I loro segnali, le mie insegne, il profumo delle mani, i sogni tridimensionali. E il resto.
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(Mi scuso del ritardo abissale con cui torno a scrivere, dopo aver lasciato per una ventina di giorni l'irritante scritta "Coming soon", forse forse ora si riprende con un tempismo più reale... forse...
)
La torta era inaspettatamente friendly e Elia prima ancora di soffiare sulle candeline ha pensato bene di ficcare il dito nel "3" (come si può vedere) per poi guardarci tutto soddisfatto, col dito alzato e incremato. Poi io e lui abbiamo ballato al ritmo di "Rose rosse", "L'ape Maia" e "Ahi Maria" (i suoi gusti sono molto trasversali
).
E tra un ballo e qualche corsa in più dai miei e una lotta a giostra sul tappeto, continuo a ritenermi fortunato perché Elia, soprattutto in se stesso e quindi non solo in quanto nipote "speciale", continua a essere una gioia e una scoperta continua di quello che credevo di conoscere e che invece non sapevo o sapevo poco e male.
