I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.
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Che fine avrà fatto Replay?
Durante la settimana è disperso nella periferia di Torino, dove sta per qualche settimana per lavoro. Purtroppo in ufficio non ha internet e in albergo ha una traballante connessione wireless disponibile solo sui divanetti scomodi della hall.
Almeno però la stanza dà sulle albe che arrivano dalla pianura e così si mette anche a fotografarle la mattina presto


per provare a bilanciare (fallendo) dei tramonti partenopei assorbiti poco prima.

Poi nei weekend si lancia in un tourbillon di andate e ritorni incrociati tra Milano, Cremona e Napoli, che anche il cuore e la lavatrice hanno delle esigenze.
Comunque come potete vedere appena qui e qui sotto, ha finalmente scritto i due post che aveva vergognosamente in arretrato e sta per sistemare i link e anche vecchi e vecchissimi commenti.
A presto (ehm... si fa per dire...
).
Un po' per gli ultimi giorni e un po' per la mia indole che vuole trovare un filo razionale nelle emozioni (per non restarne vittima che tanto resto), mi sto ritrovando a cercare elementi che aiutino a distinguere la tranquillità di una certezza dal low profile dell'interesse che si esaurisce.
E invece quello che ritrovo è me stesso sull'ennesimo pendolino (da cui sono sceso da nemmeno un'ora) a dimenticarmi per un po' della mia indagine e a festeggiare, dopo quasi undici giorni insieme e con un sorriso sempre più da beota, innamorato perso e straperso, questa epifania ufficiale che coincide con 5 mesi esatti dall'epifania sua, in un assolato mezzogiorno romano.
Guardo dal finestrino e il niente del buio mobile al di là mi aiuta a rivederci proiettata la scena...e altre a cascata... mi si ferma davvero il respiro, come quando il vento troppo forte ti soffia contro... altre ancora... non sono mai stato così tramortito... anche se non riuscirò mai a trovare quegli elementi tranquillizzanti che dicevo all'inizio... anche se lo imbarazza e non ci crede quando gli dico delle iperboli assolutamente reali (e altre iperboli le faccio)... anche se invece che migliorare le cose faccio sempre più la befana, anche io al quadrato...
"Ogni volta che ti ricordo
mi si accendono gli occhi e il cuore
ogni volta che ti ripenso
vedo immagini al rallentatore
tu in bicicletta col tuo cappotto
mentre ritorni da lavorare
tu in bicicletta sotto il mantello
che segui il fiume per dimenticare
la distanza infinita
tra i tuoi capelli e la mia mano
e amore niente, niente
amore, niente passa invano
nessun dolore amore
amore, niente passa invano.
Ogni volta che alzo gli occhi
non ho il coraggio di domandare
ogni volta che provo a scriverti
mi si confondono le parole
rileggo e tutto mi sembra cenere
contrabbandata per poesia
sono montagne russe i nostri cuori
la tua anima e la mia
sono cessati spari e grida
questo e' il silenzio che volevamo?
e amore niente, niente
amore, niente passa invano
nessun dolore amore
amore, niente passa invano.
Oggi ho ripreso quelle tue pagine
ho ripercorso tutte le stazioni
mi son seduto nelle tue stanze
mentre cambiavano le stagioni
ho aperto gli occhi e ho visto luci
macchine in fila al distributore
gente che ha freddo, gente che ha fretta
di ripartire o di rincasare
in questa sera di pioggia sporca
e infinita su Milano
mi dico niente, niente
amore, niente passa invano
nessun dolore amore
amore, niente passa invano."
(Massimo Bubola, "Niente passa invano")