lettere da sopra il replay

I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.

Eccomi

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Generosità in tensione, che solo in quanto corvo Joe a pedali torna indietro.

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31/07/2006
Doppia fuga carpiata, con avvitamento a sinistra

La cameretta di Simone bambinoLa sensazione obbligata di fuggire dalla fuga, come sto facendo ora e da anni ormai, infiltra di troppa stanchezza la mia mente e il mio corpo, riveste le mie emozioni di sensori troppo acuminati e all'occasione sfacciati.

Penso che lui la sua Australia per tre settimane se l'è trovata. Ma prima cercata. E qualcosa di buono, ne sono convinto, gli ha portato.
Sogno un nuovo altrove anche per me, che sia un posto, una persona, un tutto o un niente. Lo aspetto, mi illudo di prepararlo, ma alla fine il massimo che mi ritrovo è la cameretta di Simone bambino quando torno dalle mie parti. 

Postato da: replay a 01:44 | link | commenti (21) |

30/07/2006
Un anno e non sentirlo

Meglio prevenire...

(Tanto per evitare fraintendimenti, premettiamo che nel vocabolario replayano "trombare" ha il significato di "avere un rapporto sessuale completo".)

 

Lo dicevo giovedì sera ad alcuni amici all'Ondanomala. Lui ha commentato "Finalmente qualcuno che non dice di avere appena scopato e che lo fa a destra e a manca, e ogni giorno. Oggi è una cosa in controtendenza."

Boh, forse ha ragione. Ma la controtendenza non è detto che sia positiva, né in sé né per chi la vive. Quando uno compie gli anni o lavora da 3 anni in un posto o è da 2 mesi che non mangia la Nutella, è un dato di fatto. Poi è il contorno che rende l'anniversario qualcosa da festeggiare o da dissimulare.
Diciamo che io lo festeggio ma che avrei preferito non arrivarci e quindi non festeggiarlo.
E comunque.

E' un anno che non si tromba.

Postato da: replay a 02:13 | link | commenti (17) |

28/07/2006
Dalonna & Madida

Ho appena sentito qualche compagno di viaggio e di avventura e ho iniziato i preparativi: ho prenotato l'Eurostar, ho definito in linea di massima gli spostamenti principali, i giacigli che mi ospiteranno, le attività diurne e serali e ho cominciato a stendere gli elenchi incrociati per i dress code by day and by night.
Insomma, sono già in trip "Confessions tour".
Ma un tarlo mi rode in sottofondo: se sarò deluso e annoiato quando Madonna si dimenerà sul palco dello Stadio Olimpico, la colpa sarà del filmato che appoggio qua sotto. Che io non so chi è questo qui che è riuscito a fare una cosa del genere, ma è indubbiamente un genio.
Clicca, guarda e stupisci. 


Postato da: replay a 16:45 | link | commenti (10) |

23/07/2006
Certi concerti

La Giua la saltiamo.
Perché sapendo che mi piace molto Patrizia Laquidara, mi avevan detto in diversi e con entusiasmo "Vedrai che ti piacerà!" Sentita ormai due volte, diciamo che come interprete è anche coinvolgente e interessante, ma per il resto... sì, bravina... con la sua chitarrina e la sua vocina, che canta le sue canzoncine con testi carini... Ecco. Maria Pierantoni Giua è tutta "...ina" e già oggi non è poco in un mare di "...accia", ma la Laquidarona sta su un altro pianeta.

E anche Pino lo saltiamo.
Prima di tutto perché di lui già ne avevo parlato qui.
Poi perché Pino Marino va ascoltato e a ripetizione, come a ripetizione (a raffica, anzi) sono i versi delle sue canzoni più tipiche. E più lo ascolto e più sono dell'idea che sia tra i 3 o 4 migliori che abbiamo ora in italia. Solo che è difficile, terribilmente difficile entrare nel suo mondo, ci vogliono pazienza ("maddài, se non ci pensi tu ma chi ci pensa / …manca l'acqua e la pazienza") e cura per le parole ("Ai vermi la terra e l'odore è già dei fiori / Agli uomini rimangono soltanto le parole /
Attenti alle parole allora attenti alle parole..."). Ma poi ne esci come dopo una "Centrifuga e risciacquo" e comunque una volta che ci sei entrato non ne esci più, e con gran piacere e beneficio.
E poi lo saltiamo perché più di lui la menzione vai ai due "lalabini" di 5 e 9 anni che in terza fila cantavano "Non ho lavoro". Brava Laura, è stato bello vedere i tuoi figli che in una canzone-filastrocca-tormentone cominciamo a affrontare senza accorgersene le cose serie con il sorriso sornione e non arreso di Pino fin da bambini, e ci aggiungono appunto il gioco che i tuoi piccoli hanno nella vita e che Pino ha nella musica.

Ivano Fossati... un regazzetto!

E anche Ivano lo saltiamo. O quasi.
Che basta dire che in questo tour dal vivo mancano i suoi capolavori a 5 stelle, ma che ha una voglia di suonare e cantare che forse in 16 anni che lo vedo dal vivo non gli avevo mai visto. E già lo si nota con la partenza folgorante, trascinante, spiazzante di "Ventilazione" e a ruota "La crisi", lo si nota quando scherza sulle sue vocali tirate alla fine di Panama ("...non da segno diIiIiIiIiIiiiii... sé. ....eeeh, mamma mia!"), lo si nota perché sorride talmente tanto che non ti accorgi che sorridendo di rimando sei tentato perfino di perdonargli  "L'amore fa". Che non c'è una canzone di Pino di stasera che non le sia superiore, ma prendiamo atto del fatto che alla gente piace e molto e glielo fa sentire più dei due ardimentosi che partita la musica ci cantano sopra "T'innamorerai" di Masini, perfettamente su misura. E allora lasciamogliela cantare (previa classica turatura del naso).

 

Il Primo Fan e il CapoSaltiamo tutto questo per arrivare a quello per cui ormai voglio bene e archivio con soddisfazione queste serate e certi concerti nella mia memoria. La musica è il punto di partenza e il collante per la via, ma il risultato da ricordare sono le facce, i sorrisi, gli abbracci dei compagni e degli amici con cui ormai da 6 anni si vive l'avventura della mailing list del sito di Ivano. E' un gruppone dall'appartenenza elastica e accogliente, che comprende morosi di qualsiasi orientamento, figli e compagni, amici degli amici e regala anche riconoscimenti inaspettati.
(Dal primo che quasi due anni fa fece
lui, che poi mi ha fatto conoscere e cominciare l'avventura del blog, a quello di stasera. Stavo recuperando una cosa in auto e da quella a fianco mi sento dire da lui: "Scusa, ma noi ci siamo già incrociati più volte... tu sei stato a vedere i Baustelle quest'inverno al Rolling Stones. Eri davanti a me e quando Rachele cantava la cover di "Per una bambola" hai risposto a quello di fianco che è una canzone di Patty Pravo, da SanRemo '84."  )
Non dico di più, tanto non riuscirei a rendere un centesimo di quello che intendo: chi ne fa parte e mi legge qui sa che razza di miracolo siamo e sa che solo chi ci si è buttato capisce.

Ho letto da qualche parte che la cultura è ciò che resta dopo che si è dimenticato quello che si è imparato a scuola. Allo stesso modo la musica vitale è quella che ti resta nei ricordi degli occhi quando prima di addormentarti dopo un concerto spegni la luce, quando quella che dalle orecchie ti è arrivata al cuore e alla memoria ha finito il suo viaggio. Io l'ho detto un po' così, ma ovviamente chi l'ha espresso meglio di tutti è lui, in quella che secondo me è la più bella canzone che sia mai stata scritta:
"È una notte in Italia se la vedi
da così lontano
da quella gente così diversa
in quelle notti che non girano mai piano
io qui ho un pallone da toccare col piede
nel vento che tocca il mare
è tutta musica leggera
ma come vedi la dobbiamo cantare
è tutta musica leggera
ma la dobbiamo imparare..."
             
  
(Ivano Fossati, da "Una notte in Italia")
Senza questi amici l'avrei sempre ascoltata e cantata benissimo, ma solo con loro ho potuto davvero impararla. Tutto qui. Davvero tutto qui.

(Nella seconda foto:
- Versione ufficiosa: Mario Venuti chiede un autografo a George Clooney.
- Versione ufficiale: Replay chiede al Capo Dodo il suo primo autografo sul buon libro di Andrea Scanzi "Ivano Fossati - Il Volatore", di cui il Capo ha curato la discografia.)

Postato da: replay a 04:45 | link | commenti (28) |

21/07/2006
Ah, Simone

( Prologo - quasi più lungo del post

I cd sono una gran bella cosa. Quando ci sono. Perché un'altra gran bella cosa sarebbe se alcuni vinili che ho praticamente quasi consumato potessi averli anche su cd. Che lo so che si possono riversare con un software e un giradischi o che si possono scaricare, ma non è la stessa cosa. Io voglio il cd originale. Perché di quelli mai riversati su digitale mi accontenterei anche solo della traccia sonora, ma di alcuni vorrei proprio il supporto fra le mani: è l'oggetto "disco" che mi piace, con la sua copertina, le note, i testi magari...
Ne parlavo la mattina appena dopo il Pride, a casa di Movie Riccetto mentre facevamo stracolazione. Gli snocciolavo i cinque o sei che andavo da tempo cercando su eBay o nei negozi e dopo trenta secondi uno me lo sono trovato davanti. Ora, masterizzato e con copertina fotocopiata a colori, è tornato a farmi compagnia. Da "Amada mia", davvero ottimo ritorno di Caterina Caselli del 1990, è tratta la canzone di cui sotto trovate il testo.
Thanks, Riccetto! )

 

Avevamo parlato di palestra via mail qualche mese fa e siamo tornati sul discorso recentemente. Avevo ancora due ingressi giornalieri e un buono da 50 euro al ristorante interno, così oggi io e lui ci siamo fatti un po' di palestra insieme. Chiaccherando poi davanti a un'insalatona tanto buona quanto penitenziale, alla fine di un discorso di spostamenti e (s?)morosamenti mi è saltato fuori con un "...e così nel weekend torno a casa in riviera, così mi faccio anche un po' di mare."
In silenzio ho incassato il colpo...

Tornato a casa, mi ritrovo alle prese col caldo e con le mie solite indefinite paturnie da effetto sera + stanchezza + cervicale. Così ora, prima di tuffarmi in orizzontale, prendo un mezzo fresco apparente sul mio striminzito balconcino fronte condominiodifronte. Ho l'ennesimo ghiacciolo che mi si scioglie in bocca, negli occhi qualche luce tardo-televisiva che filtra dalle finestre di chi come me è sempre ritardatario con la notte, nelle orecchie la frase di Max e quindi dentro, soprattutto e ancora di più, il solito irrisolvibile desiderio bisogno di mare.


Ah, Caterina Simone
                                        (M. Fabrizio e L. Quarantotto per Caterina Caselli)

E se un giorno di notte mi alzassi e non fossi più contento di niente
Mi direi: "Caterina Simone, ce ne andiamo al mare
anche se non è estate
anche se è inverno e ce ne è molto di vento."

Ma allora prima metterei dentro un vaso
tutte, tutte le cose passate
e se è mattina presto e quasi nessuno
mi direi: "Caterina Simone è meglio
forse è proprio, proprio questo che voglio."

E verso il mare la vita, le cose
gli amori che non ritornano
e sopra il mare la vita, gli amori
gli amori che non affondano.

E l'autostrada veloce veloce e ora sei qui davanti al mare
che guardi le onde, le guardi andare
e le segui piano
riempire il tuo vaso e portarlo lontano.

E verso il mare la vita, le cose
gli amori che non ritornano
ma dal mare riaffiora qualcuno
gli amori che non affondano.

Ah, Caterina Simone come se ne va
questo tempo strano, ah...
come gira per il mondo
ah, Caterina Simone guarda là
guarda i tanghi che fa
questo tempo così nuovo
d'improvviso fuggirà.

Ma se dopo questo viaggio ti resta addosso qualcosa di vivo
magari solo, solo un piccolo amore
tu fai finta sia un fiore
e vallo a piantare nel tuo cuore giardino... eh sì.

E sul mare scompare la vita
le cose che non ritornano
ma dal mare riaffiora qualcuno
gli amori che non affondano
dal mare, sul mare le onde che non si voltano
ma dal mare riaffiora qualcuno
gli amori che non affondano
le nuvole, le nuvole,
onde che non si voltano
le nuvole, le nuvole
onde che non si voltano...

Postato da: replay a 00:28 | link | commenti (12) |

14/07/2006
MiguelMio (due momenti per me)

My white Miguel"La sera quando scende non mi guarda mica in faccia
prende tutti i miei ricordi tra le gambe e tra le braccia [...]
la sera atterra piano sulle mie fotografie
e le trova sempre stanche come vecchie ferrovie
e si ferma qui a parlare un po' con me
è che non c'è un momento per me
in mezzo a questo vivere
che valga di più
anche poco di più
di un momento con te..."
                   (Miguel Bosé , da "Un momento per me")

 

È e sarà dura dire di no alle proposte e alle tentazioni di uscite e scazzi vari diurni e notturni per questi due prossimi giorni, ma devo impormi di stare buono a casa a sfaccendare con la sola uscita della palestra e della spesa. Sto accumulando troppe cose che mi si ammontagnano addosso e ogni volta che entro in casa contribuiscono a ricordarmi che non posso andare avanti dopo 3 anni che abito da solo a vivere come se fossi perennemente un terremotato. Si comincia stasera con opere di bassa manovalanza e di alta sartoria, ma che mi permettano di stare un po' con lui.
Non c'è niente da fare, anche se nella sua ultima apparizione pubblica ha mostrato una dozzina di chili di troppo e barba e capelli da "Isola dei famosi" (lo vedete in questo filmato, entra dopo poco più di due minuti), ha ancora un appeal che la metà basta per attizzarmi. La narice volitiva, le movenze ritmate e feline quando canta, la voce bassa e gradevole, sorniona, l'accento spagnolo (per non parlare di quando ci parla, in quella lingua, che si sa che alla decima parola in spagnolo io comincio a slacciarmi qualcosa)...

Secondo me tra i 40 e i 45 anni era irresistibile, all'apice del fascino: guardate il video di "MorenaMia" qua sotto. E sappiate che so il ritornello a memoria nella versione italiana e pure in spagnolo. Telefonatemi e vediamo che effetto vi fa...


Insomma, oggi mi sono arrivati i 7 dvd che mio marito Miguel mi ha mandato, 6 concerti e qualche video dall'86 ad oggi: ma chi me lo fa fare di uscire per i  prossimi due giorni?


(Se avete tempo e voglia, poi, cliccando qui lo trovate in versione "en travesti" per Almodovar e qui invece invece in un video dei più recenti, con il pornodivo iberico Nacho Valdez Vidal e ovviamente da qualche emittente censurato.)

(Grazie al baronetto per le dritte sull'inserimento del video e a Alejandro per la correzione. Da dove m'è uscito Valdez? Boh?!?  )

Postato da: replay a 22:58 | link | commenti (22) |

13/07/2006
Nor-bene

Fuori dall'ufficio, doppio appuntamento.
Il primo, dopo averne accennato in questo post quasi un mese fa, lo lascio ancora nell'ombra non perchè riservato, ma perché è con lo stesso ragazzo che stavolta io, con un rigurgito di coraggio, avevo romanticamente abbordato su un bus alla fermata di Romolo e parlarne avrebbe bisogno di 10 premesse e di 10 postille e al momento non ho né voglia né tempo. Mi limito a dire che è tornato single da una settimana ma che la cosa non mi fa del tutto piacere. Che in fondo, e troppo spesso anche in superficie, sono un bravo ragazzo.
Il secondo è avvenuto sull'onda di alcuni avvenimenti comuni negli ultimi due mesi, che qualche mail non aveva permesso di raccontarci bene. Poi, insomma, la curiosità di vedere che faccia ha un blogger che leggo da tempo, che non ha foto, che abita a 500 metri da casa mia è stata troppo forte e allora l'incontro l'ho chiesto io.

Sono appena rientrato, coi piedi bagnati e doloranti (giuro è l'ultimo 42 che compro, anche se in saldo). Ma una tranquilla sensazione di normalità che diventa benessere mi riveste e mi accompagna a letto. Perché a volte piccoli eventi eccezionali (come il mio abbordaggio impacciato e al volo sulla 325) o le parole con cui, sui blog ma soprattutto anche altrove, li rivestiamo (non è una novità che i blog non somigliano necessariamente a chi li scrive e soprattutto all'immagine fisica e non che ci siamo fatti o che ci hanno dipinto) ecco, tutto ciò rischia di farci dimenticare quanto è appagante, per sé e per gli altri, essere normale. Ricordarcene più spesso sarebbe e ci farebbe solo bene.

Postato da: replay a 00:34 | link | commenti (17) |

10/07/2006
Due domande mondiali

La nazionale di calcio si è appena presentata a Palazzo Chigi davanti all'Attuale Presidente del Consiglio Romano Prodi a ricevere la medaglia della Repubblica.

1) Ma quanto gli sta ancora rodendo il culo al minuscolo silvio? Più o meno che ai francesi?

2) Qualcuno si spiega perché Zambrotta ha ritirato la medaglia portando una tracollina firmatissssssima Vuitton, cioè una gay bag in piena regola?

Postato da: replay a 21:15 | link | commenti (25) |

Camp...

 (Passando con il mouse sulle foto, trovate un descrizione o un commento.)

La rappresentanza del nostro terzo piano raggiunge il centro.L'ago di Cadorna e lo sbandieratore.
Largo Cairoli, il Castello e il Tricolore.Largo Cairoli.
Via Dante, verso piazza Duomo.Piazza Duomo, resti inumani e umanissimi polpacci.
"Quel che resta del giorno"Il cavallo ricoperto.
ReplayWorldCupMood indossa t-shirt di CoSTUME NATIONAL Homme, jeans Armani Jeans vecchi come il cucco e bracciali in pietre dure made in Bancarella di Stazione Centrale.Piazza Piemonte: in mezzo all'incrocio si distribuisce vino da una damigiana issata su una piccola impalcatura mobile.

"Posso resistere a tutto fuorché alle tentazioni."     
                                                       
(Il Genio Oscar Wilde)

E infatti dopo la vittoria non ho potuto resistere dall'andare allegramente con i miei vicini di casa/amici alla sagra del polpaccio peloso, del pettorale liberato, dell'abbraccio sudato.
Come dire: torno ora da piazza Duomo.

Postato da: replay a 02:31 | link | commenti (17) |

08/07/2006
Mamme (e altre genti) in giro

...e il mondo là fuori...Ce l'abbiamo fatta.
La destinazione Esselunga "e poi ti porto a fare un giretto lì vicino a comprare qualcosa per Elia" ha funzionato e la mamma ha rinunciato a sfaccendare in casa. Dopo mezz'ora di (auto)strada però ha mangiato la foglia e ha sgamato che la stavo portando dove le avevo già accennato qualche settimana fa, solo che lei credeva che scherzassi. Dopo un saltino all'outlet del Re, infatti, ho rischiato il Fox Town di Mendrisio. Se c'è anche una sola persona alla cassa del supermercato lei dà in escandescenze e impazienze, essendo abituata da sempre a fare la spesa nei negozietti sotto casa o al mercato, ma ho considerato che quello è talmente spazioso, ordinato, pulito che seconde me sarebbe sopravvissuta. E infatti ha comprato regalini e regaletti per nipotami vari, annessi e connessi, mi ha perfino spronato a comprare un paio di jeans, ha parlato in dialetto con dei bambini svizzerofoni senza farsi smadonnare addosso dai genitori né da me... Anche la mezz'ora di coda a Brogeda non ha influito troppo sul suo umore e il ritardo che le ha fatto saltare la messa l'ha liquidato con un "Beh, per una volta niente messa."
Ma la perla le è uscita al ritorno, quando una buca ha dato uno scossone all'auto e l'ha fatta svegliare dai uno dei suoi micropisoli da viaggio. Guardandosi intorno spaesata sui cavalcavia dell'uscita di Viale Certosa (poco trafficati per me, ma intasati per lei), se ne è uscita con questa meditazione:
"Ara te! Cuma l'è grand el mund. Quand soo a ca', chi disarès che 'n giir ghè tüt chèl muìmeent chì?! Cioè... el soo che 'l mund l'è grand ma me quand so'n de la me caselèta cu li me robi de faa me par che'l saìs tüt lé. E inveci... e te te sèet chì, 'n meza a tüt chèl pastìs chì.
El mund l'è grand, el diènta semper püsee grand e me inveci diènti agnuma 'ècia. Ma li me robi 'i o fati istès, e sigüti a fali. Iè mia gnaa 'egnidi feura maal del tüt, nèe?"

("Pensa un po'! Com'è grande il mondo. Quando sono a casa, chi penserebbe che in giro c'è tutto questo movimento?! Cioè... lo so che il mondo è grande ma io quando sono nella mia casetta con le mie cose da fare mi sembra che sia tutto lì. E invece... e tu sei qui, in mezzo a tutto questo pasticcio.
Il mondo è grande, diventa sempre più grande e io invece divento solo vecchia. Ma le mie cose le ho fatte ugualmente, e continuo a farle. Non sono neanche riuscite male del tutto, vero?"
)
"Sé, te seèt stata braa. Però adès dorma amò'n poo, che manca amò'n quart d'ura a ca'..."
("Sì, sei stata brava... Adesso però dormi ancora un po', che manca ancora un quarto d'ora a casa...")
Sì è un po' girata sulla spalla e è ripartita, così non si è neanche accorta che al volo, con il dorso delle mani, mi sono dovuto asciugare gli occhi per poter continuare a guidare.


(Si noti nella foto sopra come l'anziana madre abbia ancora a 72 anni una pelle rosea e liscia da fare invidia... soprattutto al giovin figliuolo!  )

 

Postato da: replay a 22:35 | link | commenti (21) |

07/07/2006
Mamme al lavoro

Aggiornamento, telefonata in ufficio 1 - 11.50


(Non parla nessuno)

 

Aggiornamento, telefonata in ufficio 2 - 11.55


- Questo telefono non funziona. Comunque sono scesa a farmi fare la messa in piega, poi ti ho comprato la focaccia con cipolle e lo strüdel. (La mamma rema contro? E' un'emissaria della Bild?) Ho già pulito le zanzariere e il freezer anche dentro, sotto il ghiaccio. ??? ) E anche il vassoio che c'era dietro la televisione. Non ho mai visto un vassoio così sporco.

 

Aggiornamento, telefonata in ufficio 3 - 13.50


- Hai detto che la Glenda arrivava verso le due, due e mezza ma non c'è ancora.
- Mamma, non sono ancora le due.
- Lo so, ma quando la Rita viene a darmi una mano a casa arriva sempre in anticipo. La Glenda no?

 

Aggiornamento, telefonata in ufficio 4 - 14.55


- E' arrivata la Glenda. Ma è piccolina, sembra una bambina. (In effetti è poco più di uno e cinquanta e ha sui trent'anni, ma non si capisce se mia mamma si riferisce all'età o alla statura.)
- Mamma, guarda che ti sente, l'italiano lo capisce benissimo.
- Alùra parli 'n dialèt cu'te. L'è picinina, la paar 'na pütéla.
- Ho capito, me l'hai appena detto.
- See, ma te l'o dit in italiàn! (Di seguito passo addirittura alla traduzione simultanea.) Adesso stiamo pulendo i caloriferi anche dentro (???) con una spazzola apposta e con un detersivo all'aceto che ti ha comprato Anna (mia sorella) da Paola. Anche la Glenda ha detto che è buonissimo, che non l'aveva mai visto. Da dove arriva lei?
- Dall'Equador.
- Ecco, non l'ha mai visto. Secondo me nemmeno in Equador.

Postato da: replay a 15:27 | link | commenti (14) |

06/07/2006
Mamme in vacanza

Ok.
Deh, tremate o miseri.
A poco più di due anni dall'ultima volta, tra un paio d'ore mi arriva mamma dal paesello e si fermerà da me fino a domenica.
Ho dovuto sbaraccare mezza casa: una sola misera borsina di Pride e ammennicoli vari (che tanto mi sa che sono scaduti o quasi  ) e invece borse e borse di vestiti e scarpe (trasferiti temporaneamente dalle vicine o da un collega) che manco Karen di "Will & Grace".
Ma sono davvero contento, ho intenzione di portarla a fare la messa in piega, al ristorante, in centro a bere il caffè da Cova e a Mendrisio a fare shopping con le lady svizzere...
E lei è davvero contenta, ha intenzione di fare una pausa dal suo ruolo di nonna/suocera 48 ore su 24. Però ha deciso di farlo restandosene in casa a pulire (e curiosare nei cassetti). Pertanto domani si farà mezza giornata con la Glenda, la ragazza equadoreña che ogni tanto viene a darmi una mano per le faccende di casa che mi stanno sui coglioni. So già che al mio rientro dall'ufficio le vedrò felici e piangenti davanti a una tazzina di caffè, una che racconta della bimba di 6 anni che ha lasciato in sudamerica (e voilà le foto) e l'altra del marito che fu e ah il mio nipotino guardi non credevo ma è una meraviglia e mia figlia che guardi ci mangiamo le ossa ma al suo matrimonio erano proprio belli... (e voilà altre foto).
E' un periodo in cui sono stressatino e non so come potrei reagire... o defenestrandole o versandomi anche io una tazzina di caffè e voilà tirando fuori piangendo una foto di Sergio Muniz...

Postato da: replay a 14:46 | link | commenti (13) |

04/07/2006
Un taglio (italiano) di luna

Non mi interessa più di tanto la partita, ma almeno una volta volevo vedere dal vivo la massa del maxischermo in piazza Duomo, troppo incuriosito dopo averla vista già troppe volte al tg. Faccio un salto per l'inizio della sfida, cinque minuti di spettacolo (la gente, non la partita) e subito a casa che ho da fare.
All'inizio del corso scatto una fotaccia col cellulare e mando un mms a chi non sa ancora leggerlo. Ma io so scriverlo.

Milano, Piazza Duomo, 4.7.2006"Elia, quando sei grande lo zio ti porta a fare il tifo x l'Italia in piazza Duomo. Non fa troppo caldo, si mangiano i panini con la porchetta, si ride, si urla, si conosce gente, i bambini suonano le trombette, gli zii ovviamente mangiano i gelati, le zanzare mangiano tutti... E c'è anke un bel "taglio di luna... a darci fiato". Baci a tutti lì a casa e viva l'Italia (che grazie al Silvio "forza" non si può più dire). Il tuo Zio Tricolore"

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Postilla del dopo-partita: le emozioni che suscita lo sport anche in chi lo guarda giocare (che un gioco è, dovrebbe essere) sono più interessanti dei risultati delle partite. E quindi vedendo le commozioni di quei marcantoni e di qualche volto sugli spalti anche io, che sotto sotto (ma nemmeno troppo) resto un campagnolo d'altri tempi, mi sono intenerito. Ma poi ha preso il sopravvento un'euforia soddisfatta quando ho visto il Nostro Attuale Presidente del Consiglio Romano Prodi (ho scritto tutto e maiuscolo consapevolmente, sia chiaro) esultare.
Ho pensato a quanto deve rodere il culo al minuscolo silvio di non essere lì, visto da milioni di persone in tutto il mondo, tutto incerato e sorrisato a forza.
E ho goduto... ah quanto, quanto, quanto ho goduto!

Postato da: replay a 21:32 | link | commenti (13) |

03/07/2006
Il Teorema di Replay

Tutto sommato sotto sotto (molto sotto) la mia formazione da studente universitario di matematica c'è ancora.
Ieri camminando per via Montenapoleone e poi in palestra ho raccolto le ultime prove, quindi come Fermat fece con il suo ultimo teorema (l'enunciato e la vicenda certo li conoscete bene, ma li trovate comunque cliccando qui), rimando eventualmente alla settimana prossima la dimostrazione ma formulo subito il 

Teorema di Replay

"Se due ragazzi si incrociano per strada e si slumano fino a uno scambio di battute (financo a un qualsiasi scambio di recapito rintracciabile), allora la probabilità che gli stessi due ragazzi ostentino vicendevole noncuranza, se si incrociano invece in qualsivoglia locale milanese gayo o esplicitamente gay-friendly, è del 90%."

Primo corollario: "Se uno dei due ragazzi è Replay, allora la probabilità di noncuranza (in particolare ricevuta) in un locale sale al 99%."

Secondo corollario (detto anche "della botta di culo e del collaudato incrocio di sguardi"): "Se uno dei due ragazzi è Replay e il luogo è un incrocio, un outlet di abbigliamento, un vagone della metropolitana, una palestra, la FNAC... allora la probabilità di vicendevole noncuranza scende, talvolta fino a livelli quasi stupefacenti."

Postato da: replay a 20:05 | link | commenti (16) |

01/07/2006
Metti una sera al semaforo

(Scusate, ma mi vien troppo da ridere e non riesco a non raccontarla.)

Un'oretta fa.
Fermi in bici a un semaforo non è strano guardare chi si ha di fronte. Soprattutto se il tipo di fronte è un bel rasatino abbronzato e asciutto, con le braccia pelosette, tatuate e maschiamente arcuate a tenere il manubrio.
Ci si affianca a poca distanza "in direzione ostinata e contraria" sui lati opposti dell'incrocio. Rapido sguardo io a lui, e lui a me.
Cento metri dopo mi chino a legare la bici per entrare poi al PAM ancora aperto. Mi rialzo e me lo trovo di fronte, che sorride e fa:
"Ciao. Cosa fai stanotte?"            

Lo sventurato rispose.

Postato da: replay a 21:27 | link | commenti (20) |