I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.
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"...e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te..."
(ZeroAssoluto, da "Svegliarsi la mattina")
...che sarebbe anche romantico essere svegliato la domenica mattina da lui che ti telefona. Solo che mentre lo fa sta guardando dei video di Jo Squillo su YouTube -tipo questo- e allora la melassa in agguato per fortuna lascia il posto a uno spasso complice e il brunch diventa un equilibrismo fra orrori e splendori.
Uno lo mettiamo evidente subito qui sotto, degli altri metto solo i link così se volete ve li andate a vedere.
- La vociona è controcorrente, il fisico efebico era difficile da far passare, al contrario dei belloni & palestrati tipo Den Harrow e Sandy Marton. Ma lui le idee le aveva (e le ha), e buonissime. Fra l'altro, se non sbaglio, è stato l'unico insieme a Mia Martini e a Fiorella Mannoia a riuscire a vincere due premi della critica di seguito al festival di San Remo. La canzone è grande, grandissima, a partire già dal titolo; è vero, oggi è un brano che oggi ha quasi 23 anni e li dimostra, ma soprattutto (o solo un po'?) nei suoni. (Che comunque potrebbe essere un revival molto più degno di quelli attuali, tipo la ormai insopportabile "I don't feel like dancin'" degli Scissor Sisters, nuovo prezzemolo radiofonico e televisivo.)
Ladies and gentleman... Garbo, "Cose veloci".
- Anna Oxa quando era presente a se stessa e aveva una voce che inchiodava. E comunque come scende le scale lei negli anni '80, nessun'altra mai più.
La sua canzone che preferisco è qui, e invece qui un inquietante medley di cui le due prime canzoni sono di Ivano Fossati!
(Ma come?! I video sono stati "removed due to terms of use violation."
Ha minacciato YouTube di fare loro una stregoneria dall'aldilà?)
- A parte tutte le vocali come al solito invertite tra grave e acuto, è davvero una gran canzone. (Alex, ma il video l'hai postato tu! Che qualità... la classe non è acqua, se non dell'Adige al massimo.
)
- Il mio precedente marito in fuseaux qui (FIGOOOOOOOO!!!!!).
... e altro, altro (ahhhhhh.... meraviglia...), altro , (gran finale) altro ancora...

Adoro.
Che poi andare a vedere un filmetto leggero come questo e uscirne con meditazioni concluse e propositi in partenza è quasi inaspettato e soprattutto (si spera) ai limiti dell'utile.
Premessa 1: l'autrice del libro da cui il film è tratto è stata effettivamente per un anno assistente personale di Anna Wintour, direttrice di Vogue America.
Premessa 2: il film è fedele in alcune parti al libro, ma se ne discosta perché nel primo Miranda ha comunque qualche lampo positivo (o almeno neutro) che la avvicina alle gioie e ai problemi di tutti, mentre nel secondo è davvero sempre e comunque una iena spietata, senza redenzioni nemmeno minime.
"Il diavolo veste Prada" è una specie di cronaca della globalizzazione, travestita da critica del mondo della moda (che non è né vuole essere, secondo me).
Il pretesto di parlare del mondo della moda serve a costruire un paradigma di tutti i mondi dove c'è qualcuno che sta sopra detta legge e lo fa come vuole e qualcuno che sta sotto le vive, suo malgrado e malgrado sia convinto del contrario. Nessuno può dire "la moda non mi riguarda, io non mi faccio influenzare dalla moda", così come nessuno ad esempio può dire "Le decisioni degli Stati Uniti non mi riguardano". O meglio, può farlo solo chi vive su un palo nel deserto vestito di un pezzo di tela bianca.
E infatti ho trovato bellissima, istruttiva, vera "parabola" la scena in cui Andrea, vestita con magliuccia cinerea, gonna qualunque e scarpe evidentemente di qualche anno prima si becca addosso una tirata di Miranda che rivela quanto ho detto sopra. (Non ricordo il brano nel libro, quindi vado a memoria e riassumo.)
"Tu stai lì e ci guardi convinta di essere qui per imparare come se tu stessi fuori da questo mondo. E ti ritieni superiore perché sei convinta che io credo di dettare legge nel mondo della moda e invece su di te non ho nessuna influenza. Ti sbagli, mia cara. Vedi, quel maglioncino cinereo di lana scadente che indossi è opera mia.
Cinque anni fa Oscar De La Renta presentò alcuni modelli di quel colore in una sfilata, e era un colore che da tempo non si vedeva e che lui è stato il primo a riportare fuori. Io ho pubblicato su Runway quei vestiti, perché quel colore è piaciuto a me e l'anno dopo altri 10 stilisti l'avevano usato in moltissime collezioni. Poi altri colori hanno preso il suo posto e così nelle aziende è rimasta quella tintura, è stato dato fondo alle scorte e insieme agli avanzi degli anni prima è finito sugli scaffali del grande magazzino o del mercatino dove tu l'hai comprato.
Andrea, tu indossi quella maglia di colore cinereo perché sono io che alcuni anni fa l'ho deciso."
S T A N D I N G O V A T I O N !
La moda non è diversa dalla stampa, dalla musica, dall'informatica, dalla cucina, dalla tecnologia industriale...
Secondo me la tirata di Miranda è una metafora perfetta della globalizzazione, che banalmente non è luciferina in se stessa ma che può esserlo quando diviene inconsapevole, o meglio inconsapevolmente subita.
Parlavo all'inizio anche di propositi in partenza. Insomma, inorridite se volete ma io appena dopo aver visto il film ho ripreso a mandare i curriculum a quei "coarcervi di nequizie" modaiole o meno che popolano il film e dintorni.
Miranda, attendo la tua telefonata...
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"La moda è una specie di diario del proprio tempo.
E la musica rimane la più forte influenza della nostra generazione."
(Hedi Slimane)