I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.
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Non so se capita anche qualcuno di voi, ma ci sono occasioni (rare, per fortuna) in cui anche se me ne sto muto, fermo e abbigliato/accessoriato seri(os)amente mi viene il sospetto di avere stampato sulla fronte il logo "Cula inside" .
Non me ne preoccupo (più), al massimo ne sorrido. E a volte, come ora, ne racconto.
A Torino (dove ho un piedi una collaborazione di un paio di settimane, almeno se maggna :-) stamane l'aria è limpida e ghiacciata. Anche in auto, visto che è stata tutta la notte in strada in balia della brina.
Appena partito vedo un distributore aperto con la coda di un solo paio di macchine per pompa (inaudito in questi giorni di sciopero), quindi mi fermo al volo e voilà che mi ritrovo con il pieno.
Entro alla cassa per pagare.
R. "Devo pagare 30 euro, pompa 2." (E già forse ero partito un po' così...
)
Benzinaio (capello cortissimo, occhio verdastro, abbronzato, sopracciglia ancora ben lontane dal ridicolo ma a un passo dall'implausibile), mentre vede che estraggo la carta magnetica: "Ok, bancomat o carta?"
E sorride. Non troppo, ma un po' più di quello che è considerato "non troppo".
R. "Bancomat, un attimo che lo tolgo da 'sta bustina..." (e armeggio per sfilarlo dalla plastichetta alla quale si è attaccato).
B. "Ok, fai pure, non c'è gente."
E sorride. Un po' più di prima. Il troppo è lì in agguato.
S. (sempre più in panne) "E' che la plastica si è attaccata e ho anche le mani fredde, con 'sto gelo."
B. "Anche io, qui dentro non fa per niente caldo... senti..." (...e intanto mi tocca la mano, con un accenno di presa, per farmi sentire quanto è freddino.
Non lo guardo e manco so se sorride ma a questo punto non è più rilevante, direi.)
S. "Ehm...ehsmpf... eccolo, ce l'ho fatta."
Strisciata, PIN, scontrino.
B. "Fatto, grazie e ciao, arrivederci."
S. "Ehmpf... ahmhmpf...ciao."
Per un attimo mi sono sentito confuso e Bohème...
"Che gelida manina, se la lasci riscaldar...
Cercar che giova? Al buio non si trova."
(da "La bohème" di Giacomo Puccini)
(Melassina mode on.)
L'Ostrica del Vomero was back. Che gioia dopo qualche mese rivederlo abitare queste stesse mie stanze. Che grande e semplice gioia.
Dopo quattro giorni qui, l'ho riaccompagnato in stazione.
Sono rientrato in casa è stato facile giocare a "Trova le differenze" come in una settimana enigmistica reale.
I piatti sporchi per due nel lavandino, un paio di ciabatte in più in giro per casa, il letto con due cuscini, due spugne appese ordinate in bagno, le bottiglie di Levissima comprate apposta, quella grande a metà e quella piccola per il viaggio dimenticata sul tavolo...
Stasera non è disordine, sono solo tracce che mi fanno una compagnia inadeguata ma sensibile.
Fino a domani o a quando avrò voglia, è raddoppio che lascio.