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I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.

Eccomi

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Generosità in tensione, che solo in quanto corvo Joe a pedali torna indietro.

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30/04/2006
Never gonna stop

(Aggiornamento notturno in fondo.)

Ieri ho finalmente ribeccato il solito manzetto del sabato alle 16 in palestra, che visti i miei ultimi weekend sempre dai miei non vedevo da un mese e mezzo. Distoglie sempre lo sguardo, ormai, l'avevo subito catalogato della specie "guarda che sono culo ma solo se lo sei anche tu, e comunque meno di te". Ma tanto quello che dovevamo sapere di noi, centimetri compresi, lo sappiamo già dalla seconda volta che ci siamo incontrati nelle docce cinque o sei mesi fa.
E allora stavolta mi sono fatto diretto, l'ho toccato su una spalla e l'ho salutato in sala attrezzi. Era sorpreso di tanta audacia (si fa per dire) da parte mia, ma si vedeva che essere riagganciato tranquillamente con un sorriso e un saluto non gli è dispiaciuto. E nel thermarium e nelle docce infatti mi ha premiato.  Che mica è culo meno di me, anzi; e se non ricordo male aveva anche cominciato lui...
Ieri, poi, complice pure la pioggia imprevista che ci ha sorpreso sotto il portone mentre uscivamo, ne ho approfittato: "Dai, almeno presentiamoci..." Tanto io nome e cognome li sapevo già, eh eh eh... Quattro chiacchiere e alla prossima, che mi ha detto il suo calendario di allenamento settimanale. Olé.

Nonostante ciò sono di umore nerissimo, peggio di lui. Un po' perché ormai sono sempre incarognito congenito, poi perché essendo un bravo single gay trentacinquenne a Milano per il ponte, come ti sto passando questi tre giorni? Ma nel cambio armadi con inventario parziale (ne è emerso che sono malato, ma davvero, di sindrome da acquisto compulsivo) e nella sistemazione e pulizia minima di casa, che altrimenti lui, che stanotte dormirà da me, non avrebbe dove stendersi.
Però poi tra poche ore almeno esco.
Avevo scritto qualche post fa che per un (bel) po' me ne sarei stato alla larga dai già pochi (3-4) locali gay dove mi piace stare.  E invece appunto stasera ci sarà l'eccezione per incontrare alcuni amici in trasferta dall'Emilia al Borgo complice il ponte (e da là arriverà anche una specie di ex, che - a parte uno - alla fine rimaniamo in ottimi rapporti, e devo ancora capire se è un bene o una me o una coglionata).

Dicevo che ho l'umore nerissimo. Per fortuna ho già deciso cosa mettermi, tranne un dubbio sulle scarpe e sulla cintura che risolverò in sede di vestizione, altrimenti tirerei il pacco a tutti e pace amen. 
Va beh, quasi quasi prevengo l'ennesimo scazzo e mi metto al collo il cartello di cui scrivevo poco sotto nel post di tre giorni fa: "Non me la tiro, anzi: sono solo timido in queste cose, ho il complesso del brutto anatroccolo e non faccio mai il primo passo. OK?"
Spero di riuscire a togliermi entro le 20 quest'aria di chi ha intenzione di mandare affanculo tutti. Like it or not.

"I’ll be the garden, you’ll be the snake
All of my fruit is yours to take
Better the devil that you know
Your love for me will grow
Because

This is who I am
You can like it or not
You can love me or leave me
Cause I’m never gonna stop, no no no"
                                   (Madonna, da "Like it or not")

Ecco, nonostante tutto I’m never gonna stop, no no no

 

*** AGGIORNAMENTO ***
(
Ore 5 e venti scarse, due parole prima di tuffarmi nel letto senza nemmeno rimettere le lenzuola tolte stamane per il bucato.)

E invece no, non ho mandato affanculo nessuno. Anzi. E' stata una delle serate in cui mi sono divertito di più degli ultimi anni. (Per la cronaca vi rimando alla lettura di questo post. Scelgo il suo perché lui secondo me è un po' la mente occulta della faccenda e poi da lì ci sono i link a tutti gli altri).
Il che conferma che mi faccio le paturnie.
Il che conferma che come mi sono proposto starò alla larga dai locali per un po', perché spesso ci andavo tanto per andarci, mentre invece alle serate, anche alle più kretine, bisogna dare un senso. E la compagnia di stasera di senso (e sensualità, cari miei, ah sì ) ne aveva da vendere.
Il che conferma che a volte non sembro proprio una persona seria, che certa gente di 35 anni per fare e per regalare un mezzo sorriso agli amici non dovrebbe ricorrere a mezzucci come svelare uno smanicato con cravatta incorporata con un colpo di giacca e via. E nemmeno ballare "Hang up" sotto gli occhi di un tentato-ex, pure lui in trasferta emiliana, come se si fosse il fratello scemo di Madonna.
Il che conferma che certo domani la pagherò, pensando che ho esagerato e che chissà che smorfie facevo ballando o cantando e che forse se mettevo dei jeans più larghi mi facevano meno il culone. E poi penserò che ho esagerato con le paturnie e che sono una palla...
Il che conferma che "gli uomini non cambiano" e io non sono un'eccezione, tantomeno eccezionale:
"This is who I am
You can like it or not
You can love me or leave me
Cause I’m never gonna stop, no no no"

Postato da: replay a 16:21 | link | commenti (7) |

29/04/2006
Spedita stanotte, alle 3.20

(Versione politically correct)
Egregio Onorevole Guadagno,
mi complimento con lei per la sua elezione alla camera e le auguro sinceramente buon lavoro.

(Versione meno correct ma più trasparente)
Prezioso Vladimir,
appena potrò ti scriverò un messaggio più completo. Intanto ci tengo a dirti una cosa proprio già oggi (visto che è notte, facciamo che è ancora il 28 aprile). Sapendo che entravi in Parlamento a rappresentare molti italiani che ti hanno eletto e vedendo alcune tue brevi interviste ai vari telegiornali oggi mi sono sentito davvero orgoglioso di essere italiano, ed era da molto che non succedeva. Mi sono sentito partecipare alla gioia che ti si vedeva cucita addosso come l'ottima giacca che indossavi :-) e non ti nascondo che mi sono commosso, silenziosamente e sorridendo.
Grazie davvero, grazie.
In bocca al lupo e buon lavoro!
S.

 

Postato da: replay a 14:43 | link | commenti (5) |

27/04/2006
Giornata maschia, ieri.

1) Mentre attendo di arrostire sul lettino al solarium in centro dove vado ogni tanto, quell'armadio del titolare illustra i vantaggi del trucco permanente a una cliente. Finendo con "Fa un po' male solo se fai la riga agli occhi... ma ne vale la pena, vedi, guarda me che l'ho fatta!" 
Nuovi, affascinanti, inquietanti scenari si aprono al mio orizzonte.
2) Ho la schiena abbastanza pulita (nonostante tutto, ho ancora più capelli in testa che peluria sui lombi), ma visto l'avvicinarsi dell'estate ho pensato di farmi cerettare sul retro per la prima volta. Dolore sopportabilissimo, così con l'estetista si parla del concerto di Madonna, del rosa shocking delle mie calze Gallo che le sembrano gli scaldamuscoli della Ciccone, del fatto che (E BASTA! con oggi siamo a 4 volte in due mesi, una decina di giorni fa era presente anche
lui) quando mi ha visto entrare ha pensato che fossi Mario Venuti. "Mi è sempre piaciuto... ma si dice che è gay!" Io "...e per fortuna sì!" Ecco, magari potevo simulare almeno un minimo di eteraggine!
P.S.: Per i Madonnari: Matteo è una conoscenza di più di due anni fa. E' uno dei ragazzi più divertenti che abbia incontrato in chat, forse l'unico che può dirmi che sono "favolosA" facendomi solo sorridere e non incazzare. C
liccando qui trovate il suo sito su Madonna, un vero spasso da vero malato (guardate la sua collezione di picture disc). Pare anche che sia stato anche uno dei primi al mondo a mettere on line l'anteprima di "Hang up". E ogni mercoledì si può scaricare una chicca rara!
3) Alla FNAC non mi sono lasciato scappare il "Greatest Hits" di Paola & Chiara. Come dicevo, per un paio di mesi ho deciso di star lontano da Borghi, Lelefanti e Onde, con l'eccezione di domenica prossima al Borgo con
lui, lui, luilui, forse anche lui e perfino lei. Mica mi posso impappinare sul labiale di "Vamos a bailar", no? Che poi se incontro ancora Chiara all'Esselunga almeno non mi faccio cogliere impreparato.
4) Almeno un paio di occasioni di broccolaggio, ovviamente perse, sia all'angolo di Montenapoleone sia alla PAM vicino a casa, ma la prossima volta metto un cartello tipo uomo-sandwich: "Non me la tiro, anzi: sono solo timido in queste cose, ho il complesso del brutto anatroccolo e non faccio mai il primo passo. OK?"
5) Ce l'abbiamo fatta a fasarci: io e
lui siamo riusciti a andare in palestra insieme. Lui che racconta degli sms a Milly Carlucci, io che gli faccio i quiz su chi dei presenti è dei nostri, lui che mi mette l'asciugamano al collo imitando la Berté che mette il foulard a Fiorellino a Music Farm e poi se lo striscia dietro di sè come fa Naomi quando struscia l'impermeabile sulle passerelle dopo esserselo tolto, nella thalasso noi che spettegoliamo sui blogger e sulla Mannoia e su tizio che sta con caio mentre al mio fianco c'è uno dei frequentatori del Borgo...
In palestra la mia reputazione maschia è andata a farsi friggere. Finalmente.
6) All'uscita
lui mi aspetta per una birra e un gelato, come da accordi. Non ci si vedeva da 4 o 5 mesi e mi consegna il regalo di Natale, mentre io gli avevo masterizzato lo steso cd che gli avevo già dato... va beh, invecchio e ora ho anche la memoria corta! Spacchetto e vado in brodo di giuggiole, dando perfino un bacio all'oggetto e attirando qualche sguardo mezzo distratto e mezzo stupito: incorniciato e sotto vetro, il 45 giri di "Maledetta primavera". So' soddisfazioni, signora mia.
7) (Della serie: "Ma non ero l'uomo che non vuole chiedere mai"?) Nemmeno 10 minuti di bici e sono a casa. Mentre salgo le scale il random dell'iPod mi frega: "Lunaspina".
Non vale.

"...e mi fido facilmente delle ombre via via
che riesco ad essere assente e a non cercarmi compagnia
e di notte sento bene i ritmi del mio stesso cuore
e le voci di una casa non s'imparano mai.

Ho un lavoro quì vicino il mio lavoro non mi piace
perchè mi consuma gli occhi e poi mi mangia le giornate
e in tutto questo non vedere in tutto questo non ricordare
in tutto questo non amare io sono qui che vivo   [...]

Come se fosse facile convincersi
a non ridere troppo di sè..."
                                
(Fiorella Mannoia, da "Lunaspina" di Ivano Fossati)

E anche a non piangere troppo di sè, come si fa a convincersi?

Postato da: replay a 15:22 | link | commenti (10) |

21/04/2006
6.8.2006.21.30.S04C.63.28.29.195.49

In culo ai lupi e pagando uno sproposito, ma:

Prima che lei vada in pensione
Prima che io non abbia più l'età per lo smanicato

ci sarò.

  

Postato da: replay a 11:25 | link | commenti (24) |

19/04/2006
Alternative

(Attenzione!!! Questo è uno dei post più inutili della storia di questo blog e è di rilevanza meno che nulla, ma avevo mezz'ora giusta di cazzeggio alla scrivania...)

Anche ieri sera la mia palestra si è confermata gayamente colorata d'arcobaleno. Martedì scorso, solo contando quelli "accertati" (per ammiccamento e/o attaccamento di bottone con conseguente rivelazione, per manifesto tentativo d'abbordaggio o perché visti anche al Borgo, al Lelephant o al Binario) si poteva mettere in piedi addirittura una squadra di calcio; se contavo i sospetti ci si faceva anche la panchina delle riserve. Ieri sera forse qualcuno era via in vacanza, forse qualcuno era troppo interessato alla partita (uhm, poco probabile  )... comunque non mancavano. E così negli ultimi mesi vado in palestra sempre più volentieri, almeno nel mio caso si fanno più incontri là o in giro che nei locali (ci ho meditato sopra, su questo fatto, e ci dedicherò magari un post a breve).
Nonostante ciò domani sera però probabilmente salterò e sposterò l'allenamento a venerdì o ci andrò più tardi del solito. Non lo farò nemmeno a malincuore, visto che sostituirò il frociame ginnico con quello baraccon-cultural-musicale.

Giovedì 20 aprile 2006 - ore 19,00
Libreria Babele, via San Nicolao 10 - Milano (MM1 e MM2 Cadorna)

“IL MARTIRIO DI SAN REMO”
Presentazione del CD e concerto del coro “L'Ottava”,
 diretto da Denis Gaita

Una serie di variazioni affettuose e irriverenti su canzonette famose che hanno segnato epoche e cuori. Crediamo che la musica sia una faccenda molto seria, e proprio per questo scommettiamo di poterci giocare come con un balocco simbolico, per farne emergere valenze inaspettate. Succede già così, d’altronde, quando ci ricanticchiamo nella mente uno strazio di Verdi come un valzerino o una melodia di Puccini come una canzonetta. Proprio in questa atmosfera di gioco semiserio, può succedere che Se perdo te diventi un madrigale di Monteverdi, Renato una fuga bachiana, Azzurro un canone, Un’estate al mare una melodia arabo-napoletana, Pensieri e parole un fugato beethoveniano, e così via. Ma anche peggio: che la “primavera maledetta” diventi parrucchiera, che Montagne verdi si intrecci con Tapim tapum, e che Minuetto si trasformi in una sinfonia sconcertante per soprano di coloratura e coro. A tutti coloro che sanno giocare con la musica, proprio perché è un affare molto serio.

Mi sa proprio che dovrò farci un salto: quando c'è di mezzo "Maledetta primavera" la faccenda si fa importante e io non posso certo mancare.
(Se qualche altro milanese pensa di passarci mi faccia un fischio. Ricchi premi e cotillons.)

*** AGGIORNAMENTO ***

Mi sono fermato 10 minuti scarsi, comprando il cd tanto per fare un'offerta alla ONLUS. Come dire? Con rispetto parlando: 'na strunzata.
Di corsa in palestra, violà una new entry. Interessante assai, barbutello e asciutto: dopo 3 incroci di sguardi si capiva già benissimo da che parte stavamo. Infatto poi arriva il RasatoAssodato che vedo anche al Borgo e lo saluta con un "Ma daiiiii, anche tu qui!?!? Splendida!"

Postato da: replay a 17:23 | link | commenti (8) |

14/04/2006
Povera primavera

Serata inaspettatamente molto loffia sul palco e nell'umore. Ormai definitivamente sgonfio e storto, mando due manciate di sms mentre riaspetto la circolare. Che mai mi muovo la sera coi mezzi, ma anche l'auto stasera ha deciso di lasciarmi a piedi.
"Un'altra serata fuori con amici, a far finta di (sor)ridere come se fosse utile. Sogno la normalità, non so neanke se sogno +... e se sogno non ricordo cosa. 'notte S."
E intanto il random dell'iPod pensa bene di mandarmi in successione una "Maledetta primavera" che diventa il povero autunno di un De Gregori d'annata. Così tra piazza Tripoli e casa mia decido di tenere la bicicletta a mano, camminare e (tanto alla una passata mi posso sentire solo io) cantare piano. Patetico.
Intonatissimo, grande interprete e patetico.

Ok, adesso a parte il 30 di aprile per una reunion già semi-organizzata (vedi qui, qui o qui), per un bel po' basta lelefanti, onde e borghi. Ho bisogno di me. Almeno io ho bisogno di me.

"Povero me"

Cammino come un marziano, come un malato,
come un mascalzone, per le strade di Roma Milano.
Vedo passare persone e cani e pretoriani con la sirena.
E mi va l'anima in pena, mi viene voglia di menare le mani,
mi viene voglia di cambiarmi il cognome.
Cammino da sempre sopra i pezzi di vetro,
e non ho mai capito come, ma dimmi dov'è la tua mano,
dimmi dov'è il tuo cuore?

Povero me! Povero me! Povero me!
Non ho nemmeno un amico qualunque per bere un caffè.
Povero me! Povero me! Povero me!
Guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è.
Povero me! Povero me! Povero me!
Mi guardo intorno e sono tutti migliori di me.
Povero me, povero me, povero me,
guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è,
guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è.

Cammino come un dissidente, come un deragliato,
come un disertore, senza nemmneno un cappello
o un ombrello da aprire, ho il cervello in manette.
Dico cose già dette e vedo cose già viste,
i simpatici mi stanno antipatici, i comici mi rendono triste.
Mi fa paura il silenzio ma non sopporto il rumore,
dove sarà la tua mano, dolce,
dove sarà il tuo amore?

Povero me! Povero me! Povero me!
Non ho nemmeno un amico qualunque per bere un caffè.
Povero me! Povero me! Povero me!
Guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è.
Povero me! Povero me! Povero me!
Mi guardo intorno e sono tutti migliori di me.
Povero me, povero me, povero me,
guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è,
guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è ...

                                                                                                       (Francesco De Gregori)

(Ah, buone feste a tutti. Che la sorpresa sia bella.
E prima, soprattutto, che almeno ci sia un uovo.)

Postato da: replay a 14:16 | link | commenti (14) |

12/04/2006
Silvio aveva ragione...

...sono un coglione!

Esselunga di viale Papiniano, mi fermo per una spesa minima di ritorno dal centro. E' mercoledì sera e non giovedì (che si dice essere qui serata single quasi gay-friendly) e non ci sono nemmeno mamma & Chiara (le tre volte che le ho incontrate fra questa corsie, chissà perché Paola l'avevano sempre lasciata a casa). Si preannuncia quindi la spesa più anonima e normale del mondo.
Invece.
Un tipo sui 45 - 50 , elegante, alto e magro, total black outfit, vaga e inconscia impressione di "questo devo averlo già incrociato, forse qui", mi passa a fianco spingendo il carrello. Rallenta e mi guarda gli stivali, si sposta su alla camicia, indugia un po' sulle tre spille al bavero della giacca, ritorna sugli stivali e poi ancora sulle spille. Supera del tutto e va.
Mah... Lo incrocio un paio di altre volte e me lo ritrovo davanti alla cassa, così ho modo di studiarlo anche io. Ha la stessa cintura della nuova collezione di CoSTUME NATIONAL che ho visto solo un paio d'ore prima nel flagship di via Sant'Andrea. Giacca pure di CoSTUME, si vede dalla cucitura sulla spalla che finisce arretrata verso la scapola e dagli ultimi due bottoni della manica slacciati (caratteristiche che tutti sapete bene, no?  ). Anche la camicia sembra dello stesso brand, non vedo la scritta impressa sulla madreperla ma il collo e la cucitura incrociata dei bottoni lo fanno sospettare. Ah, beh... ma allora sarà un altro appassionato di CoSTUME e prima aveva solo visto e osservato le tre mie cose made in Ennio & Carlo Capasa. Fossi meno timido ci attaccherei bottone.
Distolgo i pensieri, passo la Fidaty Card e mentre imbusto lo scorgo entrare nell'ascensore in fondo alla fila delle casse. Come in "Sliding door", lo vedo proprio frontale, con le porte scorrevoli che chiudono la sua figura in una fessura in cui in due secondi scompare annullato.
E lì mi scappa un "...MA LA TROIA!!!" ad alta voce, con tanto di sguardo finalmente risvegliato della cassiera. Altro che estimatore dei Capasa: era uno dei Capasa!  Solo che Ennio, essendo il presidente e il designer, l'avevo visto più volte in tv e sulla stampa, mentre questo (Carlo, CEO dell'azienda) l'avevo solo incrociato nello show room in dicembre.
Coglione, coglione, coglione. O Simone, "che non è uguale o forse sì".
Sono infantile e scemo su certe cose e non è una novità, ma ancora mi rimane il vago sentore di essermi lasciato scappare un'occasione: non so quale, non so se, non so perché, ma so che è così.

Ho come l'impressione che ogni mercoledì intorno alle 20 avrò certo bisogno di qualcosa che vendono solo all'Esselunga di viale Papiniano...

Postato da: replay a 20:50 | link | commenti (6) |

11/04/2006
Ojos & olhos

(Premessa: alcuni anni fa ho saputo perché vedere il mare mi fa sentire così bene, annulla tutti i miei problemi riportandomi a uno stato quasi prenatale di attesa e sospensione indefinita e tranquilla. E' più un'intuizione che un motivo reale, ma mi tengo quella bella storia.)

Stanotte, mentre scrivevo l'ultimo post qui sotto ero in chat intermittente su msn con un paio amici del sito di Fossati e di blogger. Poi verso le due, mentre stavo per staccare, ecco là che arriva appunto l'Esteban Jajaja che cito nel punto 6 del post precedente. E mi appare in cam, anche, dall'Argentina, da non so nemmeno quante migliaia di kilometri.
Di fianco al portatile ho lo schermo del vecchio pc che mi fa anche da televisore. Esteban Alterno la visione dei suoi occhi di un color turchese scuro, grandi, dolci e dolenti a quella dei nei di Bruno Vespa. E dopo la maratona elettorale Vespa diventa un Marzullo che comincia a fare domande sconcertanti all'ospite di un "Sottovoce" che non guarderà nessuno. Nessuno tranne me, in tempo a vedere che la povera vittima volontaria è Aida Yespica. Chi è? Accento spagnolo, ah... arriva da Caracas. Boh, deve aver fatto un'"Isola dei famosi". Ma non me la ricordo... forse è quella di DJ Francesco... Invece mi ricordo bene la Ribas, quella sì. Perché? Oltre alla molle cadenza sudamericana, ha gli occhi chiari appunto.

Ci dev'essere qualche ragione che mi fa essere così sensibile allo spagnolo e agli occhi chiari, prima o poi capirò, come è stato per il mare. Sono due cose che di solito abbattono le mie difese, mi attraggono, mettono all'erta la maggior parte dei miei sensi... (e qualcuno dei lettori qui ne sa qualcosa, vero?)

Cioè: la Ribas. Torniamo a lei. Già è donna (biologica) e quindi per me passa in secondo piano , eppure... All'Isola ricordo qualche sua immagine un po' disfatta, ma era sempre un po' più luminosa delle altre per quegli occhi e per quell'accento battagliero e morbido, e si sa che l'accento latinoamericano può rendere sensuale anche la frase "Passami la carta igienica." Senza fare cose eclatanti ora si è presa il suo posticino tra vippami vari, dove non sfigura (mica difficile non sfigurare là dentro, ma tant'è). Proprio come risaltava nel luglio scorso quando l'avevo vista al Pineta a Milano Marittima. Che stacco di gambe... non ho mai desiderato portare i tacchi, ma una caviglia ambrata come la sua su uno spillo da 12 centimetri era qualcosa di spettacolare e per qualche secondo l'ho invidiata. Senza contare poi che in "Limousine" andava in giro a far spendere 2000 euro in mezz'ora alla gente. Sarei stato il suo concorrente ideale, l'avrei resa felice e lei avrebbe reso felice me.
Stanotte andando a letto pensavo confusamente queste cose, già in un dormiveglia da stanchezza troppo audace, e così appena prima del risveglio ho sognato di essere la Ribas. Sull'isola dei famosi mi guardavo gli occhi specchiandomi continuamente nelle mie mani e intanto chattavo con Esteban in un brasiliano tutto mio, inventato e splendente. Ana Sono ancora un po' stupito e a disagio perché mica ci stavo male.
Però stamane ho mal di testa: non sono abituato a essere donna dentro. E soprattutto a avere un mare negli occhi.

Postato da: replay a 14:17 | link | commenti (9) |

10/04/2006
Commentario elettorale, olé!

(Restare in casa stasera tra tv e computer  mi ha permesso di scrivere i tre post che avevo sotto in arretrato, va' che bravo.  Quindi prima andate a leggervi quelli.
E poi tra un punto percentuale e un altro ho scritto un po' di punti anche io.)

1) Ribattezzerei la "Nexus" come la "Amplexus". Perché ci penserei io a convincere il direttore Fabrizio Masìa (tipico belloccione da soap opera, ma proprio del tipo "secco con mani lunghe" come piace a me) che potrebbe tentare una buona carriera sulle passerelle. Passando prima per un attimo sotto le mie grinfie, però. E non lo farei soffrire, davvero... no, no... anzi...
2) Volevo andare in palestra a sfogare rabbia e delusione, invece piove davvero troppo. E non so nemmeno se posso dire "Governo ladro!". Ma temo di sì.
3) Non su tutto quello che propone il centro-sinistra sono d'accordo, ho perfino (avuto) alcuni punti di concordia con la Lega e perfino con Alleanza Nazionale; in totale si contano sulle dita di una mano, ma ci sono. Invece non solo non apprezzo ma espressamente disprezzo profondamente Silvio Berlusconi, sia come politico che come persona. L'ho sempre disprezzato. Per i modi e i contenuti di quello che dice e di quello che fa e che fa fare, è esattamente e completamente l'opposto di quello che vorrei essere. E spero che sia anche esattamente e completamente l'opposto di quello che sono. Così, tanto per essere chiaro.
4
) Sto vedendo Vespa con contorno di politici e con salti anche da altre parti. Su Berlusconi ho già detto. Bertinotti invece mi piace sempre di più. Questa destra mi spinge sempre più verso quella sinistra. Sul resto: Calderoli, la Mussolini... tutti li conosciamo e è inutile infierire sulla manifesta stupidità di queste persone (non che a sinistra non esistano esempi). Però di imbecilli come Schifani, Stefania Craxi e soprattutto come Buttiglione (di una stupidità ostinata e sconcertante, sconcertante, sconcertante!!!) penso che non ce ne siano proprio.
5) Ho sempre pensato che Prodi non fosse il candidato premier migliore, ma l'unico possibile al momento. Finché Uolter Veltroni continua a fare il sindaco di Roma. Già con alcuni amici lo dicevamo due anni fa nella sera di san Silvestro al concerto di Fossati e della Mannoia a Roma; ora ne sono ancora più convinto. Lo aspett(iam)o, a braccia e a cuore aperto.
( *** Aggiornamento delle 2.45  *** Anche Fassino ha secondo me più carisma e intelligenza di quanto gli venga riconosciuto. Però la sua bella stupidata l'ha appena fatta. Sul sottofondo de "La canzone popolare" di Fossati (mai piaciuta, per la cronaca) ha appena detto che il centro sinistra ha vinto queste elezioni e si appresta a governare il paese. Al momento attuale l'Unione ha lo 0,07% in più alla Camera mentre ha un seggio in meno in Senato e poiché appunto escludo che sia stupido, ne concludo che sia ubriaco.
E ora anche Prodi sta dicendo "Abbiamo vinto.... Da oggi si volta pagina. La vittoria è arrivata." Ciccio Rutelli è in posa da fotoromanzo, che guarda speranzoso e soprattutto vacuo verso l'infinito.
Va beh. Cominciamo bene.  )
6) Sono sempre stato attirato dalla Spagna, fin da tempi non zapaterianamente sospetti. Per la lingua, per la musica, per
Jesús Del Pozo e ovviamente per Miguel Bosé... Domani mi iscrivo a un corso di flamenco, poi emigro in Ispagna (come dicono zia Raffa e zia Dalida). Ah, no, prima devo attendere giugno, che mi arriva qui Esteban Jajaja dall'Argentina... meglio, così mi insegna lo spagnolo e poi via verso Madrid. E se devono essere fiori d'arancio, che siano. Olé.

"O Gitano perché non rimani stasera?
Per la nuova avventura
Puoi domani partir
Resta ancor a cantar nella notte stellata
Finché l'alba spietata
Faccia il sogno svanir
Canta che un dì il gran re di Cuccagna
Ti regalò un castello in Ispagna
Questo è il canto di chi non conosce frontiera
E' l'ardente preghiera
Del Gitano che va..."
                                         (Dalida, da "Gli zingari")

Postato da: replay a 23:53 | link | commenti (7) |

Amori in corso

- Tragicommedia in poche battute via sms. -

Personaggi:
Replay (finalmente libero da impegni elettorali, ma dotato dell'esperienza accumulata in una dozzina d'anni presidenziali ai seggi della cittadina natìa)
Bimbo Bertoldo (amico, collega, vicino di casa di Replay che in comune con il suddetto ha anche l'orientamento sessuale; rappresentante di lista per Forza Italia in una scuola non lontano dalla via in cui abitano)

(Domenica 9 aprile 2006 - ore 9 circa)
Da BB a R: Posso portare il pc al seggio? Tanto per non stufarmi. Mi han detto che se barrano Forza Italia e c'è scritto Berlusconi è valida e se la annullano devo litigare. Giusto? Vai al Borgo stasera?
Da R a BB: Chiedi a presidente, non penso che legge dica qualcosa. Io non te lo farei portare: se sei lì x controllare, controlla (ma nello scrutinio), altrimenti vai a casa. X me quel voto è nullo. Parlane prima col presidente e con altri rappresentanti. Sì x Borgo.

(Ore 14 circa)
Da BB a R: Guarda il TG1! Mi hanno ripreso! E' venuta a votare la mamma e ho dato la mano al Silvio!
Da R a BB: Lavati subito che può essere contagioso!

(Ore 19.15 circa)
Da R a BB: Partiamo x il Borgo tra un'ora scarsa. Ti aspettiamo o ci raggiungi là?
Da BB a R: Sono uscito dal seggio e sono in sauna a scopare. Poi torno al seggio. Fino a che ora vi fermate?
Da R a BB: Almeno mezzanotte. Ma poi dai ancora la mano al Silvio? ;-)

 

- (Tristemente) SIPARIO -

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07/04/2006
Odi in corso

- Milano, corso Vittorio Emanuele, un paio d'ore fa. -
Di fronte al patio di AN si vede già da San Babila un assembramento anomalo, leggermente ondivago e rumoroso. Passo, rallento, mi fermo. Vedo alcuni attivisti che discutono molto animatamente (viva viva l'eufemismo) con un tipo basso e tarchiato, un po' di spintoni, urla, offese, si va avanti da un quarto d'ora mi dicono.
Quei coglioni degli attivisti di AN (ah, no, quelli siamo noi, rifaccio).
Quegli altruisti degli attivisti di AN avevano attaccato a tutte le colonne di quel tratto del corso un simpatico manifestazzo formato A3 con la scritta "NOI VOTIAMO PRODI - w ww.maqualimoderati.com" e la foto di due ragazzi truccatissimi tra il sado-maso e il camp che si slinguavano, probabilmente scattata a qualche gay pride. Il tipo tarchiato aveva contestato lo spazio occupato abusivamente, i toni, il contenuto, ne aveva strappato uno e da lì era nato il tafferuglio, risoltosi poi senza l'intervento di nessuna forza dell'ordine. (Ci sono sempre lì, e continuano a passare, ma stavolta nemmeno l'ombra. Va beh.)
Mi ha preso una chiusura vomitevole allo stomaco... una rabbia sorda, un disprezzo totale per quel manipolo di imbecilli, come solo recentemente mi era capitato sentendo le idiozie di Renato Zero di cui avevo già parlato qui
Sbagliato (per ignoranza volontaria) e offensivo il contenuto e scorretta la modalità, insomma: idioti su ogni fronte, senza scusanti.
Se solo avessi avuto qualcuno a fianco, qualcuno con cui condividere la vita, avrei preso un pennarello e mi sarei attaccato un cartello con scritto "NOI VOTIAMO PRODI", che sarebbe stato appoggiato sulla cravatta che porto in ufficio invece che su delle cinghie di pelle nera borchiata come nella foto. E se solo avessi avuto un pc e una stampante con me avrei preso la foto di alcuni preti che so io, con la tonaca "gonfia", e avrei scritto "NOI VOTIAMO BERLUSCONI".
Invece non ho avuto cartelli, nè stampanti. E soprattutto da solo non ho avuto il coraggio di dire niente, manco alle eprsone che avevo vicino.
E mentre
mi allontanavo ho pensato che tanto per cambiare stavo camminando da solo, senza "qualcuno a fianco, qualcuno con cui condividere la vita". Ma questo con la politica non c'entra. O forse sì?

Postato da: replay a 19:36 | link | commenti (4) |

03/04/2006
Il secondo invisibile da sinistra (uno di quelli chi ùn anu à nimu)

"...vi facenu un surrisu
è posanu una cria
in lu so paradisu
ci manca qualchissia

s'inventanu l'amore
e sere senza cena
una lacrima corre
s'addurmentanu a pena..."
                                
(I Muvrini, da "Quelli chi ùn anu à nimu")

Un po' volentieri, un po' potendo farne anche benissimo a meno, ieri sera sono tornato al Borgo. Stavolta non sono scappato con gli occhi rossi come quasi un mese fa, camminando veloce nel parcheggio, da solo, io che sono uno di "Quelli chi ùn anu à nimu". Camminando veloce e mandando solo un paio di sms di scusa agli amici con cui ero e che non avevo nemmeno salutato, uscendo senza farmi vedere.

"Invisibile
l'amore nelle sue versioni
invisibile
la luna tutta
il sangue senza rivali
la rosa nuova nel giardino
la cometa d'oro nel cielo stellato
invisibile
un camion di angeli
santeria e santità
l'ambizione muta del compositore
invisibile.

Io sto sempre lontano da ciò che amo io sto
invisibile
come un ordine superiore il mio disegno natale.

È la strategia miserabile del cacciatore
che si fa invisibile."
                                             (Ivano Fossati, da "Invisibile")

Però mi accorgo che sto (pericolosamente? opportunamente? pericolosamente ma opportunamente?) radicalizzando la mia tendenza all'attesa saltuariamente necessaria, al rilancio senza lancio, all'essere predatore immobile in attesa che la preda venga a prendermi.
Anche l'ultima volta al Lelephant. Ivan ci porta l'Economo DeNoArtri. Tanto caruccio, simpatico, intelligente... Chiacchierando mi butta là un "Che pazzo che sei!" (Mia faccia stranita.  ) "Vojo di' simpatico, mica scemo ma manco 'na palla, m'hai fatto sganascia' prima quando j'hai detto... Quando vai la prossima volta in centro fammi sapere che vojo veni' co'ttè e vede' 'sti posti che da quando sto a Milano non ho ancora mai conosciuto." Cosa ci voleva a dire, davvero senza immaginare già secondi fini orizzontali, "Ok, dammi il tuo numero..." oppure almeno "Ok, ti do il mio numero, se ti va chiamami quando vuoi..."? Poco. Invece no. No e no. Ogni lasciata è persa, ma ogni anticipata è un rischio. Non un rischio di fallimento, ma un rischio di attese, di aspettative. E io per ora, ancora, ne faccio volentieri a meno.

"In un momento come questo
È meglio non avvicinarsi alla finestra
Per evitare qualche fischio
È ben più saggio rimanere nell’orchestra
Assaporare il gusto lieve di esistenze
Non esposte alla bufera
Recuperare una distanza tra l’ipotesi
E l’esperienza vera
Ciò che di eroico e di geniale c’è
Nel diventare uguale al proprio sfondo
Ciò che di tragico e banale c’è
Nel credere soltanto a questo mondo
È la speranza un giorno di essere smentiti
Dall’esplodere di un bacio
È la paura di non essere capiti
Per un gesto esagerato
Io sono quello nella foto vedi
Il secondo da sinistra in piedi
Mi si vede appena ti devi concentrare
Sono dietro vedi dietro
E dietro voglio stare
No non è questione di mancanza di coraggio Camicia anni'70, real quality vintage
Né in questo modo io mi sento
Particolarmente buono o saggio
È che non voglio essere
L’ostaggio di nessuno
Io sono uno e intorno ce n’è molti di più
Così se vuoi vedermi devi cercarmi tu
Io sono quello nella foto vedi
Il secondo da sinistra in piedi
Mi si vede appena ti devi concentrare
Sono dietro vedi dietro
E dietro voglio stare."
                         (Daniele Silvestri, "Il secondo da sinistra",
da ascoltare però nella versione dolente e sinfonica di Mina)

Tanto con le mie camicie, anche se sono dietro, con la luce giusta mi si vede, ah sì.
Eccome.

Postato da: replay a 18:50 | link | commenti (4) |