I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.
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visitato *loading* volte
Il solito sabato sera in casa, ma stasera gran revival: a undici anni di distanza dall'ultima volta, eccomi a seguire in diretta l'Eurofestival, un singolare mix di coreografie baraccone, acuti da stonsillamento, brani da antologia, marcette da doccia. Per non parlare della lunga, appassionante, ipnotica votazione in cui ogni nazione distribuisce in diretta i voti da 1 a 12 alle altre ("Peì bà dì puèn... e anfèn... ruaièm unì duuz puen!" sentivo senza capire quando ero bambino).
(Se ve lo siete perso e volete recuperare andate qui o su questo completissimo, ottimo sito di uno splendido pazzo italiano che ha portato la luce dell'Eurofestival anche qui da noi dove Rai & Co. l'hanno da anni ostracizzato.)
Alla storia degli Eurofestival dei decenni scorsi dedicherò magari un altro post, intanto segnalo che quest'anno la Paolina Svizzerata non è andata in finale (e così in tutta Europa hanno avuto la possibilità di chiedersi che cosa ci faceva lì e come faccia a avere anche un minimo credito musicale questo bambocciotto botulinato che non è bello, è intonato come tutti o appena meno, ha un timbro qualsiasi e canta delle banalissime e colossali cagate).
(Per altri commenti rimando a un altro futuro post, che devo tornare a seguire l'evento in streaming...
)
Ho un paio di commissioni da sbrigare e ciondolo per Napoli, così me la gusto con questo sole finalmente vero.
Allungo di poco il ciondolamento e faccio in modo di passare per caso
davanti alla friggitoria Vomero. Approfittiamone, che non so ancora quando ci tornerò.
6 melanzane, 2 paste cresciute, 1 fiorillo e 2 crocché: 2 euro e 30. Quanto mezzo panino milanese.

(Ecco, al bel manifesto che campeggia su molti 6x3 di Milano affiancherei la foto del fritto che mi sono mangiato a pranzo, con lo stesso slogan.)

E così, come si fa quando ci si gode l'ultimo giorno di vacanza o l'ultimo cucchiaino di Nutella, allerto i sensi e cerco di moltiplicare sulla lingua e nella memoria il gusto di quest'olio caldo e saporito, di questo sole su questo sale, di questo accento che mi sento intorno per farne scorta e ricordo visto che tra poche ore, in una delle mie "notti di maggio", sarò ancora su un "treno di ferro" che mi riporterà un po' a nord.
Se questa è una canzone con cui si può parlare
Coraggio fratelli miei
se in questa notte di maggio io ti penso ad ascoltare
il cappotto fritto che vado
certe piccole voci che a volte vanno al cuore
che vado avanti
in questi momenti con l'aria che si muove
vado senza di lei
io conosco la mia vita e ho visto il mare
tu stai in gamba che vado
e ho visto l'amore da poterne parlare
come dicono di là dal mare
ma nelle notti di maggio non può bastare
abbi cura
la voce di una canzone per lasciarsi andare...
abbi cura di te...
(Ivano Fossati, da "Le notti di maggio")
(Ivano Fossati, da "Treno di ferro")
Sto guardando/ascoltando il concertone del primo maggio.
Domande varie, retoriche e non:
- ma non era meglio far cantare "Ho visto Nina volare" a chiunque altro invece che alla voce digitale di De André?
- (dopo la canzone suddetta introdotta per un'infinità dalla Marcotulli, Tommaso e Gatto) perché i jazzisti spesso per (ri)fare una canzone ci piazzano davanti un'introduzione di 5 minuti che non c'entra? tanto per far vedere quanto son (inutilmente IMHO) bravi?
- bisogna prendersela con Santamaria stesso per il suo modo irritante e degno del peggiore Carlo Conti di condurre? o con i suoi autori? e con chi bisogna prendersela per come è vestito? Non si pretende che sia in tiro o firmatissimo, ma il maglione inguardabile e la giubbettazza in pellazza così un po' blasé mi sanno tanto ma tanto di "E' il primo maggio e (tanto più dopo la trombatura dei politici in cachemire) se mi vesto male sembro tanto vicino al pubblico di ggggiovani di ssssinistra un po' pre-cariati..."
- perché Manuel Agnelli ora canta come Moltheni?
- perché i Subsonica se la tirano tanto? Il cantante (che ho sempre trovato di una timbrica e di una capacità interpretativa assolutamente meno che qualsiasi) e il tastierista si dimenano e si atteggiano come nemmeno fossero Madonna in concerto!
Confidiamo nei sempre favolosi Baustelle (sperando che dal vivo non siano il solito disastro).
Ieri mattina ho scoperto entrando da Mediaworld che è uscito il nuovo album di Madonna. Va beh, ho sentito due o tre volte (e subito ogni volta dimenticato) il singolo ma per il resto non ne sapevo niente. E di questa mia ignoranza non me cruccio poi neanche troppo (anzi, proprio nemmeno un po').
Vi prego: (ri)portatemi al Borgo, infilate un D&G qualsiasi a tradimento nel mio armadio che ne è orgogliosamente del tutto vuoto, convincetemi che una Vuitton portata a braccio da un uomo non lo rende ridicolo, regalatemi un biglietto per Torre del Lago (dove sono stato solo in gita in terza liceo)....
Fate qualcosa e salvatemi, che temo dall'ignoranza dell'uscita di "Hard Candy" all'acquisto di Max con un calendario tettuto e con i labbroni imbronciati e ammiccanti il passo sia breve...
(P.S. Mentre scrivevo questo post mi ha telefonato l'amico Ivan che mi ha comprato il biglietto per il concerto di Mietta al Rolling Stone.
Forse ho ancora una speranza.
)