabbia civile di Guccini, la poesia concreta di Fossati alle parole che giocano al limite del surreale di Bersani... e il suo grande pregio è che li affianca tutti senza sostituirsi a nessuno. E' naturale ascoltare qualcosa di nuovo e cercare rimandi, ma il bello di Pino Marino è che ha comunque uno stile ormai tutto suo, anche quando propone cover: al termine del concerto non poso più fare a meno di aspettarmi, necessaria come il caffé che non cambia la sostanza del pranzo ma che se non ci fosse non sarebbe la stessa cosa, la "Piove" di Modugno che Pino canta in piedi sullo sgabello rosso, lasciando penzolare il microfono alla fine...
Avrei altro da dire sulla solitudine ipnotica e remissiva di "Centrifuga e risciacquo", sui pentimenti militari di "Caporal maggiore", sulle sue tipiche ripetizioni che si esaltano in "Canzone numero 8", sullo scenario surreale nel ristorante cinese di "L'acqua e la pazienza", sul ritratto perfetto che fa di me in "L'uomo a pedali"...
Invece invito tutti a dare direttamente fiducia a un suo album, uno qualsiasi, e i milanesi e limitrofi a venire a goderselo domani sera alle 22 alla Salumeria della Musica (Via Pasinetti 2, angolo via Ripamonti - Milano ; tel. 02.56807350; ingresso 8 euro).
Io ovviamente ci andrò a pedali, togliendo la giacca smilza che veste i miei concerti dei favolosi Bau e infilandomi jeans a caso e cintura con strass, come quando l'ho incontrato l'ultima volta in ottobre al Tenco...

"Senti, se quando vieni a sentirmi ti vesti così, con 'sta cintura, ti chiamo sul palco!"
(Pino a Replay)
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
Postille: trascrivo le mail di due amiche a proposito di "Acqua, luce e gas". Lo descrivono bene anche come persona. Perché Pino Marino è anche un artista a cui poi vuoi bene quanto alla sua musica. Cioè tanto.
Da: mariapaola
Inviato il: 03/11/2005 16:09
Oggetto: Pino Marino Acqua Luce e Gas
Mi hanno regalato, giorni fa, in anteprima, un piccolo oggetto quadrato con dentro un piccolo oggetto rotondo apparentemente innocuo.
Ci sono dischi bellissimi che capitano nel momento sbagliato.
Ci sono dischi sbagliati che capitano al momento giusto.
Dischi improbabili che al momento non significano niente ma che probabilmente scoprirai soltanto molto tempo dopo.
Per me un disco è bello e vale molto di più quando è la prima cosa che infili in borsa - anche prima delle chiavi di casa - per portarlo con te ovunque. Quando, uscendo dall'ufficio, è la prima cosa da mettere in borsa per essere sicura di poterlo riascoltare a casa. E vai avanti così - un mese? due? - fino a che diventa un po' del tuo quotidiano, un fotogramma, l'ora e il qui di un preciso momento di dentro che così poco ci piace che si veda da fuori...
Acqua Luce e Gas è, per me, sicuramente tra questi.
Forse perchè ha la discrezione di un momento molto personale, l'ironia di un passaggio di tempo molto collettivo.
Forse perchè ti ricorda che si può fare ottima musica anche solo con il buon senso del gusto e della misura.
Perché dietro alla semplicità degli accordi ci leggi ancora il candore di chi la musica la pensa, la scrive e la fa con l'entusiasmo e la voglia di farla.
La direzione artistica è di Andrea Pesce (e sua, tutta sua, la magia e la leggerezza del pianoforte) e di Pino Marino.
Da domani, 4 novembre, lo si può finalmente trovare in vendita in tutti i negozi. E ne sono così felice perchè non ha senso avere tra le mani qualcosa di bello e non avere nessuno con cui parlarne.
mp
Da: Giorgia
Inviato il: 03/11/2005 19:59
Oggetto: Re: Pino Marino Acqua Luce e Gas
[cut]quel che a me vien da dire è che, per l'ennesima volta, il buon pinuto spiazza chi s'aspettava da lui una certa cosa, facendo tutt'altro.
perché di tre dischi marini, non ce n'è due che s'assomigliano;
eppure tutti rispecchiano quel che il follettino romano è.
cioè un po' matto e un po' precisino, un po' estroverso e un po' intimista, un po' arrabbiato e un po' dolce, un po' scarno e un po' esagerato, un po' simpatico e un po' ispido, un po' cazzone e un po' profondo...
un vivido concentrato di stimoli che complessivamente (perché a ben guardare in ognuno c'è tutto):
_nel primo disco ("dispari" 2000) avevano veste elettronica, colore cupo, spigoli acuminati e fiato metallico
_nel secondo ("non bastano i fiori" 2003) erano il contrario, tutti sparati su chitarre acustiche, col sorriso spalancato, la voce chiara e alta
_nel terzo ("acqua luce e gas" 2005) si presentano morbidi sui tasti, gentili, dolci, quasi timidi se non fosse che, anche quando canta a bassa voce, pino non le manda a dire e per quanto sul filo della metafora, del carillon circense fra suono e significato e ritmo, le parole filano diritte.
questo album è pino che ha scelto un'altra idea ancora, un'altra voce ancora, "una volta ancora una volta ancora", nella misura che sta in mezzo fra i puntuti primo e secondo disco: se nel primo non riusciva a stare fermo e passava da un angolo all'altro della stanza, nel secondo aveva aperto la finestra e aveva raccontato con le braccia aperte dal poggiolino, stavolta s'è come seduto sul divano, e con le sue scarpine rosse e quel musetto impertinente, ci chiacchiera cogli occhietti sempre luminosi ma parlandoci più tranquillo, sempre con contenuti e sua originalità, di quel che ci circonda tutti i giorni. Fra un sogno e una realtà.[cut]