lettere da sopra il replay

I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.

Eccomi

Utente: replay
Nome: S.
Generosità in tensione, che solo in quanto corvo Joe a pedali torna indietro.

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31/08/2006
L'incompiuto (parte seconda)

Poco fa, verso la fine di una telefonata (che in chiusura il cellulare dichiarava freddamente essere durata 01:13:05, mentre la cosa invece a me stupiva di un tepore sorridente), sento dire:
"Vodhsrei gfhe tu fhosshi quvhi..."
"Cosa, scusa? Non ho capito, forse sono gli auricolari. Si è sentito pochissimo."
"No, niente."
"E dai, dillo, ridillo, anche perché qualcosa si è intuito. Cioè, forse."
"Vorrei che tu fossi qui."
Ahhhhhhhhhhhhhhh......................


"Chiamami come vuoi
Chiamami come vuoi
Eccomi qui pronta e muta come un calendario
adornata e gentile eccomi qui
Io
e le donne come me aspettiamo miracoli
Eccomi qui eccomi qui
Io e le donne come me aspettiamo miracoli...
"
                                      (Patty Pravo, da "Angelus" di Ivano Fossati)

ioequellicomemeaspettiamomiracoli

(...che poi io mi ci butto a pesce sulle mie idee. Così vado subito sul sito di Trenitalia, che però mi propone delle durate di viaggio improponibili che sarebbero maggiori del soggiorno, e sui siti delle companie no frills, che però anche la Volare mi chiede almeno 149 eurozzi.
Già l'avevo detto qui: chi fa i miracoli potrebbe farli completi, no?  )

Postato da: replay a 03:19 | link | commenti (24) |

30/08/2006
La carezza del bisturi

Ogni volta che guardo il mio televisore mi dico quanto sono stato scemo. Ho speso una cifra assurda per una cosa che non uso praticamente mai, visto che al massimo accendo il piccolo 7 pollici incorporato a radio e tv in cucina. E anche lì guardo il Telegiornale e il minimo altro, visto che non capita mai (ma davvero mai) che io entri in casa e accenda la tv così, "per vedere cosa c'è". E' che so che quasi certamente quello che c'è non mi piace, e allora preferisco la radio (che certo di buono ne trovo eccome) o qualche cd.
Stasera l'eccezione: tornato poche ore fa dalle vacanze, volontariamente isolato dai notiziari, ho riacceso la tv tanto per vedere almeno qualcosa di quello che in questi ultimi undici giorni ha combinato il mondo.
Cercando un tg mi sono imbattuto in "Bisturi". Evitiamo di parlare delle esagerazioni di Platinette, del tono militaresco della Pivetti, del senso della chirurgia plastica e tanto più del suo diventare argomento pruriginoso/benefico di un programma televisivo.
Ma il televisore è rimasto acceso mentre svuotavo la valigia e sistemavo i reperti di questi giorni di sole e di mare, così ho assistito al primo ritocco. Un fratello vede finalmente il naso di sua sorella raddrizzato dopo che lui nell'infanzia le aveva rovinato setto nasale e respirazione giocando agli indiani. Lei esce da un'orrida porta scorrevole a proiezione liquida, lui la rabbraccia, la guarda, le carezza una guancia sfiorandole con paura e incredulità il naso. Quella carezza arriva a me, è commosso lui e pure io. Robe da matti, ma è quello che vogliono. E visto che questa era solo questione di affetto e memoria senza pruriginosità o ansie da corpo veliniforme, mi assolvo e faccio perfino un applauso.
Ma il bello viene dopo. Dalla Liguria, la storia di una ragazza che si era fatto operare per cambiare sesso poco più di un anno prima e non aveva visto la sua trasformazione completa a causa di un seno assente e di un naso che definire volitivo e aquilino è dire poco. Alla fine della serata, eccola con naso delineato e seno plausibile. Al suo fianco, a raccontare la sua storia, sua mamma. Un donnino secco secco, che parla piano e racconta di come aveva visto suo figlio crescere e star male, o meglio, di come aveva intuito il suo malessere fino alle classiche rivelazioni. E poi il suo stargli a fianco sempre e comunque, l'ammirazione per il suo proposito mantenuto di non vestirsi mai da donna prima dell'intervento, l'amore incrollabile perché "Non l'ha scelto lui e quando l'ho capito la prima cosa che ho pensato è stato  quanto doveva essere stato male in quel corpo non suo, senza poter parlarne con me che sono sua mamma...", la presenza e il sostegno durante l'intervento, la sofferenza per quella trasformazione incompiuta sempre sotto gli occhi e il rammarico per non poter contribuire a completarla presto quanto sarebbe stato opportuno e perfino giusto (si sa, queste operazioni costano moltissimo).
Una prova d'amore materno quale forse non hoi mai visto, ancor più messa in risalto dalla sua figura, minima e in un maglione troppo largo.
Poi la figlia esce da quella porta, bella come avrebbe voluto essere, come sua madre avrebbe sempre voluto vederla e come forse l'aveva sempre vista. E con delle lacrime lente e imbarazzate la guarda, si lascia abbracciare e dice solo "Maddi sei bellissima, sei bellissima..." Senza toccarla, senza riuscire a farle una carezza.
In un modo o nell'altro, però l'hanno fatta a me.

Postato da: replay a 00:55 | link | commenti (5) |

24/08/2006
La partenza, i ritorni

Lo so che ho due post da completare, lo so che ho risposte da scrivere con un ritardo che non solo sfiora ma ormai blandisce la maleducazione, lo so che tanto nessuno si strappa i capelli che si sa che sono/siamo/siete in vacanza.
Dovrei anche sapere che ho in ballo cose che potrebbero farmi implodere di parole e di ricordi freschi e accaldati di qualche notte ligure che sta ancora appena dietro le spalle e davanti al cuore, e allora faccio finta di non saperlo e me le tengo ancora per noi.
Ma per poco.

Domani dopo pranzo mi metto sul balcone della stanzetta singola che sto per prendere qui a Cervia, riapro il pc che sta chiuso nella borsa da ormai una settimana e comincio a chiudere un po' delle cose che ho in sospeso, poi posterò la sera da quaesto stesso internet point in cui mi trovo ora.

Intanto pochi minuti fa ho appena chiuso definitivamente una faccenda che dura da 37 anni, che mi ha assalito di molti ricordi e di nessuna lacrima. Solo occhi rossi quando poco fa mi sono ritrovato, dopo un fallimentare tentativo l'anno scorso, davanti all'hotel dove ho passato le mie prime 15 estati. Ci sono tornato nel 1990 per una puntatina, niente era cambiato. Poi è stato completamente ristrutturato.
Pochi anni fa ho anche saputo che lì nell'agosto di 37 anni fa sono stato concepito.
Eccomi qui tornato alla partenza. Come prima. Ma anche no.

<<E da quel punto in poi
sentimmo sotto di noi
svolgersi il sentimento,
largo e intento
ad una tutta sua meditazione,
non curante
che sopra la sua pelle si ballasse.
Le foglie coi barattoli, le casse
con i tronchi senza cuore.
E lo scandaglio calava dalle prore,
poi ritornava su
chiedendosi "Perché, perché il ritorno?".>>
                          
(da "I ritorni" di Pasquale Panella e Lucio Battisti)

(E mentre scrivo c'è un altro ritorno in atto, ma questa è un'altra storia. Che non è una storia. Ma anche sì.)

Postato da: replay a 21:56 | link | commenti (11) |

13/08/2006
Orietta e Amleto

Il più Amleto, leggendarioQuando uno passa il pomeriggio della domenica a ridosso del ferragosto da solo in casa a cucire e a ascoltare l'ultimo album di Orietta Berti (un disco di classici sudamericani masterizzatogli da un amico spregiudicato), è perché ha ormai raggiunto un suo buon equilibrio e tutto sommato le cose vanno inaspettamente e in qualche strano modo non troppo male o è perché ormai è andato del tutto (e ha decisamente bisogno di ferie)?


This is the question.

                                                    Radiosa... e che sguardo al futuro...

Postato da: replay a 14:41 | link | commenti (7) |

12/08/2006
Piccole

"Ha ben piccole foglie la pianta del tè."
               (Ivano Fossati, da "La pianta del tè")


Ieri ho perso il cellulare Vodafone, che era pure l'ultimo che avevo comprato in marzo. Io scemo che voglio fare l'ultimo giorno in ufficio, senza il capo, vestito da Backstreet Boys e non tengo conto che il pantalone ha delle tasche minime con aperture massime e se ci tengo entrambi i cellulari non è così strano che uno se ne esca. Andate e ritorni a/dall'ufficio a controllare se è rimasto là, niente; ufficio oggetti smarriti in Centrale, niente; barettini della zona e gabbiotti ATM delle stazioni dove mi sono fermato, niente. Ce ne sarebbe da farmi venire la luna storta per una settimana.
E invece in 4 mosse è arrivato "un sabato qualunque, un sabato italiano / il peggio sembra essere passato".
(Senza contare che poi tra mezz'ora vado con Fratel Ivan a fare 4 ciacole seduti sui muretti del Parco Nord come l'anno scorso )

1) Pomeriggio in centro a fare qualche commissione, che domani si torna dai miei per 3 o 4 giorni. Ora: come si sa (vero? VERO?  ) in giro sorrido poco e non schecco; oggi nemmeno ho la gay bag, poi. Eppure mentre sono alla Lush e poi nella libreria Remainders in via Dante c'è sto tipo che mi guarda, appena ricambiato giusto per vedere bene com'è (che oggi ho gli occhiali da sole fighi senza lenti da vista e con quelli ci metto più del solito a mettere a fuoco i soggetti).
Tirèm innanz, direi. Più avanti mi fermo per un gelato. Scendo dalla bici e me lo ritrovo lì dietro.
"Ciao. Posso offrirti un caffè?"
"Veramente stavo per prendere un gelato."
Dopo 5 minuti ovviamente era già morta lì. Però la mia meno che nulla autostima un ruttino di soddisfazione l'ha fatto.

2) Un mese fa c'era stato l'ultimo scambio di sms con un altro di questi incontri fortuiti avvenuto in giugno e che sembrava promettere bene. Finalmente una persona normale, nel senso migliore del termine: carino il giusto, interessante, che ha rischiato la richiamata a uno che evidentemente impacciato gli aveva mollato il suo numero di cellulare sullo scontrino del bar. Ovviamente si rivela "occupato". Poi non lo è più. Un paio di drink, poi una specie di misunderstanding, un suo sms che mi fa inacidire, mi imbizzarrisce un minimo e mi delude un po'. Ha la scusante del cuore infranto, decido di non rispondere che sarei più duro del suo sms. Silenzio ad oltranza, faccio passare le vacanze, mi dico.
Dopo un mese abbondante, poco fa mi ha richiamato dal mare. Tutto ok, minimo chiarimento, ci si rivedrà magari dopo le mie vacanze.
Insomma, ho azzeccato la mossa. A volte tirarsela o fare i "signori" (si fa per dire) che non rispondono a una specie di provocazione paga (anche se in effetti se il rapporto amichevole continua ci si guadagna in due).

3) Poco prima del concerto di Madonna mi aveva chiamato Ale (il proprietario degli occhi che trovate qui), piuttosto disperato perché mentre i suoi erano in vacanza aveva lasciato l'agenda in giro e temeva che suo fratello l'avesse letta. Non era preoccupato per i numeri di telefono, ma perché nelle ultime pagine aveva trascritto alcuni degli sms che ci eravamo scambiati ai tempi del nostro amore (ok, lo so che è una parola grossa, ma così è stato, pur senza realizzazione né storia). Il fratello dal giorno dopo aveva cominciato a provocare, buttare là frasi pesanti sulle fidanzate, sui gay...
Ho cercato di fargli capire la fortuna che si nascondeva dietro questa sfortuna, che un'occasione così non si sarebbe probabilmente ripresentata, che doveva approfittarne intanto che i suoi non c'erano e così almeno lui e suoi fratello avevano campo libero di piangere, urlare, tirasi i piatti o abbracciarsi. Eccetera.
Durante il concerto della Ciccone mi era arrivato questo sms: "Mi sa tanto che questa giornata ce la ricorderemo entrambi... Magari x motivi diversi, ma... ;-) ps mio fratello può riciclare qualche tuo sms per la sua ragazza? Ah ah"
Oggi mi ha richiamato e mi ha raccontato qualche minimo dettaglio in più. Nonostante la sua insoddisfazione per il lavoro e lo studio e per le tensioni con i suoi, era contento, libero, tranquillo come non lo sentivo da tempo. Mi sono venuti gli occhi lucidi quando mi ha ringraziato per non essere mai sparito nonostante il suo comportamento di 3 anni fa e per averlo spinto a rischiare, che senza la mia insistenza probabilmente non l'avrebbe fatto.
Dopo aver riattaccato, in una pausa da fermo-immagine di una manciata di secondi, ho pensato che tutto sommato con il mio essere bòn/cujòn (buono/coglione), il mio stringere i denti, il mio esserci il più possibile a costo di corse e telefonate e occhiaie, il mio sperare e essere quasi sempre fiducioso sulle persone anche se non sugli avvenimenti, il mio presupporre il più a lungo possibile la buona fede... ecco, alla lunga qualche frutto l'ho raccolto.
E anche se qualcuno poi era acerbo o troppo maturo
"In questa crema di buio senza pietà
come sola speranza di luce
la fiamma sottile di fuoco
di un accendino, da poco
meglio che niente"
                     (Pino Marino, da "Meglio che niente")

4) Last but not least.
Se si sta bene nel passare molte ore insieme per un paio di giorni, perché impedirsi un bis o anche solo dare per scontato che non si può ripetere questo tranquillo benessere, con o senza quelle coccole timide che ci sono sfuggite di mano e riaffiorate sulla labbra? (...e che non sono state una perdita di tempo come giustamente lui faceva osservare che qualcuno avrebbe certamente potuto dire...)
Se va bene, si passa qualche giornata al mare da non dimenticare; se sulla distanza delle 24 ore su 24 non ci si sopporta, 4 giorni sono talmente veloci che certo ci sopravviveremo benissimo comunque.
Così l'ho buttata là. Non so se dall'altra parte del telefono c'è più timore, incoscienza, indifferenza o entusiasmo. Da parte mia c'erano tutte queste cose, con in più molti sorrisi e forse un po' più di coraggio o di intraprendenza. E di intuito, che là sotto secondo me c'è molto di bello e di buono.
Sta di fatto che ha accettato e che quindi oggi pomeriggio ho confermato le 4 notti a picco sul mar ligure, dove già sono stato e dove so che la sera si vede il disegno a puntini del Golfo del Paradiso, un profilo che da lassù è solo una bellissima curva silenzionsa di (altre) piccole luci.


"Anche una luce piccola basta
io so farla bastare
io so farla bastare..."
               (Ivano Fossati, da "Angelus")

Postato da: replay a 23:02 | link | commenti (5) |

11/08/2006
Chic compulsivo

In ufficio non c'e praticamente niente da fare e allora in questi giorni sono sempre uscito all'ora di merenda e anche prima. Palestra quotidiana, giretti in centro, spesa, lampada...
Ieri salto alla Rinascente, dove si possono scovare dei saldi al cubo.
Ad esempio: le calze Gallo Collection (di cui già avevo parlato qui), che quando le indosso la mattina già regalano un mezzo sorriso al mio umore, non sono mai scontate nemmeno di un centesimo. Vogliamo non approfittare del 20% di sconto? Ok, 4 paia sono sufficienti (per oggi...  )
Tornato a casa le metto nell'armadio e... beh... Forse ho davvero bisogno di uno psicologo. Già due settimane fa durante il conteggio delle camicie mi sono fermato quando ho visto le tre cifre avvicinarsi pericolosamente, in preda al terrore di me stesso. Ora, lasciando stare quelle già usate nel cassetto, ho messo le nuove 4 bimbe insieme alle altre "di scorta" che mi attendono al varco e mi si è presentato questo bellissimo spettacolo:

My Gallo Collection

Poi mi chiedo com'è che ho sempre il conto corrente sull'orlo del rosso... rigato fantasia direi (ma tanto chic).

Postato da: replay a 11:44 | link | commenti (13) |

08/08/2006
L'incompiuto

"Bella,
che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro.

Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell'avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.

Bella,
non ho mica vent'anni
ne ho molti di meno
e questo vuol dire (capirai)
responsabilità
perciò...

Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare..."
                             (Ivano Fossati, da "Il bacio sulla bocca")

Chiudo a fatica la valigia, che domani si torna a Milano.
Rivedo quel gesto fatto da mia madre, venti, trent'anni fa... Quando ero in vacanza a Cervia da piccolo, un conto alla rovescia che ossessivamente mi ripetevo scandiva l'avvicinarsi del momento in cui si sarebbe tornati alla pianura e alla scuola e alle nebbie. 
Tutto era perfetto e ero felice pur sapendo che era felicità a scadenza. 

A volte (questa volta, ad esempio) le cose vanno nel migliore dei modi, ma questo non ci impedisce di volere che almeno una volta (questa volta, ad esempio) il finale sia un "migliore dei modi" diverso. E non è un capriccio.


"L'esperienza!
Giunti in fondo la risposta è illuminata:
dopo mille e più scalini
parte un'altra scarpinata
Con i buchi sulle scarpe,
le valigie piene,
lungo impervi saliscendi
e torte mulattiere
per scovare il panorama,
il belvedere, Dipinto di Andrea Boyer
l'acqua limpida e invitante,
la metà vacante...
L'età adulta insospettisce
la coscienza fiuta:
questa è un'opera che resterà incompiuta
L'età adulta irrobustisce
la coscienza aiuta:
questa è l'opera e si lascerà incompiuta
L'età adulta insospettisce
la coscienza è nuda..."
                                   (Pacifico, da "L'incompiuta")


...e a qualcuno un grazie speciale, comunque. Probabilmente senza scadenza.

Postato da: replay a 01:42 | link | commenti (14) |

04/08/2006
Metti una mattina al semaforo

Stamane prima di partire ho dovuto sbrigare un paio di faccende in banca, in un'agenzia vicina a casa mia. Entrando vedo 'sto rasatino in bici pure lui, fermo al semaforo lì a pochi metri, che mi guarda scendere dalla mia. Pallido, smanicato nero, infradito, bermuda su polpacci pelosi il giusto e morbidi alla vista... Niente da sbavare, ma ben più che interessante.
Dopo pochi minuti esco, mi chino a aprire il catenotto che assicura la bici al palo, mi rialzo e me lo ritrovo lì.
"Scusa, posso farti una domanda?"
"Certo, dimmi." 
Lo sventurato stavolta rispose nascondendo lo stupore dietro un sorriso da Banderas de noartri, memore dell'incontro di poche settimane prima che avevo raccontato qui e che aveva portato divertenti sviluppi. E già sognavo contorcimenti improvvisi fra le valigie in preparazione, taxi presi di corsa mentre il rasatino rifuggiva salutandomi e urlando "Vai, ti prego va da Madonna, non farla più aspettare e salutàla per me. Non ti dimenticherò...")
"Scusa, ma la vecchia sella della tua bici è una Bucks? Posso vederla sotto? Sai, ne faccio collezione."
Come si sgonfia una botta di vita...

Postato da: replay a 10:17 | link | commenti (11) |

03/08/2006
...di Roma

(Con aggiornamenti.)

E domattina si parte per il trasfertino romano.
Con alcuni ho già dei mezzi accordi, comunque ecco qui un breve programma, che se ci si incrocia io ne sarò solo contento.
- Venerdì 4. Alle ore 21.30 circa (molto circa), ritrovo in piazza Campo dei Fiori, angolo Piazza della Cancelleria. Giretto lì intorno, 4 chiacchiere, auspicata conquista di un marito con attico ai Parioli alti, eventuale sosta in un locale dalle parti di via del Pellegrino dove fra l'altro si fuma (o si beve? boh...) il narghilé. Saluti e baci ad libitum sfumando.
- Sabato 5. Mi piacerebbe fare un saltino al mare e/o in centro a fare finta di fare shopping (che manca la materia prima) e intanto magari beccare altri/e blogger/listaroli di Fossati. Tutto è vago, definibile in corso di giornata previo contatto via mail (vedi più sotto) o telefonico.
La sera ho una compleannata a 5 minuti dal Gay Village, quindi i miei fidi compagni di weekend mi preleveranno strada facendo e verso mezzanotte saremo là. Nel frattempo magari mi apposterò sul balcone di Federica La Festeggiata e così potrò attirare l'attenzione del passante solito marito con l'attico ai Parioli alti. OddioCosaMiMetto.
(Aggiornamento uno: al Village andrò fra gli altri con La Marchesa, amica della Rossa che le ho chiesto di portare con sé, anche fosse
 imparruccata e irriconoscibile va bene lo stesso. Poter ballare "Hang up" con la Mannoia è uno dei sogni della vita. Che tanto scatenarsi su "Ballo Ballo" della Carrà sotto gli occhi di un perplesso e divertito Fossati l'ho già fatto... e so' soddisfazioni, signora mia!)
- Domenica 6. Di giorno idem come sopra, con variante serale per il concerto di Madonna. OddioCosaMiMetto Reloaded. (Aggiornamento due: nella tarda mattinata dovrebbe avvenire l'epifania reciproca con il mio compagno di serata. Prima lo sconcerto poi il concerto insomma, poveretto... ) Dopo lo spettacolo spero di passare un piacevole "dopo teatro"; van bene quattro chiacchiere tra amici ma, se non il marito di cui sopra, almeno vorrei essermi procurato un amante de borgata. O nu ricercatore 'e Napule...
- Lunedì 7. Quando riuscirò a svegliarmi e dopo aver fatto colazione con del botulino che mi dia un aspetto da vivo, mi trascinerò all'Eurostar che mi riporterà nella "livida e sprofondata per sua stessa mano". Facciamo nel primo pomeriggio più o meno, toh.

Se qualcuno ha intenzione, voglia, bisogno di incontrarsi con me & Co., mi contatti alla mia mail replay0@virgilio.it (occhio, è uno zero dopo "replay") o chi ha il mio numero di cellulare si faccia vivo.
Vado a preparare la borsa, attendendo anche di sentire e accordarmi con il malcapitato che ha accettato di vedere il concerto con me. (Tranquillo... sono innocuo. Almeno di solito. Ma non coi consenzienti, anche se il più è capire quando lo sono e quando no.  )

"Se il paradiso fosse ora sarebbe verso sera
quando il sole ci saluta e diventa rossa Roma
proprio come i miei capelli, i miei capelli da romana...
Forse un giorno tornerai a suonare alla mia porta
ah sapessi come ama, come ama una romana
ah sapessi come ama, come ama una di...
                                                              Roma..."
                                                                                                           (Tosca, da "Romana")

Postato da: replay a 16:58 | link | commenti (9) |