I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.
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"Ho mille posti dove andare come i pesci qualunque
se passa un'ombra sul fondo del lago
posso nascondermi e aspettare che ritorni
tutto l'immenso stellato
dove a Dio piace improvvisarsi pescatore
di così poco si contenta la natura dei pesci
e di chi li vuole pigliare..."
Non che Natale abbia ormai più per me una connotazione cattolica (al massimo una cristiana), però un po' il freddo, un po' il buio che arriva presto presto, un po' che c'è la scadenza del cambio di anno vicina lo porta a essere un tempo di prebilanci e quindi di preparazione di lavaggi della coscienza al volo con i regali e le riunioni familiari... beh, il Natale quando arriva si fa sentire.
Così si torna a casa, o almeno ad avere la famiglia intorno, con la sensazione di "essere a casa" più del solito. Poi uno magari vorrebbe avere questa sensazione anche con persone che non fanno parte della famiglia "anagrafica"... ma questa è un'altra storia.
Sono tornato dai miei ieri e ho preso subito a respirare (inaspettatamente) bene visto che mi sembrava proprio che le tensioni delle ultime settimane si fossero stemperate più del previsto in un clima di festa naturale.
Solo un attimo di cedimento poche ore fa, quando ho voluto essere io l'aiutante di mia sorella nel fare il bagnetto al piccolo. Era quasi un anno che non mi godevo lo spettacolo di lui che in acqua si sfoga e gioca e scalcia e si sbraccia e spruzza acqua e gorgheggia e gorgoglia. Risate mie in risposta, e bacetti a raffica quando appena uscito dalla vaschetta l'ho avvolto nell'accappatoio caldo. Mi sorella ha cominciato a asciugarlo piano e non ricordo cosa stavamo dicendo, ricordo solo che a un certo punto lei mi era di spalle e ho notato che ero solo io a dire scemenze al piccolo.
Allora l'ho toccata su una spalla: "Anna...?"
Si è girata, gli occhi rossi: "Simone, ce la farà il mio bambino?"
La sorpresa della domanda così grande, grave e inaspettata mi ha impedito di unirmi alla commozione (strano), un lampo di intelligenza, o di sensibilità, o solo una botta di culo mi hanno fatto trovare una risposta rassicurante e convincente e addirittura plausibile.
Stranamente, convincente anche per me, che poco dopo già ninnavo Elia cantando piano
"Per questo avrai baci per regalo ogni natale
e vino allungato con l'acqua delle rose
ti daranno amore amore amore amore
e non filo spinato
Per questo avrai baci per regalo di natale
e vino allungato con l'acqua delle rose
ti daranno amore amore amore amore
mica filo spinato..."
La stessa canzone mi ha accompagnato mentre mi radevo e mi preparavo ad uscire...
"Ho mille posti ancora dove andare come i pesci qualunque
e se passa l'ombra dell'amore
posso nascondermi aspettando che ritorni
tutto quel vuoto stellato
dove a Dio piacque improvvisarsi pescatore
di così poco si contenta la natura umana
e quella dei pesci sul fondo che stanno a guardare
baci e saluti
baci e saluti..."
(Ivano Fossati, da "Baci e saluti")
E' stata una serenata anche per me, che ho ritrovato ancora una volta nelle parole di un Fossati (minore) il mio mondo com'è, com'è stato e come sarà, o almeno spero. Che io non pretendo molto dalle feste, come dalle occasioni speciali, come da ogni cosa forse. Ma il giusto sì, e come bonus mi basta che sia appena profumato, come allungato con l'acqua delle rose.
(Parental Advisory - Questo post potrebbe rivelarsi ad alto contenuto di tuturu turututtu.
)

Signora mia, oggi a Milano c'è ancora un sole, ma un sole...
Uno di quei soli che sei ancor più contento di avere indossato proprio oggi il tuo cappotto nuovo con quel largo collo di marmotta, che ora lo percepisci indefinito ma luminoso di riflesso obliquo, verso l'esterno, ai lati del viso e davanti alle spalle.

Uno di quei soli che ti piacerebbe avere addosso al giorno che cominci a innamorarti.
Uno di quei soli che io ce l'avevo. Che noi ce l'avevamo.

Eurostar Milano-Napoli, ieri pomeriggio verso le 15.
Al bar a metà treno mi capita di bere un caffè di fianco a Elena Santarelli.
Una coincidenza sprecata. (Per lei, non per me!
)
Torno a sedere e tengo sul tavolino il pc e il libro di Matteo B. Bianchi (di cui avevo parlato qui poco sotto). Sono in cerca di ispirazione, visto che vorrei aggiungere due righe mie alla dedica per il mio Non-riesco-a-dirlo che ho fatto scrivere all'autore stesso. Così son lì col lo sguardo lontano e intenso, fra le nebbie post-emiliane verso Firenze...
E intanto nel corridoio passa proprio Matteo B. Bianchi. Tornando di corsa leggera verso il suo posto vede il suo libro, ha una lieve indecisione che gli rallenta e sospende il passo, si gira, sorride, sorrido e faccio il pollice alla Fonzie (di cui, vista la felpa stampata che indossavo, parevo il fratello fiorito ma va beh).
Appena prima di scendere a Roma mi ripassa a fianco, si ferma per un saluto e scambiamo una manciata di frasi.
Una coincidenza non sprecata.
(Matteo B. Bianchi presenterà la sua favola di Natale "Tu Cher dalle stelle" oggi alle ore 21.30 alla libreria "Bar à Book" in via dei Piceni 23 a Roma, in zona San Lorenzo.
Oh tu passante lettore romano: se puoi vai che te lo consiglio, e "salutàlo per me".)
Dopo aver fatto un giretto qui, posso presentarvi il mio alter-ego di South Park. E quello del mio Non-riesco-a-dirlo. 
