I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.
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Oggi è la Giornata Mondiale della poesia e fra le varie Istituzioni della memoria di questo tipo (spesso tra l'inutile e il dimenticabilissimo) questa mi fa particolarmente piacere. Da un annetto o poco più, infatti, ho ripreso a leggerla, talvolta a alta voce come mi era stato suggerito non ricordo da chi. All'inizio mi sentivo un po' scemo, a dir la verità, ma poi la cosa prende senso perché la poesia ha una sua musicalità che aggiunge alle parole il senso oltrecomune che le rende appunto altro e più delle parole comuni. Così sul mio comodino ci sono spesso Patrizia Cavalli, Francis Harvey, Alda Merini, Emily Dickinson, Eugenio Montale...
Se avete voglia, (ri)provate anche voi a dare fiducia a questo senso nascosto delle parole, vi scoprirete a citarvi a memoria versi che aprono una piccola dimensione in più a certi momenti delle giornate.
"Sono malata
sono malnata
e dico sempre le stesse cose."
(Patrizia Cavalli)
E allora eccomi a ridire le stesse cose: ieri si parlava con le colleghe dei migliori film visti e altre amene e quasi inutili classifiche personali, così mi han chiesto qual è la canzone della mia vita. La risposta è stata pronta perché la domanda non era affatto nuova e il mio podio è stato già a lungo meditato e cementato.
Una delle tre canzoni sul podio è una meraviglia che ancora una volta nel suo tono malinconico ma aperto all'"ancora" che ci può aspettare domani. E poiché il testo e la popolarità liberatoria e aperta della musica ritraggono benissimo me, i miei pensieri e certi aspetti del mio carattere (sempre e ancor più in queste ultime settimane e con il valore aggiunto del suo tono vagamente camp-chic e popolare nel senso migliore del termine), il suo senso va al di là di quello che si ascolta e, almeno a livello personale, ha un aspetto di poesia. Poi oggi è il 21 marzo, quindi che c'è di meglio che onorare la prima giornata della nuova stagione già all'inizio cantando...
Maledetta primavera
(A.Cassella - T.Savio)
Voglia di stringersi e poi
vino bianco, fiori e vecchie canzoni
e si rideva di noi
che imbroglio era
maledetta primavera.
Che resta di un sogno erotico se
al mattino è diventato un poeta
se a mani vuote di te
non so più fare
come se non fosse amore
se per errore
chiudo gli occhi e penso a te.
Se
per innamorarmi ancora
tornerai
maledetta primavera
che imbroglio se
per innamorarmi basta un'ora
che fretta c'era
maledetta primavera
che fretta c'era
se fa male solo a me.
Che resta dentro di me
di carezze che non toccano il cuore
stelle una sola ce n'è
che mi può dare
la misura di un amore
se per errore
chiudi gli occhi e pensi a me.
Se
per innamorarmi ancora
tornerai
maledetta primavera
che importa se
per innamorarsi basta un'ora
che fretta c'era
maledetta primavera
che fretta c'era
maledetta come me.
Lasciami fare
come se non fosse amore
ma per errore
chiudi gli occhi e pensa a me.
Che importa se
per innamorarsi basta un'ora
che fretta c'era
maledetta primavera
che fretta c'era
lo sappiamo io e te
Na, na, na, na , na , na,
na, na, na, na, na, na,
maledetta primavera
na, na, na, na, na, na...
(E se volete godere di più cliccate qui.)
Nonostante le premesse e l'umore vadano già dalla nottata agitata e pensierosa in direzione opposta, l'oroscopo alla radio di Linda Wolf (nota per i suoi oroscopi stitici) mi dice "Ottima giornata".
Ho sorriso, contento, poi sono tornato in me e ci sono rimasto un po' male. Vorrei proprio non ridurmi a sperare nell'attendibilità degli oroscopi.
*** Aggiornamento della mezzanotte o giù di lì ***
Oddio, "ottima" è decisamente troppo, ma certo se si considera quali erano le prospettive iniziali ammetto che ci si aspettava di peggio, molto molto molto molto molto di peggio.
As usual, "ma tutto questo è già più di tanto" (Ivano grazie forèva end èva...)
Andarsene così
(Baustelle)
Sarebbe splendido. Amare veramente. Riuscire a farcela. E non pentirsi mai. Non è impossibile pensare un altro mondo. Durante notti di paura e di dolore. Assomigliare a lucertole nel sole. Amare come Dio. Usarne le parole. Sarebbe comodo. Andarsene per sempre. Andarsene da qui. Andarsene così.
"Sarebbe comodo." Ma non lo farò. Si accomodi chi vuole farlo.