lettere da sopra il replay

I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.

Eccomi

Utente: replay
Nome: S.
Generosità in tensione, che solo in quanto corvo Joe a pedali torna indietro.

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22/04/2008
Buonanotte (con piogge)

Piove, piove
la gatta non si muove
si accende la candela
e si dice buonasera.

La candela c'è, e sta sotto un brucia-aromi di Muji (very minimal, oh yeah) .
La gatta no, invece.
Il buonasera è ormai un buonanotte che però non dico perché dirmelo da solo stasera non mi sembra ironico ma solo vagamente schizofrenico.
Però piove, piove. Eccome. Ancora piove, fuori e dentro. Sembra perfino che piova di fianco, come le docce profumate del thermarium della palestra dalla quale ormai manco da troppo tempo.
Poco fa ho aperto la posta, per fortuna, perché ho trovato una breve mail a sorpresa di un ragazzo conosciuto (mai biblicamente, nemmeno un minimo) qualche anno fa in chat e ormai perso di vista/di mail/financo di sms.
E per un attimo mi sembra di avere un ombrello, che mette un po' pace alla mia pioggia.
(Così adesso posso anche dirmi buonanotte, un po' più convinto.)


Madonna... ho riletto una delle nostre mail di 4 anni fa!!!
che bella emozione... ti ho ritrovato in pieno nella tua descrizione, anzi mi è sembrato di rivivere alcuni momenti passati insieme e come di poterti vedere attraverso le tue parole!!
Mi dispiace molto che la vita e le circostanze ci abbiano allontanato, ma spero che tu stia bene e mi sento di dirti che ti sono davvero molto grato per come mi sei stato vicino quando ne ho avuto bisogno.
Ti voglio bene.
Alessandro

From : replay
To : jandro78
Date : Fri, 5 Nov 2004 11:19:55 +0100
Subject : Lettera (da un ragazzo normale... o quasi! :-)

> Ciao Alessandro,
> eccomi qui a scriverti ancora, parlandoti un po' di me [cut]


(Come colonna sonora di questa guerra della pioggia interrotta anziché incominciata, ancora una bellissima canzone della mia nuova ipnotica passione in controtempo:



Start a war
                                   -   The National   -

 

We expected something, something better than before. We expected something more
do you really think you can just put it in a safe behind a painting, lock it up and leave
do you really think you can just put it in a safe behind a painting, lock it up and leave
walk away now and you’re gonna start a war

Whatever went away I’ll get it over now. I’ll get money, I’ll get funny again
whatever went away I’ll get it over now. I’ll get money, I’ll get funny again
walk away now and you’re gonna start a war

We expected something, something better than before. We expected something more
you were always weird but I never had to hold you by the edges like I do now
you were always weird but I never had to hold you by the edges like I do now
Walk away now and you’re gonna start a war

Whatever went away I’ll get it over now. I’ll get money, I’ll get funny again
whatever went away I’ll get it over now. I’ll get money, I’ll get funny again
walk away now and you’re gonna start a war
walk away now and you’re gonna start a war


E se volete ascoltarla anche in versione "da tavola" cliccate qui.)

Postato da: replay a 01:09 | link | commenti (8) |

06/04/2008
CompleAnna

"Non sai che quando nostro padre e nostra madre non ci saranno più, sarò io la tua migliore amica, la sola con cui potrai parlare dei nostri morti e della tua infanzia, e che se ci fosse bisogno lavorerei per te, Enrico, per guadagnarti il pane e farti studiare, e che ti amerò sempre quando sarai grande, che ti seguirò col mio pensiero quando andrai lontano, sempre, perché siamo cresciuti insieme e abbiamo lo stesso sangue? O Enrico, stanne pur sicuro, quando sarai un uomo, se t'accadrà una disgrazia, se sarai solo, sta pur sicuro che mi cercherai, che verrai da me a dirmi: - Silvia, sorella, lasciami stare con te, parliamo di quando eravamo felici, ti ricordi? parliamo di nostra madre, della nostra casa, di quei bei giorni tanto lontani. - O Enrico, tu troverai sempre tua sorella con le braccia aperte. Sì, caro Enrico, e perdonami anche il rimprovero che ti faccio ora. Io non mi ricorderò di alcun torto tuo, e se anche tu mi dessi altri dispiaceri, che m'importa? Tu sarai sempre mio fratello lo stesso, io non mi ricorderò mai d'altro che d'averti tenuto in braccio bambino, d'aver amato padre e madre con te, d'averti visto crescere, d'essere stata per tanti anni la tua più fida compagna. Ma tu scrivimi una buona parola sopra questo stesso quaderno e io ripasserò a leggerla prima di sera."

(Da "Cuore" di Edmondo De Amicis)

* Morale: Se "gli amici sono la famiglia che uno si sceglie", chi è fortunato ha in famiglia degli amici già pronti. 
* Conseguenza: Io intanto ho scritto un piccolo post iniziando da questo brano strappalacrime (che quando lo leggo ancora oggi mi commuovo come quando da piccolo ci piangevo proprio sopra, ma si sa che sono molto cheap-sentimentàl). Poi al ritorno a casa nel weekend le regalerò anche un libro con qualche riga dove le racconterò meglio con le mie parole quello che con l'intuito, l'intelligenza e la sensibilità già sa di me.


E' vero: come mi han fatto giustamente notare qui ho parlato ogni tanto di fatti e sentimenti relativi solo a mia mamma e a mio nipote, oltre qualche accenno e un post alla memoria per mio padre.
E Anna?

Anna è un nome che mi è sempre piaciuto. Corto, semplice, simmetrico e ordinato, senza diminutivi possibili che lo sviliscano. Se avessi una figlia la chiamerei così. Anche se ce n'è già una in famiglia.
Mia sorella è piuttosto diversa da me, sia fisicamente che in molti lati del carattere. Io sono più autonomo e vivo lontano e più da indipendente, lei (come mia mamma) ha bisogno di un mio aiuto o di un mio parere più di quanto io abbia necessità nei suoi confronti. Anzi, diciamo proprio che lei non può fare a meno di me. 
Ma io che sarei quello indipendente non posso fare a meno di chi non può fare a meno di me.
Quindi pari e patta. E buon compleanno, Anna!

 

Molveno, Anna e Elia - luglio 2007

Postato da: replay a 13:18 | link | commenti (5) |

04/04/2008
Lazzari in vacanza

Anche prima dormivo 6 ore scarse per notte di media, ma almeno poi me ne stavo 8 ore seduto a vedere un monitor (che a volte non vedevo: se ogni tanto chiudevo gli occhi non e ne accorgeva nessuno  ), poi sulla navetta ci scappavano quasi sempre altri 20 + 20 minuti di dormita.
Ora le ore di sonno sono appena aumentate, ma certo andando al lavoro in bici non posso dormire e inoltre alterno l'attività al pc a quella di corsa fra scatoloni, cassa, grucce, clienti, magazzino... Mangiando quello che mangiavo prima, corricchiando corricchiando intanto almeno ho perso i 3-4 kg. che mi si erano affezionati da un anno e non volevano andarsene. Solo che a volte faccio il furbo e pranzo di corsa con le sane e miratamente ottime schifezze che il centrissimo di Milano mi offre. Ieri ad esempio (come almeno la metà delle volte) il mio pranzo alle 15.30  è stato di una barretta di cereali con succo di frutta, caffè e brioche, gelato.
Poi però il bonus di stanchezze, veglie, preoccupazioni e tensioni accumulate nei giorni scorsi si è preso la rivincita e ha vinto alla grande. Dalle 18 un latente mal di testa che partiva dalle base posteriore del collo è diventato in un due ore una morsa appuntita, affilata, totale della cervicale (tanto da farmi dolorare e guaire anche solo per gli scossoni che il selciato trasemette attraverso la bici). Alle 19.30 stavo
per abbandonare il Magazzone Centrale con mezz'ora di ritardo perché per la prima volta mi avevano affidato (con successo  ) anche la scelta e l'allestimento della base degli espositori e della vetrina del sotto-cassa. Disfatto ma contento incrocio una delle clienti che ormai "Voglio che mi consigli solo lui, niente di personale , eh, ma lui è bravissimo e mi ha pure portato fortuna." Così alla fine riesco a sfuggire solo alle 20, lasciandola con la mia collega a giocare a GiraLaModa con gli outfit (fa figo dirlo, scusate, non resisto) che ho scelto con/per lei.
Tappa alla PAM, aggirandomi fra gli scaffali come uno zombie malato alla ricerca di una qualsiasi zuppetta surgelata, e finalmente  a casa per scaldarmi un po' di brodaglia pre-Aulin. Alle 22.15 a letto, un sms e crollo.

Stamane: voilà Lazzaro! Undici ore di sonno, mal di testa e di cervicale scomparsi (sostituiti dall'indolenzimento alla schiena che mi viene quando dormo troppo ma che mi passa in mezz'oretta), sms dell'Ostrica del Vomero, colazione con la mia tazzona di the, saporitissimo pane napoletano abbrustolito e crema di castagne, cioccolatino di Gennaro Bottone (fornito in pericolosa quantità a sorpresa dal suddetto partenopeo), "Ruggito del Coniglio" alla radio...
C'è un'ombra dovuta al desiderio di dare un po' questo mio stato chi ora forse ne ricaverebbe miglior sollievo e piacere di me (lo sapete, vero, laggiù?), ma per queste due-tre ore mi godo la (falsa) sensazione di essere in vacanza da una vita.

(E in effetti ho scoperto che una resurrezione di questo tipo è un piacere del genere superiore a quello che credevo massimo: quando la tieni da tre ore al freddo e finalmente puoi fare plin plin, magari seduto al calduccio e con un giornale.  )

Postato da: replay a 11:20 | link | commenti (3) |

01/04/2008
Squalo d'aprile

Stanotte la testa crollava (con conseguenti colpo di collo e risveglino allarmato) molto più delle altre volte, un po' per la stanchezza tesissima e un po' per l'ora abbondante di "Non esiste più la mezza stagione" ad libitum sfumando a cui ero stato obbligato dai miei compagni di scompartimento.
Ancora molto indolenzito, appena entrato in casa ho cambiato la pagina al calendario regalatomi da un'amica (molto maschio: ogni giorno una nuova scarpa, quasi sempre con tacco 10).
Lì mi sono scosso. E il collo mi ha mandato un'altra fitta, che mi ha definitivamente svegliato.
Oddio, già. Aprile.
Ah, ok. Perché allora è tutto uno scherzo, vero?

Postato da: replay a 09:20 | link | commenti (2) |