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Recentemente mi è capitato di essere preda di voglie improvvise solo in parte spiegabili sia in se stesse che nella loro fortissima e irresistibile intensità.
Nell'ultimo mese, ad esempio, mentre tornavo dal lavoro (complice forse il fatto di passare davanti all'Esselunga di Viale Papiniano dove un paio di volte le avevo incontrate) sono stato una manciatina di volte preso dalla bramosia di ascoltare & cantare & ballare una delle chicche di Paola & Chiara: "Vamos a Bailar", "A modo mio", "Festival", "Amoremidai"... ah, che meraviglia irrefrenabile... 
L'iPod mi ha sempre salvato sul momento e addirittura in una sera fortunata una volta arrivato a casa ho acceso la tv e ho trovato l'ennesima replica di "In & Out" (che comunque non ricordavo così acuto e divertente). Standing ovation alla famosa scena del test di virilità e così la voglia è stata soddisfatta, anche se di sponda.
Oltre al vociare più maschio che garrulo che ho avvertito avvicinandomi all'ingresso, che ricordavo e che era segno di uno dei motivi per cui mi piaceva andarci, mi hanno accolto le note di "Non ti scordar mai di me" di Giusy.
Cominciamo bene, ho pensato. 
Ora sono a casa e, pur contento di esserci tornato a distanza di un anno (e anche l'anno scorso era un anno che non ci andavo), mi chiedo: ma possibile che io non riesca mai a fare una cosa anche leggera come andare al Borgo senza attaccarci uno strascico di pensieri un po' più pesanti?
( Comunque grazie a Ivan per aver suscitato una serata utile di sponda ma non per averci tirato il pacco -un vago vaffanculo, quindi- e uno a Ale non solo per essere venuto a lasciarsi finalmente sorprendere e a non ballare con me. )